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	<title>Approfondimento &#8211; Imperoland</title>
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	<description>È Divertente Fare l&#039;Impossibile!</description>
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		<title>Jim Henson, tributo a una delle menti più straordinarie del secolo scorso</title>
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				<pubDate>Thu, 24 Sep 2020 11:47:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Dottorini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Muppet Studios]]></category>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>«Immaginiamo di aver inventato qualcosa di nuovo: una marionetta dal funzionamento simile a quelle usate dai ventriloqui; non di legno, bensì fabbricata in materiali morbidi, come la gommapiuma, per darle maggior espressività e […] una consistenza simile a quella di un pupazzo».</em></p>
<p style="text-align: justify;">Così, quasi sette anni fa, <a href="http://imperoland.it/mad-puppets/">esordivo su questo portale</a> per scrivere a proposito di <strong>una certa scalmanata combriccola di pupazzi</strong> e del loro creatore. Gli anni passano, la scrittura si trasforma, le esperienze si accumulano, le piattaforme si evolvono. Non credo, tuttavia, che in questo lasso di tempo le mie scelte di vita abbiano smesso di essere influenzate da<strong> Jim Henson</strong> e dalla sua eredità, umana ed artistica. Permettetemi, dunque, un tributo: lasciatevi accompagnare in un breve viaggio tra la vita e le opere di <strong>una delle menti più straordinarie del secolo scorso</strong>.</p>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Oltre l&#8217;idea</strong></h4>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Innovazione, umorismo, cuore.</em></strong> Potremmo dire che siano queste le tre direzioni principali che hanno ispirato e indirizzato la carriera e la vita di <strong>Jim Henson</strong>. Il tutto condito da una disarmante <strong>semplicità</strong> attraverso la quale sembrava raggiungere i traguardi più lontani, partorire le idee più ambiziose, spingersi sempre oltre i propri limiti: <em>«Non avevo mai lavorato con i pupazzi da piccolo, e anche quando ho iniziato a farlo in televisione non sapevo realmente cosa stessi facendo. Sono sicuro sia stata una buona cosa, perché ho imparato affrontando ogni problema. […] se impari troppo da ciò che hanno fatto altri, sei portato a prendere la loro stessa direzione».</em></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Marionette</em>”, la tipica marionetta utilizzata dai ventriloqui, e “<em>puppet</em>”, ovvero pupazzo. Dall’unione dei due termini, nacque, probabilmente, la parola <strong>“Muppet”</strong>. Come si diceva in apertura, marionette in materiali morbidi, con capacità espressive potenziate rispetto alle loro controparti in legno. <strong>Un’idea semplice quanto vincente.</strong> Tuttavia limitare il potenziale innovativo di Henson alla sola creazione dei Muppet è assolutamente riduttivo. Nel suo percorso creativo si può riscontrare una <strong>continua ricerca di nuove modalità espressive</strong> e di nuove forme di intrattenimento.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>«Fino ad allora le agenzie pubblicitarie cercavano di vendere i loro prodotti imponendoli duramente. Noi abbiamo pensato: “perché non venderli facendo ridere?”»</em>. Con questo assunto, Henson si apprestava a <strong>rivoluzionare il modo di concepire e fare pubblicità.</strong> Lo spot, quindi, diventava a tutti gli effetti uno sketch, non dissimile dai brevissimi episodi del suo primo show con Muppet, <em>Sam &amp; Friends</em>. Battute rapide, sagaci e intelligenti per attirare l&#8217;attenzione dello spettatore e veicolare un messaggio promozionale. Aiutato, ovviamente, dai suoi simpaticissimi alleati in gommapiuma. Tra le <em>réclame </em>di maggior successo, quelle della <em>Purina,</em> nelle quali fece il suo debutto di uno dei personaggi a cui Henson era più legato: il cane Rowlf.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote class="twitter-tweet">
<p dir="ltr" lang="en">“Please watch out for each other and love and forgive everybody. It’s a good life, enjoy it.”</p>
<p>⁃Jim Henson <a href="https://t.co/Xne6jfKdH2">pic.twitter.com/Xne6jfKdH2</a></p>
<p>— 👻 Muppet History 🎃 (@HistoryMuppet) <a href="https://twitter.com/HistoryMuppet/status/1308569871559598082?ref_src=twsrc%5Etfw">September 23, 2020</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<h4><strong><em>Laughter is no enemy to learning</em></strong></h4>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo format pubblicitario riscosse un grandissimo successo. Ma era possibile veicolare altri messaggi attraverso le risate? Jim Henson era convinto di sì e, a suo sostegno, aveva a disposizione il parere di uno dei più grandi geni del XX secolo: <strong>Walt Disney.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Walt aveva per primo sdoganato l&#8217;idea che <strong>cultura e apprendimento non dovessero essere nemici del divertimento</strong>. Una sana risata poteva insegnare molto più di un lungo e pesante discorso. Henson, che non ha mai negato la propria &#8220;formazione disneyana&#8221;, raccolse questo input e ne fece uno dei propri marchi di fabbrica. Nel 1969 debuttò sul piccolo schermo uno show destinato a creare un genere: <strong><em>Sesame Street</em>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un semplice varietà dedicato ai più piccoli? Affatto. <em>Sesame Street </em>rappresenta senza ombra di dubbio tutto ciò che dovrebbe essere uno show concepito per l’infanzia. Personaggi buffi, colori sgargianti, canzoni orecchiabili e risate messi in campo per insegnare l&#8217;alfabeto, i numeri, ma anche <strong>valori come l&#8217;amicizia e l&#8217;accettazione del diverso</strong>. In una parola <strong>&#8220;<em>edutainment&#8221;</em>, imparare giocando.</strong> Ad oggi lo show, con le sue 46 edizioni e oltre 4300 puntate, continua ad andare in onda, fresco, moderno e divertente, senza mai tradire lo spirito iniziale. Personaggi come <strong>Elmo, Il Conte, Cookie Monster, Big Bird</strong> ed <strong>Ernie e Bert</strong> sono ormai dei veri e propri idoli, ricordati da generazioni come i loro primi maestri, tanto di numeri e lettere, quanto di vita.</p>
