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	<title>Elliott &#8211; Il Drago Invisibile &#8211; Imperoland</title>
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		<title>Il drago invisibile, la recensione</title>
		<link>http://imperoland.it/il-drago-invisibile-recensione/</link>
				<pubDate>Sat, 30 Jul 2016 11:51:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Recensione di Il drago invisibile, nuovo film Disney e remake del film del 1977 Elliott il drago invisibile.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Era il 1977 quando la Walt Disney fece arrivare nella sale cinematografiche di tutto il mondo la commedia per famiglie <em><strong>Elliott il drago invisibile</strong> </em>(<em>Pete&#8217;s Dragon</em>). Diretto da Don Chaffey e sceneggiato da Malcolm Marmorstein, è un film a tecnica mista e vede protagonisti il giovane Pete e Elliott, un grosso, tenero e pasticcione drago verde con ali e capigliatura rosa in grado di rendersi invisibile.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Da qualche tempo <strong>ad Hollywood è febbre da remake, reboot, sequel e prequel</strong>, e la Disney non è estranea a tutto ciò. E così a 39 anni di distanza ha deciso di <strong>riportare a nuova vita <em>Il drago invisibile</em></strong>. Diretto da <strong>David Lowery</strong>, sceneggiatore insieme a<span class="Apple-converted-space"> </span><strong>Toby Halbrooks</strong>, <em><strong>Pete’s Dragon</strong></em> arriverà <strong>al cinema dal 10 agosto</strong> con un cast di tutto rispetto che comprende i giovani Oakes Begley e Oona Laurence e i veterani Bryce Dallas Howard, Wes Bentley, Karl Urban e Robert Redford.</span></p>
<p class="p1"><img class=" size-full wp-image-26923 aligncenter" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2016/07/il-drago-invisibile-2016.jpg" alt="il-drago-invisibile-2016" width="470" height="196" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/07/il-drago-invisibile-2016.jpg 470w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/07/il-drago-invisibile-2016-300x125.jpg 300w" sizes="(max-width: 470px) 100vw, 470px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il signor Meacham (Robert Redford) è un vecchio intagliatore di legno che da anni intrattiene i bambini della cittadina dove vive con racconti che vedono protagonista un drago, il quale secondo la leggenda vive nelle foreste del Pacific Northwest. Per tutti, in particolare per sua figlia Grace (Bryce Dallas Howard) le storie del padre sono solo leggende, almeno finché non incontra Pete. Il bambino di dieci è senza famiglia, è cresciuto nel bosco e sostiene di aver passato i sei di vita nella foresta insieme ad Elliott, un drago che assomiglia molto simile a quello presente nei racconti del signor Meacham. A Grace non resterà che scoprire se quello che sostiene Pete, e quindi le storie di suo padre, sono vere o sono solo leggende.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>Dare vita ad un remake è sempre un’operazione rischiosa</strong>, soprattutto perché il nuovo prodotto si andrà a confrontare con l’originale e per quanto il nuovo film possa essere un buon prodotto quasi sicuramente è destinato a perdere in partenza (e a far storcere il naso ai fan) poiché deve vedersela con una pellicola che ha dalla sua il fascino del vintage. <strong><em>Il drago invisibile</em> rappresenta l’eccezione</strong>, vediamo perché.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La storia portata sullo schermo ha prima di tutto il grandissimo pregio di prendere le basi del film del ’77 (ovvero l’orfano Pete e il drago) ma di <strong>costruire una storia totalmente nuova</strong>, dando vita così ad un’avventura piena di magia ed amicizia. Questa fiaba senza tempo &#8211; il film è ambientato negli anni ’70, ma potrebbe essere qualsiasi anno dell’era moderna &#8211; se da una parte <strong>riprende le tematiche dell’originale</strong> come la solitudine del protagonista, la sua grande amicizia con il drago e il fatto che tutti credano Elliott sia il suo amico immaginario, dall’altra <strong>le aggiorna con argomenti contemporanei</strong>, a partire dalle complicazioni intrinseche delle famiglie allargate, passando per la salvaguardia dell’ambiente fino ad arrivare alla paura di ciò che non si conosce.</span></p>
