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	<title>Alessio Bernabei &#8211; Imperoland</title>
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	<description>È Divertente Fare l&#039;Impossibile!</description>
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		<title>RECENSIONE: Trolls</title>
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				<pubDate>Mon, 07 Nov 2016 19:55:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Irene Rosignoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Animazione Americana]]></category>
		<category><![CDATA[DreamWorks Animation]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Bernabei]]></category>
		<category><![CDATA[Branch]]></category>
		<category><![CDATA[dreamworks animation]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Visto a Lucca Comics &#38; Games 2016 Non naviga davvero in buone acque la DreamWorks Animation. Dopo il flop inaspettato de Le Cinque Leggende, lo studio si è trovato in difficoltà economica&#8230;</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;"><strong><em>Visto a Lucca Comics &amp; Games 2016</em></strong></p>
<p style="text-align:left;"><img class="alignnone size-full wp-image-34449" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2016/11/trolls-dreamworks-poppy-branch.jpg" alt="trolls-dreamworks-poppy-branch" width="720" height="370" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/11/trolls-dreamworks-poppy-branch.jpg 720w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/11/trolls-dreamworks-poppy-branch-300x154.jpg 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></p>
<p style="text-align:left;">Non naviga davvero in buone acque la <strong>DreamWorks Animation</strong>. Dopo il flop inaspettato de <em>Le Cinque Leggende</em>, lo studio si è trovato in <a href="https://imperodisney.com/2015/01/23/dreamworks-animation-in-crisi-licenziati-500-dipendenti/">difficoltà economica</a> tanto da arrivare al punto di <a href="https://imperodisney.com/2016/04/29/nbcuniversal-ha-acquisito-la-dreamworks-animation-per-3-8-miliardi-di-dollari/">passare sotto l&#8217;etichetta</a> del grande colosso Universal, perdendo anche la sua figura chiave storica, quel <strong>Jeffrey Katzenberg</strong> che la DreamWorks l&#8217;aveva fondata staccandosi dagli studi Disney. Il momento non è dunque propizio per puntare sull&#8217;originalità o tentare pericolosi rischi; al contrario <strong>bisogna andare sul sicuro</strong>. Lo hanno fatto con <em>Dragon Trainer 2</em>, <a href="https://imperodisney.com/2014/08/19/recensione-2-dragon-trainer-2/">film &#8220;da manuale&#8221;</a> dove l&#8217;unica scelta interessante è stata far crescere i personaggi, lo hanno ripetuto con <em>Home</em>, simpatica commedia che puntava al pubblico dei più piccoli, e non fa eccezione neanche il loro ultimo nato <strong>Trolls</strong>.</p>
<p style="text-align:left;">Il film è la più classica delle <strong>avventure di formazione</strong>: due eroi che sono come il giorno e la notte (lei ottimista, lui perennemente negativo) devono imparare a collaborare e a volersi bene per portare a termine un&#8217;importante missione di salvataggio. Se si è alla ricerca di una storia che lasci a bocca aperta dallo stupore, Trolls non è esattamente la scelta giusta. Dalle personalità dei due protagonisti fino al villain a sorpresa che ricalca Hans di <em>Frozen</em>, è davvero difficile trovare qualcosa che non sappia di già visto durante la proiezione.</p>
<p style="text-align:left;"><img class=" size-full wp-image-34459 aligncenter" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2016/11/trolls-dreamworks.jpg" alt="trolls-dreamworks" width="1000" height="550" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/11/trolls-dreamworks.jpg 1000w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/11/trolls-dreamworks-300x165.jpg 300w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/11/trolls-dreamworks-768x422.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p style="text-align:left;">Piuttosto, ciò che davvero stupisce è il <strong>lavoro di wordbuilding</strong> che i registi <strong>Mike Mitchell</strong> e <strong>Walt Dohrn</strong> hanno messo in piedi. Un&#8217;opera partita direttamente da zero dato che le &#8220;Troll Doll&#8221; di Thomas Dam, a cui il film è ispirato, non avevano una storia ad accompagnarle né tantomeno una personalità. Il loro faccione sorridente e le braccia spalancate a simulare un abbraccio hanno suggerito ai registi e agli artisti DreamWorks di creare una sorta di <strong>comunità hippy</strong> che vive immersa nella natura e passa il tempo a cantare, ballare, fare festa e abbracciarsi continuamente. Infine, il legame dei troll col mondo vegetale ha influito anche sull&#8217;estetica del film, e allora ecco che piante, fiori, insetti e buffi animaletti sono interamente realizzati con una texture che imita il feltro o la lana, per un&#8217;<strong>esplosione di colori e morbidezza</strong> che svolge in maniera egregia il suo lavoro immergendo lo spettatore a 360° nell&#8217;universo dei troll.</p>
<p style="text-align:left;">C&#8217;è infine la musica, accattivante e orecchiabile, supervisionata dalla pop star <strong>Justin Timberlake</strong> (che in originale è anche la voce del co-protagonista Branch). I brani sono senza dubbio travolgenti, peccato che l&#8217;utilizzo che ne è stato fatto non renda Trolls un vero musical. Più che aiutarci a comprendere meglio i sentimenti dei personaggi, infatti, le canzoni servono a creare dei &#8220;momenti discoteca&#8221; in cui tutti si scatenano in <strong>sequenze psichedeliche</strong> a ritmo di musica. Le eccezioni sono due (la canzone di Poppy e il duetto tra i due protagonisti), e sono tra i momenti più riusciti del film.</p>
<p style="text-align:left;">Peccato infine anche per l&#8217;adattamento italiano: se la prova di <strong>Elisa</strong> è tutto sommato convincente (pur non potendo dare a Poppy il timbro da cartone animato che ha la sua controparte americana Anna Kendrick), il Branch di <strong>Alessio Bernabei</strong> è perfetto nel canto ma rivela molte più difficoltà nel parlato.</p>
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