<p><img class="size-large wp-image-73086 aligncenter" src="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2020/09/kermit-muppets-rainbow-connection-1024x682.jpg" alt="" width="1024" height="682" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2020/09/kermit-muppets-rainbow-connection-1024x682.jpg 1024w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2020/09/kermit-muppets-rainbow-connection-300x200.jpg 300w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2020/09/kermit-muppets-rainbow-connection-768x512.jpg 768w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2020/09/kermit-muppets-rainbow-connection-1170x779.jpg 1170w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2020/09/kermit-muppets-rainbow-connection-585x390.jpg 585w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2020/09/kermit-muppets-rainbow-connection-263x175.jpg 263w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2020/09/kermit-muppets-rainbow-connection.jpg 1501w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h4><strong><em>The lovers, the dreamers and&#8230; Kermit</em></strong></h4>
<p style="text-align: justify;">Sempre alla ricerca di nuovi stimoli, nel 1976 Jim Henson diede il via a quella grande avventura chiamata <strong><em>The </em><em>Muppet Show</em>.</strong> Anche se costruito sulla stessa impalcatura creativa di <em>Sesame Street</em>, il nuovo show si poneva un obiettivo diverso. Henson voleva produrre <strong>uno spettacolo di varietà a 360°</strong>, capace di far ridere genuinamente tanto i più piccoli quanto i più grandi. Si è parlato tante volte di quanto bello e vivace fosse questo format, della geniale idea di mostrarne il dietro le quinte, della comicità sagace e mai banale. Ma c&#8217;è qualcosa su cui, credo, non si riflette mai abbastanza: <strong>la centralità di Kermit.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il simpatico ranocchio è stato <strong>il primo Muppet costruito e interpretato da Jim Henson</strong>. In <em>Sam &amp; Friends</em> non era neanche un ranocchio, a dire il vero. Si tratta, senza dubbio, del suo grande compagno di viaggio, arrivato a diventare, nel tempo, <strong>il suo alter ego.</strong> Una delle cose che viene sempre citata in proposito è il paragone metatelevisivo tra il ruolo rivestito da Kermit all&#8217;interno dello sgangherato cast del <em>Muppet Show </em>e quello di Jim all&#8217;interno della produzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ranocchio e la sua controparte umana sono un po&#8217; due capitani coraggiosi. <strong>Due sognatori disposti ad arrivare alla fine dell&#8217;arcobaleno</strong>, non per rincorrere una pentola d&#8217;oro, ma per costruire una casa per tutte le persone innamorate della vita, dell&#8217;arte e ancora disposte a migliorare il mondo. Insieme, riusciranno ad arrivare sul grande schermo, segnando da lì in poi tutta la carriera di Henson.</p>
<p style="text-align: justify;">Un parallelismo ancora più spiccato si nota nella canzone <strong>&#8220;<em>It&#8217;s not easy being green</em>&#8220;</strong>. Come osservato da Ray Charles: <em>«Le parole dicono &#8220;Non è facile essere verdi&#8221;, ma la canzone è sul conoscere se stessi. E in questo senti il ​​messaggio di Jim in modo molto chiaro. <strong>Credeva che le persone fossero buone</strong> e che volessero fare del loro meglio e che non importa come o perché potremmo essere diversi da chiunque altro, <strong>dovremmo imparare ad amare chi siamo</strong> ed esserne orgogliosi».</em> Due leader leali, pronti a incoraggiare, a esprimere dissenso in modo pacato e a valorizzare le idee partorite dal resto del gruppo, poco importa se a farne parte fossero giovani, vecchi, donne, uomini, maiali, orsi e&#8230; va beh, quello che è Gonzo.</p>
<p><img class="size-large wp-image-5076 aligncenter" src="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2014/03/474406355_cp_5214_2335fcf84c8315f7a7fcd09934d5dda2-1-1024x682.jpg" alt="" width="1024" height="682" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2014/03/474406355_cp_5214_2335fcf84c8315f7a7fcd09934d5dda2-1-1024x682.jpg 1024w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2014/03/474406355_cp_5214_2335fcf84c8315f7a7fcd09934d5dda2-1-300x200.jpg 300w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2014/03/474406355_cp_5214_2335fcf84c8315f7a7fcd09934d5dda2-1-768x512.jpg 768w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2014/03/474406355_cp_5214_2335fcf84c8315f7a7fcd09934d5dda2-1.jpg 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h4><strong>Il grande schermo e la consacrazione</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">Nelle ultime fasi della propria carriera, Jim Henson decise di dedicarsi al <strong>cinema</strong>. Oltre alle prime pellicole, incentrate sui suoi amati Muppet, sono due i titoli da ricordare: <em><strong>The Dark Crystal</strong> </em>e l&#8217;acclamatissimo <strong><em>Labyrinth</em></strong>. Entrambi lungometraggi fantasy caratterizzati da paesaggi e ambientazioni visionarie, condite da una base di ispirazione gotica e popolate da strane creature, ideate con il solito slancio creativo. <em>Labyrinth</em>, in particolare, ha segnato da lì in avanti <strong>una pietra miliare nell&#8217;immaginario collettivo</strong>. Partito come flop di pubblico e critica, oggi è riconosciuto come uno dei prodotti meglio riusciti del genere fantasy.</p>
<p style="text-align: justify;">In quegli ultimi anni, Jim sentiva il peso di doversi occupare anche della produzione dei propri lavori, <strong>rivendicando il proprio ruolo di artista puro.</strong> Non è mai stato un CEO, ma sempre un&#8217;ispirazione, un motore del gruppo, animato da un semplice e sincero ottimismo. Da qui, l&#8217;idea di trattare con una grande <em>major </em>perché acquisisse i suoi Muppet. E <strong>non vi era casa migliore della Disney</strong>, dove, anni dopo, son comunque approdati.</p>