<p class="p1"><img class=" size-full wp-image-26929 aligncenter" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2016/07/il-drago-invisibile.jpg" alt="il-drago-invisibile" width="470" height="250" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/07/il-drago-invisibile.jpg 470w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/07/il-drago-invisibile-300x160.jpg 300w" sizes="(max-width: 470px) 100vw, 470px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">La sceneggiatura di Lowery e Halbrooks ci restituisce anche un <strong>Pete che di sicuro ricorda troppo Mowgli, Tarzan</strong> e tutti quei protagonisti cresciuti in un ambiente selvaggio, <strong>ma</strong> <strong>ha un background che gli conferisce più spessore</strong>. Il piccolo protagonista è un bambino spensierato e allegro ma al tempo stesso confuso e impaurito. Un p<strong>ersonaggio a tutto tondo</strong> con cui è possibile identificarsi.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Lo stesso <strong>Elliott è un personaggio molto più accattivante</strong>. Se il drago del 1977 era burlone, maldestro e combina guai e con un aspetto fin troppo tenero (ali e capigliatura rosa), in questo remake oltre ad avere una stazza imponente si comporta come ciò che è, ovvero un drago. Come ogni animale che si rispetti gioca e scherza con il suo padrone e diviene protettivo quando questi è in pericolo. A differenza della sua controparte originale che si comportava come un bambino dispettoso, qui si comporta come un drago sputafuoco a tutti gli effetti.</span></p>
<p class="p1"><span style="line-height:1.7;">Inoltre coloro che vengono a contatto con lui hanno reazione molto più veritiera e naturale. Abbiamo quindi lo stupore dei bambini o del signor Meacham, l’unico adulto a credere nella sua esistenza, e la <strong>paura degli uomini</strong> che li spinge a dargli la caccia perché pericoloso.</span></p>
<p class="p1"><img class=" size-full wp-image-26926 aligncenter" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2016/07/petes-dragon-2016.jpg" alt="petes-dragon-2016" width="470" height="313" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/07/petes-dragon-2016.jpg 470w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/07/petes-dragon-2016-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 470px) 100vw, 470px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>Punti di forza del film sono senza dubbio la regia</strong> di David Lowery che restando molto vicino ai protagonisti della vicenda riesce a trasmetterci le loro emozioni e a portarci nel pieno della storia, la <strong>discreta sceneggiatura</strong> che dà vita a una storia tenera ed emozionante, la <strong>spettacolare fotografia</strong> e una <strong>CGI che dà vita ad un drago espressivo e vero come non mai</strong>.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>Ottimo anche il cast</strong> che ha nel piccolo Oakes Fegley un Pete straordinario. Bryce Dallas Howard e <span class="Apple-converted-space"> </span>Wes Bentley restituiscono personaggi veri, Karl Urban è più che convincente nei panni del “cattivo” e Robert Redford nei panni del nonno saggio/pazzo del villaggio è ottimo.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>La pellicola non è esente da difetti</strong>. Purtroppo nella seconda parte, quando la leggenda del drago che vive nel bosco diviene realtà tutta la struttura perde un po’ di consistenza (e di magia) e vira totalmente sulla caccia al mostro (in stile King Kong) mettendo bruscamente da parte tutti gli argomenti trattati finora. Nonostante ciò Il drago invisibile è uno dei migliori remake degli ultimi anni.</span></p>
