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	<title>labyrinth &#8211; Imperoland</title>
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	<description>È Divertente Fare l&#039;Impossibile!</description>
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		<title>Jim Henson, tributo a una delle menti più straordinarie del secolo scorso</title>
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				<pubDate>Thu, 24 Sep 2020 11:47:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Dottorini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Muppet Studios]]></category>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>«Immaginiamo di aver inventato qualcosa di nuovo: una marionetta dal funzionamento simile a quelle usate dai ventriloqui; non di legno, bensì fabbricata in materiali morbidi, come la gommapiuma, per darle maggior espressività e […] una consistenza simile a quella di un pupazzo».</em></p>
<p style="text-align: justify;">Così, quasi sette anni fa, <a href="http://imperoland.it/mad-puppets/">esordivo su questo portale</a> per scrivere a proposito di <strong>una certa scalmanata combriccola di pupazzi</strong> e del loro creatore. Gli anni passano, la scrittura si trasforma, le esperienze si accumulano, le piattaforme si evolvono. Non credo, tuttavia, che in questo lasso di tempo le mie scelte di vita abbiano smesso di essere influenzate da<strong> Jim Henson</strong> e dalla sua eredità, umana ed artistica. Permettetemi, dunque, un tributo: lasciatevi accompagnare in un breve viaggio tra la vita e le opere di <strong>una delle menti più straordinarie del secolo scorso</strong>.</p>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Oltre l&#8217;idea</strong></h4>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Innovazione, umorismo, cuore.</em></strong> Potremmo dire che siano queste le tre direzioni principali che hanno ispirato e indirizzato la carriera e la vita di <strong>Jim Henson</strong>. Il tutto condito da una disarmante <strong>semplicità</strong> attraverso la quale sembrava raggiungere i traguardi più lontani, partorire le idee più ambiziose, spingersi sempre oltre i propri limiti: <em>«Non avevo mai lavorato con i pupazzi da piccolo, e anche quando ho iniziato a farlo in televisione non sapevo realmente cosa stessi facendo. Sono sicuro sia stata una buona cosa, perché ho imparato affrontando ogni problema. […] se impari troppo da ciò che hanno fatto altri, sei portato a prendere la loro stessa direzione».</em></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Marionette</em>”, la tipica marionetta utilizzata dai ventriloqui, e “<em>puppet</em>”, ovvero pupazzo. Dall’unione dei due termini, nacque, probabilmente, la parola <strong>“Muppet”</strong>. Come si diceva in apertura, marionette in materiali morbidi, con capacità espressive potenziate rispetto alle loro controparti in legno. <strong>Un’idea semplice quanto vincente.</strong> Tuttavia limitare il potenziale innovativo di Henson alla sola creazione dei Muppet è assolutamente riduttivo. Nel suo percorso creativo si può riscontrare una <strong>continua ricerca di nuove modalità espressive</strong> e di nuove forme di intrattenimento.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>«Fino ad allora le agenzie pubblicitarie cercavano di vendere i loro prodotti imponendoli duramente. Noi abbiamo pensato: “perché non venderli facendo ridere?”»</em>. Con questo assunto, Henson si apprestava a <strong>rivoluzionare il modo di concepire e fare pubblicità.</strong> Lo spot, quindi, diventava a tutti gli effetti uno sketch, non dissimile dai brevissimi episodi del suo primo show con Muppet, <em>Sam &amp; Friends</em>. Battute rapide, sagaci e intelligenti per attirare l&#8217;attenzione dello spettatore e veicolare un messaggio promozionale. Aiutato, ovviamente, dai suoi simpaticissimi alleati in gommapiuma. Tra le <em>réclame </em>di maggior successo, quelle della <em>Purina,</em> nelle quali fece il suo debutto di uno dei personaggi a cui Henson era più legato: il cane Rowlf.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote class="twitter-tweet">
<p dir="ltr" lang="en">“Please watch out for each other and love and forgive everybody. It’s a good life, enjoy it.”</p>
<p>⁃Jim Henson <a href="https://t.co/Xne6jfKdH2">pic.twitter.com/Xne6jfKdH2</a></p>