<p style="text-align: justify;">Continuò a produrre altri show per la televisione. Da ricordare su tutti, forse nello stesso <em>flow </em>creativo dei capolavori fantasy di cui sopra<em>, Fraggle Rock</em>. Di questa fase, tuttavia, resta principalmente <strong>il rimpianto della sua prematura scomparsa</strong>, unico vero freno ad una mente creativa senza pari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote class="twitter-tweet">
<p dir="ltr" lang="en">“I guess I learned everything from my father&#8230;He taught me to identify a person’s talent, nurture that talent, and encourage them to look to themselves for solutions. That’s probably what he taught me more than anything—a mindset, a work ethic.”</p>
<p>&#8211; Brian Henson <a href="https://t.co/ocIQ0i9y0L">pic.twitter.com/ocIQ0i9y0L</a></p>
<p>— 👻 Muppet History 🎃 (@HistoryMuppet) <a href="https://twitter.com/HistoryMuppet/status/1308942862797676546?ref_src=twsrc%5Etfw">September 24, 2020</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<h4><strong>L&#8217;eredità di Jim Henson</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">È proprio vero che <strong>un artista vivrà per sempre attraverso le proprie opere</strong> e Jim Henson non è da meno. <em>Sesame Street</em>, come detto, continua la sua opera pedagogica, oggi più che mai. Sono abbastanza recenti, infatti, gli episodi dedicati a temi come l&#8217;autismo o la dipendenza. Temi sensibili, trattati con la solita delicatezza, sempre sinonimo di fruibilità e mai di superficialità.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>The Dark</em> <em>Crystal</em> ha visto ampliarsi il proprio universo narrativo grazie ad una <strong>strepitosa serie prequel prodotta da Netflix</strong> (è recentissima, tuttavia, la notizia dell&#8217;annullamento dei progetti per una seconda stagione). Un&#8217;opera d&#8217;arte che coniuga perfettamente gli effetti visivi pratici di una volta alle nuove tecnologie, sorretta da una solidissima scrittura che supera nettamente quella di molti prodotti televisivi più popolari. Un <strong>sequel di </strong><em><strong>Labyrinth</strong> </em>pare che vedrà la luce ben presto (e a noi tocca solo incrociare le dita) e anche i Muppet, dopo vari esperimenti, sembrano aver trovato un loro spazio all&#8217;interno della mastodontica Walt Disney Company (anche se attualmente a noi italiani è ancora impossibile vedere <a href="http://imperoland.it/muppets-now-trailer-nuova-serie-disney/">la nuova serie originale su Disney+</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non è solo questione di prodotti. <strong>Jim continua a vivere in tutti noi</strong>, nei suoi insegnamenti e nel suo <strong>proposito di lasciarci un mondo migliore</strong> di quello che aveva trovato appena nato nel 1936. E soprattutto in Kermit.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.imdb.com/name/nm0001345/mediaindex?page=1&amp;ref_=nmmi_mi_sm">IMDB</a></p>
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										</item>
		<item>
		<title>Rogue One, le citazioni e i collegamenti con la saga originale di Star Wars</title>
		<link>http://imperoland.it/rogue-one-le-citazioni-e-i-collegamenti-con-la-saga-originale-di-star-wars/</link>
				<pubDate>Tue, 27 Dec 2016 11:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Finalmente disponibile nei cinema italiani dal 15 dicembre, Rogue One &#8211; A Star Wars Story è ambientato tra Star Wars: Episodio III &#8211; La vendetta dei Sith e Star Wars: Episodio IV&#8230;</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">Finalmente disponibile nei cinema italiani dal 15 dicembre, <strong>Rogue One &#8211; A Star Wars Story</strong><em> </em>è ambientato tra <strong>Star Wars: Episodio III &#8211; La vendetta dei Sith</strong> e <strong>Star Wars: Episodio IV &#8211; Una nuova speranza</strong>. Il film narra le avventure di un gruppo di ribelli che si riuniscono per rubare i piani di distruzione della Morte Nera, la gigantesca arma costruita dall’Impero, in grado di spazzar via un intero pianeta.</p>
<p>Trovandosi a fare da ponte tra due film, Rogue One è ricco di citazioni ed easter-egg, oltre a numerosi cammei di personaggi iconici. Ve ne illustreremo alcuni, ma fate attenzione: potreste imbattervi in qualche <strong>spoiler</strong>, nel caso non abbiate ancora visto la pellicola.</p>
<p><img class=" size-full wp-image-25417 aligncenter" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2016/06/rogue-one-stormtrooper1.jpg" alt="rogue one stormtrooper1" width="612" height="380" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/06/rogue-one-stormtrooper1.jpg 612w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/06/rogue-one-stormtrooper1-300x186.jpg 300w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<ul>
<li>I protagonisti di Rogue One vengono citati nel <strong>prologo di <em>Una nuova speranza</em></strong>, dove gli eventi dell’Alleanza Ribelle vengono descritti nei titoli di apertura:</li>
</ul>
<p style="text-align:center;"><em>Navi spaziali Ribelli, colpendo da una<br />
</em><em>base segreta, hanno ottenuto la loro<br />
</em><em>prima vittoria contro il malvagio<br />
</em><em>Impero Galattico.</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Durante la battaglia, spie Ribelli<br />
</em><em>sono riuscite a rubare i piani segreti<br />
</em><em>dell&#8217;arma decisiva dell&#8217;Impero,<br />
</em><em>la Morte Nera, una stazione spaziale corazzata<br />
</em><em>di tale potenza da poter distruggere<br />
</em><em>un intero pianeta.</p>
<p></em></p>
<ul>
<li>Proprio i <strong>titoli di apertura</strong> iconici che dal 1977 hanno caratterizzato la saga di <em>Guerre Stellari </em>e rivisti recentemente ne <em>Il Risveglio della Forza</em>, vengono a mancare nel prologo di Rogue One: probabilmente non sono presenti perché conosciamo la storia antecedente la pellicola. Tuttavia ritroviamo la classica opening line <em>“Tanto tempo fa in una galassia lontana, lontana”.