<p class="p1"><img class=" size-full wp-image-26938 aligncenter" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2016/07/il-drago-invisibile-disney.jpg" alt="il-drago-invisibile-disney" width="470" height="246" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/07/il-drago-invisibile-disney.jpg 470w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/07/il-drago-invisibile-disney-300x157.jpg 300w" sizes="(max-width: 470px) 100vw, 470px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Molte e sostanziali sono le differenze con la pellicola originale. Oltre all’aspetto di Elliott il drago diviene protagonista di canzoni popolari (in fondo è una creatura mitologica), Pete è un personaggio ben caratterizzato, non vi è traccia di personaggi bizzarri (vedi il Dr. Terminus) e vi è una diversa ambientazione. Se Elliott il drago invisibile era un musical con l’anima da slapstick comedy, il suo remake ne mantiene l’anima e momenti comici ma ha una storia meno spensierata e più articolata. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><em>Il drago invisibile</em> è un film in cui <strong>la magia Disney</strong> <strong>traspare dall’inizio alla fine</strong> ma si manifesta anche tramite le parole del signor Meacham, <strong>alter ego di Walt Disney</strong>, secondo il quale “<em>se una cosa non la vedi non è detto che non esista</em>”, chiaro invito a non smettere di mai di sognare. Un film per tutta la famiglia che conquisterà i più piccoli e che farà riflettere i più grandi.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Perché in fondo ammettiamolo, tutti noi ancora oggi che siamo adulti, s<strong>ogniamo di avere un drago per amico</strong>.</span></p>
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		<title>Un anno con Impero Disney &#8211; I preferiti (e non) di Bert!</title>
		<link>http://imperoland.it/un-anno-con-impero-disney-i-preferiti-e-non-di-bert/</link>
				<pubDate>Thu, 31 Dec 2015 16:34:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Jacopo Iovannitti]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Anche questo 2015 sta per concludersi. Ora è tempo di bilanci: quali sono stati i nostri film, cortometraggi, fumetti ed eventi preferiti dell’anno appena trascorso? I preferiti (e non) di&#8230;</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><em>Anche questo <strong>2015</strong> sta per concludersi.<br />
</em><em>Ora è tempo di bilanci: quali sono stati i nostri film, cortometraggi, fumetti ed eventi preferiti dell’anno appena trascorso?</em></p>
<p style="text-align:center;">I preferiti (e non) di <strong>Jacopo!<br />
</strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://imperodisney.com/2015/12/31/un-anno-con-impero-disney-i-preferiti-e-non-di-bert/recap-banner-bert/#main" rel=" rel=&quot;attachment wp-att-15666&quot;"><img class="alignnone wp-image-15666 size-full" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2015/12/recap-banner-bert.jpg" alt="ReCap Banner Bert" width="851" height="447" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2015/12/recap-banner-bert.jpg 851w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2015/12/recap-banner-bert-300x158.jpg 300w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2015/12/recap-banner-bert-768x403.jpg 768w" sizes="(max-width: 851px) 100vw, 851px" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Film D&#8217;Animazione: </strong></p>
<p style="text-align:center;">Il prossimo anno, come vi diciamo ormai da tanto tempo, sarà tempestato da ben tre film d&#8217;animazione: <em>Zootropolis</em> e <em>Oceania</em>, dei <strong>Walt Disney Animation Studios</strong>, e <em>Alla Ricerca di Dory</em>, dei <strong>Pixar Animation Studios</strong>. Potrà sembrare strano ma, nonostante <em>Alla Ricerca di Nemo</em> sia uno dei miei film preferiti dello studio di <strong>Emeryville</strong>, i lungometraggi che attendo maggiormente sono le originali produzioni (almeno sulla carta) degli studi fondati da <strong>Walt Disney</strong>. Questa preferenza, probabilmente, nasce dalla soddisfazione ricevuta andando in sala (per più di tre volte) a vedere <em>Inside Out</em>, il geniale film (e mai termine può esser più adatto) di <strong>Pete Docter</strong>. E trovo assurdo che lo stesso studio che ha prodotto quello che spero sia il film d&#8217;animazione vincente di quest&#8217;anno (tanto agli <strong>Oscar</strong> e tanto ai <strong>Golden Globe</strong>, per quanto non sono né i premi né gli incassi a determinare il valore di un film) abbia realizzato un lungometraggio come <em>Il Viaggio di Arlo</em>, che per quanto possa esser commovente, gioca facile fra scene già viste, drammaticità portato allo stremo e una descrizione inesistente (assurdo per i <strong>Pixar Animation Studios</strong>) del mondo che circonda <strong>Arlo</strong> e <strong>Spot</strong>. Tecnica a parte, davvero impeccabile.</p>