<p>— 👻 Muppet History 🎃 (@HistoryMuppet) <a href="https://twitter.com/HistoryMuppet/status/1308569871559598082?ref_src=twsrc%5Etfw">September 23, 2020</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<h4><strong><em>Laughter is no enemy to learning</em></strong></h4>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo format pubblicitario riscosse un grandissimo successo. Ma era possibile veicolare altri messaggi attraverso le risate? Jim Henson era convinto di sì e, a suo sostegno, aveva a disposizione il parere di uno dei più grandi geni del XX secolo: <strong>Walt Disney.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Walt aveva per primo sdoganato l&#8217;idea che <strong>cultura e apprendimento non dovessero essere nemici del divertimento</strong>. Una sana risata poteva insegnare molto più di un lungo e pesante discorso. Henson, che non ha mai negato la propria &#8220;formazione disneyana&#8221;, raccolse questo input e ne fece uno dei propri marchi di fabbrica. Nel 1969 debuttò sul piccolo schermo uno show destinato a creare un genere: <strong><em>Sesame Street</em>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un semplice varietà dedicato ai più piccoli? Affatto. <em>Sesame Street </em>rappresenta senza ombra di dubbio tutto ciò che dovrebbe essere uno show concepito per l’infanzia. Personaggi buffi, colori sgargianti, canzoni orecchiabili e risate messi in campo per insegnare l&#8217;alfabeto, i numeri, ma anche <strong>valori come l&#8217;amicizia e l&#8217;accettazione del diverso</strong>. In una parola <strong>&#8220;<em>edutainment&#8221;</em>, imparare giocando.</strong> Ad oggi lo show, con le sue 46 edizioni e oltre 4300 puntate, continua ad andare in onda, fresco, moderno e divertente, senza mai tradire lo spirito iniziale. Personaggi come <strong>Elmo, Il Conte, Cookie Monster, Big Bird</strong> ed <strong>Ernie e Bert</strong> sono ormai dei veri e propri idoli, ricordati da generazioni come i loro primi maestri, tanto di numeri e lettere, quanto di vita.</p>
<p><img class="size-large wp-image-73086 aligncenter" src="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2020/09/kermit-muppets-rainbow-connection-1024x682.jpg" alt="" width="1024" height="682" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2020/09/kermit-muppets-rainbow-connection-1024x682.jpg 1024w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2020/09/kermit-muppets-rainbow-connection-300x200.jpg 300w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2020/09/kermit-muppets-rainbow-connection-768x512.jpg 768w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2020/09/kermit-muppets-rainbow-connection-1170x779.jpg 1170w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2020/09/kermit-muppets-rainbow-connection-585x390.jpg 585w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2020/09/kermit-muppets-rainbow-connection-263x175.jpg 263w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2020/09/kermit-muppets-rainbow-connection.jpg 1501w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h4><strong><em>The lovers, the dreamers and&#8230; Kermit</em></strong></h4>
<p style="text-align: justify;">Sempre alla ricerca di nuovi stimoli, nel 1976 Jim Henson diede il via a quella grande avventura chiamata <strong><em>The </em><em>Muppet Show</em>.</strong> Anche se costruito sulla stessa impalcatura creativa di <em>Sesame Street</em>, il nuovo show si poneva un obiettivo diverso. Henson voleva produrre <strong>uno spettacolo di varietà a 360°</strong>, capace di far ridere genuinamente tanto i più piccoli quanto i più grandi. Si è parlato tante volte di quanto bello e vivace fosse questo format, della geniale idea di mostrarne il dietro le quinte, della comicità sagace e mai banale. Ma c&#8217;è qualcosa su cui, credo, non si riflette mai abbastanza: <strong>la centralità di Kermit.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il simpatico ranocchio è stato <strong>il primo Muppet costruito e interpretato da Jim Henson</strong>. In <em>Sam &amp; Friends</em> non era neanche un ranocchio, a dire il vero. Si tratta, senza dubbio, del suo grande compagno di viaggio, arrivato a diventare, nel tempo, <strong>il suo alter ego.</strong> Una delle cose che viene sempre citata in proposito è il paragone metatelevisivo tra il ruolo rivestito da Kermit all&#8217;interno dello sgangherato cast del <em>Muppet Show </em>e quello di Jim all&#8217;interno della produzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ranocchio e la sua controparte umana sono un po&#8217; due capitani coraggiosi. <strong>Due sognatori disposti ad arrivare alla fine dell&#8217;arcobaleno</strong>, non per rincorrere una pentola d&#8217;oro, ma per costruire una casa per tutte le persone innamorate della vita, dell&#8217;arte e ancora disposte a migliorare il mondo. Insieme, riusciranno ad arrivare sul grande schermo, segnando da lì in poi tutta la carriera di Henson.</p>