<p></em></li>
</ul>
<ul>
<li>il <strong>Grand Moff </strong><strong>Wilhuff </strong><strong>Tarkin</strong>, apparso per la prima volta in <em>Una nuova speranza</em> e poi rivisto ne <em>La vendetta dei Sith</em>, viene riportato in vita in Rogue One tramite l’astuto uso della CGI. Freddo e arrogante, Tarkin lavora per l’Impero ed è al servizio di Darth Vader.</li>
</ul>
<p><img class=" size-full wp-image-28458 aligncenter" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2016/08/rogue-foto-empire-1024x647.png" alt="rogue-foto-empire-1024x647" width="1024" height="647" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/08/rogue-foto-empire-1024x647.png 1024w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/08/rogue-foto-empire-1024x647-300x190.png 300w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/08/rogue-foto-empire-1024x647-768x485.png 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<ul>
<li>Durante una delle tante scene ambientate a Jedha, Jyn Erso si scontra per caso con due furfanti molto odiati dai fan della saga. Sono <strong>Ponda Baba</strong> e <strong>Cornelius Evazan</strong>, i due bellimbusti che infastidiscono Luke nella scena della cantina in <em>Una nuova speranza</em>.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Jedha </strong>è una luna con una lunga storia legata alla Forza. È stata la casa della prima popolazione che ha studiato l’energia antica, inoltre è anche ricca di cristalli kyber, utilizzati per fabbricare spade laser.</li>
</ul>
<ul>
<li><em>“Ho un brutto presentimento”</em>. Breve ma intenso, il cammeo dei due droidi più famosi della Galassia. <strong>C3-PO </strong>e<strong> R2-D2</strong> vengono mostrati per qualche secondo nel momento in cui l’Alleanza Ribelle invia delle truppe in soccorso alla squadra di Jyn.</li>
</ul>
<p><img class=" size-full wp-image-26242 aligncenter" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2016/07/rogueone578eb3a09d694.jpg" alt="RogueOne578eb3a09d694" width="5760" height="3840" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/07/rogueone578eb3a09d694.jpg 5760w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/07/rogueone578eb3a09d694-300x200.jpg 300w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/07/rogueone578eb3a09d694-768x512.jpg 768w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/07/rogueone578eb3a09d694-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 5760px) 100vw, 5760px" /></p>
<ul>
<li>Avete notato qualche faccia familiare durante le riunioni dell’Alleanza Ribelle? La prima è quella di <strong>Mon Mothma</strong>, senatrice del pianeta Chandrila e leader dell’Alleanza Ribelle. Più tardi diverrà il primo cancelliere della Nuova Repubblica. É interpretata da Genevieve O’Reilly, che ha già vestito i panni del personaggio ne <em>La vendetta dei Sith</em>, ma la scena è stata poi eliminata dal montaggio finale. Mothma è apparsa per la prima volta in <em>Il Ritorno dello Jedi</em>, dove era interpretata da Caroline Blakiston. La seconda faccia familiare è quella del <strong>Generale Jan Dodonna</strong>, che guida l’attacco alla Morte Nera in <em>Una nuova speranza</em>. É interpretato da Ian McElhinney, già visto in <strong><em>Game of Thrones </em></strong>nel ruolo di Barristan Selmy. Infine <strong>Bail Organa</strong>, interpretato da Jimmy Smiths. Apparso per la prima volta in <em>Attacco dei Cloni</em>, è il padre adottivo della Principessa Leia Organa. Morirà ad Alderaan quando il pianeta verrà distrutto dalla Morte Nera.</li>
</ul>
<ul>
<li>Mon Mothma suggerisce a Bail Organa di contattare un suo amico Jedi. Quel Jedi è ovviamente <strong>Obi-Wan Kenobi</strong>.</li>
</ul>
<ul>
<li>Il cammeo più famoso, spoilerato dai diversi trailer rilasciati in questi mesi: <strong>Anakin Skywalker aka Darth Vader</strong>. Appare con il suo look originale, visto precedentemente in <em>Una nuova speranza</em>. La sua armatura sembra più oscura e lucida rispetto a quella dei film successivi; ha persino una placca differente e delle lenti rosse. Il potente Sith cerca di recuperare i piani rubati, senza successo. Negli ultimi minuti finali, quasi si imbatte in….</li>
</ul>
<p><img class=" size-full wp-image-26245 aligncenter" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2016/07/rogueone578eb3b0454d3.jpg" alt="RogueOne578eb3b0454d3" width="5760" height="3840" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/07/rogueone578eb3b0454d3.jpg 5760w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/07/rogueone578eb3b0454d3-300x200.jpg 300w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/07/rogueone578eb3b0454d3-768x512.jpg 768w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/07/rogueone578eb3b0454d3-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 5760px) 100vw, 5760px" /></p>
<ul>
<li><strong>Leia Organa</strong>. A sorpresa la Principessa fa un ingresso in scena nel finale di Rogue One. Una giovane Carrie Fisher è stata <strong>ricreata in CGI</strong>, sul corpo di Ingvild Deila. Leia riceve i piani segreti che porteranno alla distruzione della Morte Nera e a bordo della sua astronave, scappa dal malvagio Vader.</li>
</ul>
<ul>