<p style="text-align:center;">Delusione, nonostante sia un film accettabile, anche per <em>Trilli e La Creatura Leggendaria</em>, quello che stando da quando trapelato dai vari animatori dello studio, è stato l&#8217;ultimo prodotto dei <strong>DisneyToon Studios</strong>. Non sembra affatto il capitolo conclusivo di una bella saga legata a un amato personaggio e che ha creato un mondo entrato ormai nell&#8217;immaginario comune dei bambini.</p>
<p style="text-align:center;">Poco commentabile, invece,  <em>Strange Magic</em>, dei<strong> LucasFilm Animation</strong>. L&#8217;ultima prodezza di <strong>George Lucas </strong>è interessante solo (e forse) visivamente.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Cortometraggio D&#8217;Animazione: </strong></p>
<p style="text-align:center;"><em>I Have a Dream, I Hope Will Come True</em>&#8230; avete già capito, no? Ebbene sì, il mio cortometraggio preferito è <em>LAVA</em>. Senza nulla togliere a <em>Sanjay&#8217;s Super Team</em>, un piccolo concentrato di colori, nuove tecniche e sentimento, ho trovato il corto che vedo protagonisti <strong>Uku</strong> e <strong>Lele</strong> un richiamo alle brevi storie d&#8217;amore delle<strong> Silly Simphonies</strong>, nonostante prodotto dai <strong>Pixar Animation Studios</strong>. Le ambientazioni ricreate, paradisiache e semplici, quella calma con la quale procede la vicenda (opposta alla repentinità del corto autobiografico di <strong>Sanjay Patel</strong>)&#8230;. fantastico! Un velo pietoso, dopo l&#8217;annuncio del seguito, va steso su <em>Frozen Fever</em>. Il corto che vede il ritorno di <strong>Anna</strong> e <strong>Elsa</strong>, fin troppo cantato e ironico, poteva esser un buon compresso per non vedere un ritorno delle due sorelle sul grande schermo e invece&#8230;</p>
<p style="text-align:center;">Tanto di capello, infine, per il rilancio del nostro topo preferito nella serie <em>I Corti di Topolino</em>.</p>
<p style="text-align:center;">Chissà cosa ci riserverà il prossimo anno visto che non è ancora stato annunciato nulla.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Film: </strong></p>
<p style="text-align:center;">Sono banale. Ma la forza mi ha conquistato.<em> Star Wars &#8211; Il Risveglio della Forza</em>, dopo aver scritto al riguardo per interi mesi (non tanto su <strong>Impero Disney</strong> quanto su <strong>BadWars.it</strong>, uno dei siti che fanno capo a <strong>BadTaste.it</strong>) non ha assolutamente deluso le mie aspettative. Mi ha conquistato e si è impossessato definitivamente di me. Tuttavia non per questo non ricordo i <strong>Marvel Studios</strong> o i <strong>Walt Disney Pictures Studios</strong>.</p>
<p style="text-align:center;">Sicuramente, per lo studio della <strong>Casa delle Idee</strong>, non ci siamo trovati di fronte a capolavori come <em>Captain America &#8211; The Winter Soldier</em> o <em>Guardiani della Galassia</em>, film piuttosto unici in un panorama supereroistico che inizia a diventare monotono. Ma un barlume di speranza mi è stato dato da <strong>Ant-Man</strong>. Il film, poco collegato con il resto dei lungometraggi dello studio, riesce a essere un deliziosa commedia con un carismatico personaggio, un eroe che ha più guai di una qualsiasi persona &#8220;comune&#8221; e colpisce più per la sceneggiatura, semplice ma ben scritta, che non per gli effetti speciali. E se quest&#8217;ultima cosa avviene con <em>Age of Ultron</em>, secondo capitolo di <em>The Avengers</em>, la regia e l&#8217;aspetto della scrittura non mi convince a pieno nonostante, finalmente, si dia più spazio ai personaggi che non hanno una propria serie di film che ai soliti front-runner.</p>