<p style="text-align: justify;">Un parallelismo ancora più spiccato si nota nella canzone <strong>&#8220;<em>It&#8217;s not easy being green</em>&#8220;</strong>. Come osservato da Ray Charles: <em>«Le parole dicono &#8220;Non è facile essere verdi&#8221;, ma la canzone è sul conoscere se stessi. E in questo senti il ​​messaggio di Jim in modo molto chiaro. <strong>Credeva che le persone fossero buone</strong> e che volessero fare del loro meglio e che non importa come o perché potremmo essere diversi da chiunque altro, <strong>dovremmo imparare ad amare chi siamo</strong> ed esserne orgogliosi».</em> Due leader leali, pronti a incoraggiare, a esprimere dissenso in modo pacato e a valorizzare le idee partorite dal resto del gruppo, poco importa se a farne parte fossero giovani, vecchi, donne, uomini, maiali, orsi e&#8230; va beh, quello che è Gonzo.</p>
<p><img class="size-large wp-image-5076 aligncenter" src="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2014/03/474406355_cp_5214_2335fcf84c8315f7a7fcd09934d5dda2-1-1024x682.jpg" alt="" width="1024" height="682" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2014/03/474406355_cp_5214_2335fcf84c8315f7a7fcd09934d5dda2-1-1024x682.jpg 1024w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2014/03/474406355_cp_5214_2335fcf84c8315f7a7fcd09934d5dda2-1-300x200.jpg 300w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2014/03/474406355_cp_5214_2335fcf84c8315f7a7fcd09934d5dda2-1-768x512.jpg 768w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2014/03/474406355_cp_5214_2335fcf84c8315f7a7fcd09934d5dda2-1.jpg 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h4><strong>Il grande schermo e la consacrazione</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">Nelle ultime fasi della propria carriera, Jim Henson decise di dedicarsi al <strong>cinema</strong>. Oltre alle prime pellicole, incentrate sui suoi amati Muppet, sono due i titoli da ricordare: <em><strong>The Dark Crystal</strong> </em>e l&#8217;acclamatissimo <strong><em>Labyrinth</em></strong>. Entrambi lungometraggi fantasy caratterizzati da paesaggi e ambientazioni visionarie, condite da una base di ispirazione gotica e popolate da strane creature, ideate con il solito slancio creativo. <em>Labyrinth</em>, in particolare, ha segnato da lì in avanti <strong>una pietra miliare nell&#8217;immaginario collettivo</strong>. Partito come flop di pubblico e critica, oggi è riconosciuto come uno dei prodotti meglio riusciti del genere fantasy.</p>
<p style="text-align: justify;">In quegli ultimi anni, Jim sentiva il peso di doversi occupare anche della produzione dei propri lavori, <strong>rivendicando il proprio ruolo di artista puro.</strong> Non è mai stato un CEO, ma sempre un&#8217;ispirazione, un motore del gruppo, animato da un semplice e sincero ottimismo. Da qui, l&#8217;idea di trattare con una grande <em>major </em>perché acquisisse i suoi Muppet. E <strong>non vi era casa migliore della Disney</strong>, dove, anni dopo, son comunque approdati.</p>
<p style="text-align: justify;">Continuò a produrre altri show per la televisione. Da ricordare su tutti, forse nello stesso <em>flow </em>creativo dei capolavori fantasy di cui sopra<em>, Fraggle Rock</em>. Di questa fase, tuttavia, resta principalmente <strong>il rimpianto della sua prematura scomparsa</strong>, unico vero freno ad una mente creativa senza pari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote class="twitter-tweet">
<p dir="ltr" lang="en">“I guess I learned everything from my father&#8230;He taught me to identify a person’s talent, nurture that talent, and encourage them to look to themselves for solutions. That’s probably what he taught me more than anything—a mindset, a work ethic.”</p>
<p>&#8211; Brian Henson <a href="https://t.co/ocIQ0i9y0L">pic.twitter.com/ocIQ0i9y0L</a></p>
<p>— 👻 Muppet History 🎃 (@HistoryMuppet) <a href="https://twitter.com/HistoryMuppet/status/1308942862797676546?ref_src=twsrc%5Etfw">September 24, 2020</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<h4><strong>L&#8217;eredità di Jim Henson</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">È proprio vero che <strong>un artista vivrà per sempre attraverso le proprie opere</strong> e Jim Henson non è da meno. <em>Sesame Street</em>, come detto, continua la sua opera pedagogica, oggi più che mai. Sono abbastanza recenti, infatti, gli episodi dedicati a temi come l&#8217;autismo o la dipendenza. Temi sensibili, trattati con la solita delicatezza, sempre sinonimo di fruibilità e mai di superficialità.