<li>Il castello di Darth Vader si trova a <strong>Mustafar</strong>, il pianeta in cui Anakin Skywalker ha duellato con il suo vecchio maestro, Obi-Wan Kenobi. Proprio su tale pianeta, Anakin ha quasi rischiato di perdere la vita, per poi essere salvato dall’Imperatore.</li>
<li>Il film termina proprio dove ha inizio <em>Una nuova speranza</em>: Darth Vader dà la caccia all’astronave di Leia. Nel corso della pellicola non sono ovviamente mancate varie citazioni alla Forza, vista più nel suo elemento spirituale e all’arrivo di una nuova speranza, che capovolgerà le sorti della battaglia, mettendo KO l’Impero. Naturalmente stiamo parlando del giovane <strong>Luke Skywalker</strong>.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
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		<title>La Disney e il mondo LGBT: dagli anni &#8217;20 agli anni &#8217;80</title>
		<link>http://imperoland.it/la-disney-e-il-mondo-lgbt-dagli-anni-20-agli-anni-80/</link>
				<pubDate>Tue, 17 May 2016 12:36:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Irene Rosignoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Walt Disney Animation Studios]]></category>
		<category><![CDATA[Approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[Disney]]></category>
		<category><![CDATA[lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>In occasione della Giornata mondiale contro l&#8217;omofobia, pubblichiamo un approfondimento a cura di Blagoja Belchevski sul rapporto tra la Walt Disney Company e il mondo LGBT dalla sua fondazione negli anni &#8217;20&#8230;</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><em>In occasione della <strong>Giornata mondiale contro l&#8217;omofobia</strong>, pubblichiamo un approfondimento a cura di <strong>Blagoja Belchevski</strong> sul rapporto tra la Walt Disney Company e il mondo LGBT dalla sua fondazione negli anni &#8217;20 fino ai giorni nostri. L&#8217;analisi che faremo è di tipo storico e si asterrà da ogni giudizio cercando di riportare il più obiettivamente possibile i fatti e i dati. </em></p>
<p><em>Di seguito la <strong>prima parte</strong> dell&#8217;approfondimento.</em></p>
<p><img class=" size-full wp-image-22834 aligncenter" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2016/05/disney-lgbt.jpg" alt="disney lgbt" width="473" height="315" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/05/disney-lgbt.jpg 473w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/05/disney-lgbt-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 473px) 100vw, 473px" /></p>
<p>Tracciare la storiografia della politica della Walt Disney Company nei confronti del mondo LGBT è un compito tutt&#8217;altro che facile. Il nucleo della compagnia, il Disney Brothers Cartoon Studio, nasce infatti nel 1923, un periodo storico ancora fortemente segnato da un <strong>profondo stigma</strong> nei confronti della sessualità &#8220;anticonvenzionale&#8221; (intesa come esterna agli schemi dell&#8217;eteronormatività mirata alla costruzione di un nucleo familiare). L&#8217;ostracismo effettuato nei confronti della popolazione omosessuale in quel periodo non ci permette quindi di dare un quadro dettagliato della situazione. Urge inoltre specificare che questo articolo intende essere <strong>unidirezionale</strong>; non tratterà quindi il modo in cui la popolazione LGBT si è rapportata all&#8217;immaginario Disney nel corso degli anni, un argomento decisamente più complesso che la sede presente non permette di trattare in maniera adeguata.</p>
<p>Si cercherà di seguito di fornire un quadro estremamente generale della situazione. Di fronte alla necessità di affermarsi sul mercato statunitense, il percorso artistico intrapreso da Walt Disney e soci si è inevitabilmente <strong>conformato ai canoni della società consumatrice</strong>, precedentemente identificata come la borghesia americana della prima metà del ventesimo secolo, fortemente orientata alla famiglia. Nel 1966, anno di morte di Walt, la compagnia aveva oramai consolidato quest&#8217;immagine di sé. Senza entrare nel merito di un&#8217;analisi approfondita della &#8220;sessualità Disney&#8221; , trattata in maniera estremamente eterogenea nel corso degli anni, è innegabile la presenza del <strong>filo conduttore dell&#8217;eteronormatività e dell&#8217;amore platonico</strong>. È indubbia, tuttavia, la presenza di istanze esterne a questa politica, per quanto sempre implicite, e spesso usate in chiave comica e/o messe in ridicolo. Pur portando sul grande schermo situazioni familiari tutt&#8217;altro che convenzionali (orfani, matrigne cattive ecc.), sfidare apertamente le norme della società consumatrice avrebbe inevitabilmente portato alla rovina definitiva degli studi, già alle prese con varie crisi finanziarie nel corso del mandato di Walt Disney stesso.</p>