<p style="text-align:center;">Breve parentesi per i <strong>DisneyNature Studios</strong> che quest&#8217;anno escono solo con <em>Monkey Kingdom</em>, ottimo documentario sulle popolazioni indiane&#8230; di scimmie, per quanto strutturalmente poco innovativo rispetto ai precedenti realizzati. Aspetto con ansia <em>Born In China</em>, il prossimo anno, su panda e animali a rischio di estinzione.</p>
<p style="text-align:center;">I <strong>Walt Disney Pictures Studios</strong>, invece, escono con ben <strong>4</strong> film, tutti piuttosto diversi fra loro: <em>Into The Woods</em> (arrivato solo in <strong>Italia</strong> nel <strong>2015</strong>), <em>Cenerentola, McFarland USA</em> e <em>Tomorrowland &#8211; Il Mondo di Domani</em>.</p>
<p style="text-align:center;">I primi due sono pellicole che non osano troppo: <em>Into The Woods</em> non spinge sui contraddittori temi che caratterizzano il musical da cui è tratto, dando l&#8217;impressione di restare un&#8217;opera incompiuta, Cenerentola, invece, rispetta fin troppo il film del <strong>1950</strong> di cui dovrebbe essere remake. Se non altro, però, riesce a emozionare senza andare incontro a disastrosi risultati come <em>Maleficent &#8211; Il Segreto della Bella Addormentata. </em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Tomorrowland &#8211; Il Mondo di Domani</em> è stato, almeno in quando a idea, un ottimo lungometraggio. Si basava su un qualcosa di già conosciuto come la famosa e futuristica attrazione dei parchi tematici e la trasformava in un film (cosa che accadrà in futuro per <em>It&#8217;s A Small World</em>) capitanato da un grande regista come <strong>Brad Bird</strong>. E nonostante i problemi a livello di regia (soprattutto nella terza parte del film) lo considero un buon prodotto, più che coerente al pensiero del <strong>Walt Disney</strong> puro. Un po&#8217; come qualche anno prima tentò di fare <em>I Robinson &#8211; Una Famiglia Spaziale</em>.</p>
<p style="text-align:center;">Altro paio di maniche è <em>McFarland, USA</em>, produzione minore più che originale che emoziona facendoci scoprire nuove storie, posti e usanze. Si allinea al precedente <em>Million Dollar Arm</em> e al futuro <em>Queen of Takwe</em>, in uscita il prossimo anno. Vi consiglio di recuperarla assieme a <em>Una Fantastica e Incredibile Giornata da Dimenticare</em>, produzione dello stesso studio uscita in <strong>America</strong> lo scorso anno ma giunta in <strong>Italia</strong> solo a metà di quest&#8217;anno grazie a <strong>Sky Cinema</strong>.</p>
<p style="text-align:center;">Dimenticabile se non per qualche canzone e per la discreta bravura di qualche membro del cast (sopratutto femminile) di <em>Descendants</em>. Un peccato per una saga diretta da <strong>Kenny Ortenga</strong> e che rispetto al suo precedente <em>High School Musical</em> non si affermerà per la qualità e l&#8217;originalità&#8230; nnonostante, son certo, continuerà ad aver successo fra il pubblico di adolescenti.</p>
<p style="text-align:center;">Son curioso di vedere se <em>Rogue One &#8211; A Star Wars Story</em> riuscirà a seguire le orme del settimo capitolo, se <em>L&#8217;Ultima Tempesta</em> (con <strong>Chris Pine</strong>) si confermerà un prodotto originale tanto quanto il <em>GGG</em> di <strong>Steven Spielberg</strong>, sicuramente rispetto ai rifacimenti di <em>Elliott &#8211; Il Drago Invisibile</em> e <em>Il Libro della Giungla</em> che mi auguro siano opere più simili a <em>Cenerentola</em> che a <em>Maleficent</em>. Interessante sarà anche vedere come cambierà (e se migliorerà) la saga di <em>Alice in Wonderland</em> con il cambio di regia. Al posto di <strong>Tim Burton</strong>, difatti, ci sarà <strong>James Bobin</strong>.</p>