<p>È irragionevole però supporre la totale assenza di dipendenti omosessuali all&#8217;interno della compagnia. Richard Hitt, dipendente di Disneyland Anaheim e membro della Lesbian And Gay United Employees (LEAGUE) Anaheim, entrò a far parte dello staff del parco nel 1957. Nel 1995, durante un&#8217;intervista per l&#8217;LA Times, dichiarò, ricordando un clima di tollerante indifferenza nei confronti della sessualità di membri dello staff del parco: &#8220;Prima [delle lotte sociali degli &#8217;80] i diritti dei gay e il riconoscimento non erano parte del posto di lavoro. Ora lo sono.&#8221;. La situazione, tuttavia, pare sia stata nettamente diversa rispetto a quella degli studi nello stesso periodo. Tommy Kirk, giovane star di &#8220;The Hardy Boys&#8221; dello spettacolo televisivo di varietà targato Disney, The Mickey Mouse Club, <strong>è stato licenziato</strong> durante le riprese di The Misadventures of Merlin Jones nel 1963. La madre del ragazzo con il quale Kirk stava avendo una relazione segreta in quel periodo, avendo scoperto l&#8217;affare, si è appellata direttamente a Walt, il quale ha deciso di terminare il contratto di Kirk. &#8220;Nel 1963, la Disney mi mandò via. Walt però mi chiese di tornare per l&#8217;ultimo film di Merlin Jones, The Monkey&#8217;s Uncle, siccome i film di Jones si erano rivelati essere una miniera d&#8217;oro per lo studio.&#8221; dichiarò l&#8217;attore al riguardo. Se questo episodio è da considerarsi rappresentativo della politica dello studio, non ci è dato saperlo. Può tuttavia considerarsi rappresentativo della <strong>politica generale</strong> nei confronti degli omosessuali in quel periodo, dove un outing comportava serie retribuzioni dal punto di vista sociale, tra cui anche la perdita del posto di lavoro.</p>
<div id="attachment_22838" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-22838" class=" size-full wp-image-22838 aligncenter" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2016/05/disney-pride.png" alt="disney pride" width="500" height="487" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/05/disney-pride.png 500w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/05/disney-pride-300x292.png 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /><p id="caption-attachment-22838" class="wp-caption-text"><a href="http://dylanbonner.tumblr.com/">Dylan Bonner Art</a></p></div>
<p>Le sommosse di Stonewall del 1969 e le successive lotte di riconoscimento nel corso dei due decenni a seguire hanno portato, seppur con qualche riserva, ad un&#8217;esposizione sempre crescente della popolazione omosessuale statunitense. Tutto ciò, per la Disney, si concretizza a partire dal 1980, che vede uno spiacevole episodio accadere nel parco di Anaheim. Due uomini gay sono stati infatti <strong>allontanati dal parco</strong> da un paio di guardie per avere ballato insieme sul Tomorrowland Terrace. I due hanno successivamente citato il parco in giudizio presso la Corte Superiore in un processo che si è protratto per quattro anni per infine concludersi con la vittoria della coppia in quanto, secondo la sentenza del giudice, il comportamento delle guardie avrebbe violato i diritti civili dei due. Questo episodio ha portato alla decisione da parte della direzione del parco di rimuovere il veto sul touch-dancing tra persone dello stesso sesso vigente fino a quel momento. Ciò tuttavia non ha impedito il verificarsi di un episodio analogo nel 1988, quando tre ragazzi gay hanno sporto denuncia contro il parco per essere stati interrotti nel danzare all&#8217;interno del parco l&#8217;anno precedente da parte di una guardia. I tre hanno deciso quindi di ritirare la denuncia in seguito all&#8217;impegno pubblico da parte del parco di non discriminare in base all&#8217;orientamento sessuale.</p>
<p>È azzardato però considerare questi episodi come rappresentativi della politica Disney nei confronti del mondo LGBT. Tenendo presente in mente l&#8217;intento di rispecchiare e di &#8220;accontentare&#8221; il mindset del consumatore medio di quel periodo, è altrettanto ragionevole supporre che siano semplicemente l&#8217;espressione dell&#8217;istinto di autoconservazione della compagnia. Negli anni &#8217;90, infatti, la storica impresa di Walt Disney si saprà dimostrare <strong>una delle più progressiste</strong> degli Stati Uniti nel campo dei diritti civili. Gli sforzi congiunti della LEAGUE Burbank e della LEAGUE Anaheim, le associazioni di dipendenti gay e lesbiche dello studio e del parco, si concretizzeranno nella <strong>concessione degli stessi privilegi</strong> sanitari, dentali e in caso di decesso ai propri dipendenti omosessuali e i loro partner già in precedenza concessi allo staff eterosessuale e i rispettivi coniugi, diventando così una delle primissime realtà a <strong>trattare le coppie LGBT alla stregua delle coppie eterosessuali</strong> sposate.</p>
<p><strong>Fonti: </strong><br />
<em>Tinker Belles and Evil Queens: The Walt Disney Company From The Inside Out</em><br />
LA Times: <a href="http://articles.latimes.com/1995-10-12/news/ls-56242_1_league-member">click </a>/ <a href="http://articles.latimes.com/1989-09-30/news/mn-212_1_gay-men">click</a></p>
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		<title>I ridoppiaggi dei Classici Disney: Parte I &#8211; Biancaneve, Cenerentola</title>
		<link>http://imperoland.it/i-ridoppiaggi-dei-classici-disney-parte-i-biancaneve-cenerentola/</link>
				<pubDate>Wed, 03 Jun 2015 12:33:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Irene Rosignoli]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Walt Disney Animation Studios]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Ringraziamo di cuore le nostre fan e lettrici Ginevra e Silvia per lo spunto per questo approfondimento. Su loro suggerimento, realizzeremo una piccola serie di articoli sui Classici Disney ridoppiati,&#8230;</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><em>Ringraziamo di cuore le nostre fan e lettrici Ginevra e Silvia per lo spunto per questo approfondimento.<br />
</em><em>Su loro suggerimento, realizzeremo una piccola serie di articoli sui Classici Disney ridoppiati, per aiutarvi a orientarvi tra le vicende della storia Disney e le tante edizioni home video disponibili.<br />
</em><i>Se l&#8217;argomento vi interessa e vorreste più articoli sul mondo del doppiaggio, fatecelo sapere con commenti e condivisioni!</i></p>
<p style="text-align:left;">Iniziamo a trattare i ridoppiaggi dei Classici Disney precisando, per prima cosa, che in questi piccoli approfondimenti parleremo solo dei <strong>ridoppiaggi completi di questi lungometraggi:</strong> <strong>Biancaneve, Cenerentola, Bambi, Peter Pan e Lilli e il Vagabondo</strong>. Tralasceremo quindi i corti e gli spezzoni, ad esempio la canzone <em>When you wish upon a star</em> di Pinocchio, oppure Bongo e i tre avventurieri, rimandandovi alle fonti e agli articoli a fondo pagina.</p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2015/06/1135247_1351320651261_full.jpg"><img class=" size-full wp-image-12439 aligncenter" src="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2015/06/1135247_1351320651261_full.jpg" alt="1135247_1351320651261_full" width="470" height="349" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2015/06/1135247_1351320651261_full.jpg 1456w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2015/06/1135247_1351320651261_full-300x223.jpg 300w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2015/06/1135247_1351320651261_full-768x570.jpg 768w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2015/06/1135247_1351320651261_full-1024x760.jpg 1024w" sizes="(max-width: 470px) 100vw, 470px" /></a></p>
<p style="text-align:left;"><strong>Biancaneve e i sette nani, </strong>primo lungometraggio Disney in assoluto, fu presentato in Italia nel <strong>1938</strong>. La voce della storica prima principessa era di <strong>Rosetta Calavetta</strong> (parlato) e di <strong>Lina Pagliughi</strong> (canto), mentre a <strong>Tina Lattanzi</strong> (che poi avrebbe interpretato anche altre due supercattive, Malefica e la Regina di Cuori) andò la parte della strega Grimilde. Il doppiaggio, realizzato da Luigi Savini negli studi di Cinecittà, risultava però poco fedele ai dialoghi originali e manteneva un <strong>tono molto aulico</strong> con frequenti battute in rima, caratteristiche che lo resero presto &#8220;vecchio&#8221; e poco fruibile per le nuove generazioni degli anni a venire.</p>
<p style="text-align:left;">Fu Walt Disney stesso a volere il ridoppiaggio, non solo per la versione nostrana, ma anche in molti altri paesi europei e non. Ovunque, diede l&#8217;incarico a dialoghisti di fiducia scelti direttamente da lui. Era sua precisa intenzione, infatti, che i suoi Classici venissero trasposti perfettamente in modo da far credere che il film fosse stato girato direttamente nella lingua di arrivo e non in inglese. In Italia questo importante compito fu affidato a <strong>Roberto De Leonardis</strong>. Sua è quella che tuttora è considerata la versione definitiva di Biancaneve, arrivata al cinema nel <strong>1972</strong>.</p>
<p style="text-align:left;">Il primo doppiaggio non è <strong>mai stato rilasciato</strong> e non è dunque disponibile in nessuna edizione home video, ma è custodito nelle mani di pochi attenti collezionisti. In particolare grazie al lavoro di <strong>Nunziante Valoroso</strong>, grande esperto del mondo disneyano, è possibile ascoltarne alcuni spezzoni online.</p>
<p style="text-align:left;">Ecco un confronto tra la versione del &#8217;38 e quella del &#8217;72:</p>
<p style="text-align:left;"><iframe width="1170" height="878" src="https://www.youtube.com/embed/5B8h0L9c51s?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align:left;">Di seguito, invece, la canzone <strong>Vorrei/Non ho che un canto</strong> con le voci del &#8217;38:</p>
<p style="text-align:left;"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/e2GmFyFd6NY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2015/05/principesse_disney_cndrlla_236865c11_ks_l.jpg"><img class=" size-full wp-image-12424 aligncenter" src="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2015/05/principesse_disney_cndrlla_236865c11_ks_l.jpg" alt="principesse_disney_cndrlla_236865c11_ks_l" width="470" height="294" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2015/05/principesse_disney_cndrlla_236865c11_ks_l.jpg 738w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2015/05/principesse_disney_cndrlla_236865c11_ks_l-300x188.jpg 300w" sizes="(max-width: 470px) 100vw, 470px" /></a></p>
<p style="text-align:left;">Ma Biancaneve non è l&#8217;unica principessa ad aver cambiato voce. Nel <strong>1967</strong> toccò anche a <strong>Cenerentola</strong>, e anche questa volta l&#8217;opera fu realizzata da <strong>De Leonardis</strong> (autore, in questo caso, anche della prima versione del 1950). Non si conoscono di preciso le ragioni del ridoppiaggio eseguito dopo appena diciassette anni. Probabilmente il motivo principale furono le critiche rivolte alla voce scelta per la protagonista, quella di Giuliana Maroni, ritenuta troppo sgraziata per una principessa. Nella nuova versione, De Leonardis scelse invece Fiorella Betti (parlato) e Maria Cristina Brancucci (canto); queste sono le voci con cui Cenerentola è arrivata fino a oggi.</p>