<p style="text-align:center;">Grande attesa anche per <em>Captain America &#8211; Civil War</em> e <em>Doctor Strange</em>. Il primo dovrà vincere grazie a un forte lavoro di sceneggiatura, il secondo non dovrà porre dubbi con l&#8217;interpretazione di <strong>Benedict Cumberbatch</strong> e le atmosfere, che dovranno esser diverse dai precedenti film così come lo è il protagonista. Al pari di <strong>Guardiani della Galassia</strong>, insomma.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Fumetto: </strong></p>
<p style="text-align:center;">Con il vostro permesso, ma anche senza il vostro favore, ho deciso di saltare questa sezione. Rischierei di esser fin troppo poco obiettivo.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Serie TV: </strong></p>
<p style="text-align:center;"><em>Once Upon a Time</em> mi ha decisamente stufato, sta varcando la soglia del surreale persino per una serie che di realistico vuole avere ben poco, assecondando ciò che gli appassionati vorrebbero vedere per puro godimento e non per scelte finalizzate alla qualità, che renderebbe coerenti e forti le vicende narrate (e un rinnovo automatico visto l&#8217;ampio margine di storie a loro disposizione da introdurre).</p>
<p style="text-align:center;">Grande sorpresa è stata la scoperta di <em>How To Get Away Your Murder</em>, novità come genere, serie arricchita da un sapiente uso della suspense. Per non parlare dell&#8217;apprezzato ritorno de<em> I Muppet</em>, show fedele ai forti characters originali ma contestualizzati in un&#8217;epoca decisamente più moderna (processo iniziato con i film usciti negli anni precedenti) o del fenomenale e musicale <em>Galavant</em>.</p>
<p style="text-align:center;">I <strong>Marvel Studios</strong>, invece, si stanno riprendendo alla grande. Non solo trovo qualitativamente risalito<em> Agents of S.H.I.E.L.D</em> ma non vedo l&#8217;ora di guardare la seconda stagione di <em>Agent Carter</em>, piccola perla che va in onda durante la pausa invernale della serie giunta alla sua terza stagione. L&#8217;avvento di <strong>Netflix</strong>, poi, non ha potuto che portare un soffio di novità e eccellenza in questo panorama con <em>Daredevil</em> e <em>Jessica Jones</em> (se li incontrate in giro avvisatemi che mi sono innamorato di entrambi). Ve le consiglio assolutamente.</p>
<p style="text-align:center;">Per quanto riguarda il futuro ci sono molte incognite. Delle serie d&#8217;animazione che usciranno non aspetto nulla se non <em>The Lion Guard </em>(da nostalgico). L&#8217;interesse per i rinnovi di perle come <em>La Dottoressa Peluche</em> &amp; Co è basso, son buoni prodotti ma che non seguo. Stessa cosa per<em> Elena of Avalor</em>, cartone nato da una costola di <em>Sofia, la Principessa</em>. Idem per le produzioni di <strong>Disney Channel</strong> che ormai non vedo mai (ma spero possa andare avanti il processo iniziato con <em>Alex &amp; Co</em>, la realizzazione di produzioni italiane&#8230; esportabili!).</p>
<p style="text-align:center;">Sto aspettando con ansia qualche annuncio riguardante <em>Star Wars</em>, invece, sulla scia delle serie <strong>LEGO</strong> o <strong>Rebels</strong>.</p>
<p style="text-align:center;">E per quanto riguarda <strong>ABC</strong> e <strong>Marvel Studios</strong> mi auguro continuino su questa onda di rinnovamento, con un piccolo sguardo al passato. Sembra interessante il progetto che gira intorno a <em>When We Rise</em> e giuro di recuperare <strong>Grey&#8217;s Anatomy</strong>.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Teatro: </strong></p>
<p style="text-align:center;"><em>Newsies, Newsies</em> e ancora<em> Newsies</em>! Se vi siete persi questa produzione teatrale&#8230; disonore su di voi e sulla vostra mucca! Con un cast estremamente professionale e delle coreografie mozzafiato è stato il miglior modo per iniziare questa collaborazione fra<strong> Walt Disney</strong> e <strong>Bags Entertainment</strong> che speriamo non sia destinata a concludersi qui e sia pronta a portarci i grandi spettacoli di <strong>Broadway</strong>, da<em> La Sirenetta</em> a <em>Mary Poppins</em>.</p>
<p style="text-align:center;"><em>E voi? </em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Quali sono i vostri film, fumetti e serie TV preferiti dell’anno?</em></p>
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