<p style="text-align:left;">Il doppiaggio originale, infatti, sopravvive soltanto in alcuni segmenti e finora neanche gli appassionati sono riusciti a recuperare l&#8217;audio completo, che sembra essere definitivamente perduto.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Per approfondire:</strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://antoniogenna.com/2015/01/29/il-meraviglioso-mondo-di-walt-disney-5-i-ridoppiaggi-dei-classici-danimazione-con-intervista-a-leslie-james-la-penna/">I ridoppiaggi dei classici d&#8217;animazione, di Marco Volpe</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.asinc.it/rec_dtt_00.asp?Id=75">Una recensione di Biancaneve di Nunziante Valoroso</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://disneyvideo.altervista.org/forum//index.php?">I numerosi topic sul doppiaggio nel Disney Digital Forum</a></p>
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		<title>Cenerentola, conosciamo meglio&#8230; la Fata Madrina!</title>
		<link>http://imperoland.it/cenerentola-conosciamo-meglio-la-fata-madrina/</link>
				<pubDate>Fri, 13 Mar 2015 15:37:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Jacopo Iovannitti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Walt Disney Pictures Studios]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>La scorsa settimana vi avevamo mostrato in modo più approfondito e fatto conoscere meglio la terribile Lady Tremaine, interpretata dall&#8217;affascinante Cate Blancett. Quest&#8217;oggi è il turno di un&#8217;altro importante personaggio della fiaba&#8230;</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>La scorsa settimana vi avevamo mostrato in modo più approfondito e fatto conoscere meglio la terribile <a href="http://imperodisney.com/2015/03/06/cenerentola-conosciamo-meglio-la-matrigna/">Lady Tremaine,</a> interpretata dall&#8217;affascinante <em>Cate Blancett</em>. Quest&#8217;oggi è il turno di un&#8217;altro importante personaggio della fiaba tornata da qualche giorno al cinema: la <strong>Fata Madrina</strong>, interpretata dall&#8217;eccentrica <em>Helena Bonham Carter</em>.</p>
<p><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/k9YFasMrSG4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Dopo aver visto il <strong>POD</strong> sopra inserito, dovete sapere che i realizzatori cercavano proprio un’attrice che potesse portare un po’ di frivolezza nel ruolo, riuscendo al contempo a essere materna e divertente e a sembrare realmente magica.</p>
<p>La Bonham Carter, le cui interpretazioni variano da personaggi come la Regina Rossa in <em>Alice in Wonderland</em> a Red Harrington in <em>The Lone Ranger</em> è da sempre attratta da personaggi che le offrono la libertà creativa per essere esplorati e analizzati.</p>
<p>Vediamola, per bene, in azione!</p>
<p><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/Z92cZm1QGo8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il lungometraggio, diretto da<strong> Kenneth Branagh</strong>, approderà nelle sale italiane accompagnato dal cortometraggio<em> Frozen Fever</em>, dal prossimo<strong> 12 Marzo</strong>.</p>
<p>Questa la trama ufficiale: <i>Ella è diversa dalla maggior parte delle ragazze del regno. </i><i>Conosce a memoria tutte le opere di Shakespeare. Stringe <a id="PXLINK_1_0_0" class="pxInta" href="http://imperodisney.com/2015/02/03/tante-nuove-immagini-in-hd-per-cenerentola/#">amicizia</a> con tutti gli animali che incontra, inclusi i furtivi topolini che vivono tra le pareti. Crede nel potere della gentilezza e nella possibilità di migliorarsi. </i><i>Ella ha dovuto affrontare incredibili tragedie e lutti, e ora si trova alla mercé della crudele matrigna. E tuttavia, Ella continua a sperare, non importa quanto grande sia la difficoltà. </i><em>Kit è sempre stato un sognatore. Pone al di sopra di tutto la pace. Non ha mai compreso il perché di certe tradizioni e cerimonie reali. Preferirebbe passare il tempo nel giardino della madre, piuttosto che allenarsi a combattere o posare per un ritratto. E siccome è un principe, questa sua personalità potrebbe essere un problema. </em><em>Questa è una storia sulla bontà e il coraggio, sull’amore perduto e poi ritrovato, sulla potenza delle parole. </em><em>Questa è la storia di Cenerentola.</em></p>
<p>Nel cast ci saranno grandi nomi come <strong>Lily James</strong>, <strong>Richard Madden</strong>, <strong>Cate Blanchett, </strong><strong>Helena Bonham-Carter, Hollyday Grainger </strong>e<strong> <strong>Sophie McShera</strong></strong>. Prodotto da Simon Kinberg , Allison Shearmur e David Barron, la sceneggiatura è di Chris Weitz. La <a href="http://imperodisney.com/2015/02/26/tutto-quello-che-ce-da-sapere-sulla-colonna-sonora-di-cenerentola/">colonna sonora</a>, composta da 27 tracce audio e 3 canzoni (due reinterpretazioni ed una originale) è stata composta da <strong>Patrick Doyle</strong> (<em>Thor, Ribelle – The Brave</em>).</p>
<p><a href="http://imperodisney.com/2015/03/06/cenerentola-la-recensione/">Leggi la nostra recensione in anteprima!</a></p>
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