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>The Dark</em> <em>Crystal</em> ha visto ampliarsi il proprio universo narrativo grazie ad una <strong>strepitosa serie prequel prodotta da Netflix</strong> (è recentissima, tuttavia, la notizia dell&#8217;annullamento dei progetti per una seconda stagione). Un&#8217;opera d&#8217;arte che coniuga perfettamente gli effetti visivi pratici di una volta alle nuove tecnologie, sorretta da una solidissima scrittura che supera nettamente quella di molti prodotti televisivi più popolari. Un <strong>sequel di </strong><em><strong>Labyrinth</strong> </em>pare che vedrà la luce ben presto (e a noi tocca solo incrociare le dita) e anche i Muppet, dopo vari esperimenti, sembrano aver trovato un loro spazio all&#8217;interno della mastodontica Walt Disney Company (anche se attualmente a noi italiani è ancora impossibile vedere <a href="http://imperoland.it/muppets-now-trailer-nuova-serie-disney/">la nuova serie originale su Disney+</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non è solo questione di prodotti. <strong>Jim continua a vivere in tutti noi</strong>, nei suoi insegnamenti e nel suo <strong>proposito di lasciarci un mondo migliore</strong> di quello che aveva trovato appena nato nel 1936. E soprattutto in Kermit.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.imdb.com/name/nm0001345/mediaindex?page=1&amp;ref_=nmmi_mi_sm">IMDB</a></p>
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		<title>Labyrinth, fantastica storia di crescita e amore fraterno</title>
		<link>http://imperoland.it/labyrinth-fantastica-storia-di-crescita-e-amore-fraterno/</link>
				<pubDate>Mon, 27 Jun 2016 18:52:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[LucasFilm]]></category>
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		<category><![CDATA[david bowie]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Gli anni ’80 sono stati probabilmente gli anni più prolifici per l’industria cinematografica. Non è un caso che molti dei film realizzati in questi anni sono divenuti in breve tempo&#8230;</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><b>Gli anni ’80 sono stati probabilmente gli anni più prolifici per l’industria cinematografica</b>. Non è un caso che molti dei film realizzati in questi anni sono divenuti in breve tempo dei veri e propri cult, in alcuni casi a prescindere dalla loro riuscita tecnica come ad esempio <a href="https://imperodisney.com/2016/05/16/howard-e-il-destino-del-mondo-quando-un-flop-diviene-cult/"><i>Howard e il destino del mondo</i></a>.</p>
<p>Tra i cult che hanno segnato gli anni ’80 vi è sicuramente <b><i>Labyrinth</i></b>, film del 1986 diretto da <b>Jim Henson</b> (creatore dei <i>Muppets</i>), <strong>prodotto da George Lucas</strong> e con protagonisti una giovane <b>Jennifer Connelly</b> ed un ammaliante e sibillino <b>David Bowie</b>.</p>
<p>Labyrinth vede protagonista Sarah (Jennifer Connelly) una ragazza di 15 anni che ama la letteratura e che si diverte ad interpretare le storie che legge, in particolare il libro Labyrinth. Figlia di genitori separati, la ragazza non ha mai accettato la cosa tanto che non è mai riuscita ad accettare la nuova moglie del padre e il suo fratellino. Una sera mentre fa da baby sitter a Toby non riuscendo a calmarlo esprime il desiderio che gli gnomi lo portino via. Resasi conto dell’errore commesso Sarah intraprende un avventuroso viaggio all’interno del labirinto della Città dei Goblin per riprendersi il fratellino.</p>
<p><img class=" size-full wp-image-22582 aligncenter" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2016/05/labyrinth-jennyfer-connelly.jpg" alt="labyrinth-jennyfer-connelly" width="470" height="279" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/05/labyrinth-jennyfer-connelly.jpg 470w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/05/labyrinth-jennyfer-connelly-300x178.jpg 300w" sizes="(max-width: 470px) 100vw, 470px" /></p>
<p><b>Ispirandosi ad opere come <i>Alice nel Paese delle Meraviglie</i>, <i>Il Mago di Oz</i></b> e alle illustrazioni di <b>Maurice Sendak</b> e di <b>M. C. Escher</b>, <i>Labyrinth</i> è un racconto di formazione e di amore fraterno dove la protagonista imparerà, a seguito di un lungo ed insidioso viaggio, a credere in sé stessa e riuscirà ad accettare i cambiamenti avvenuti nella sua vita riuscendo così a lasciarsi dietro la rabbia provata verso il mondo e sopratutto non rinuncerà a sognare.</p>
<p>E proprio <b>l’importanza della fantasia e dei sogni</b> è uno dei temi portanti della pellicola. Sin dalle prime inquadrature ci viene mostrata una ragazza che si perde nella sua immaginazione, che crede fermamente all’esistenza dei goblin &#8211; tanto da chiedere il loro aiuto &#8211; e che dopo l’avventura in un regno fantastico non rinuncerà per niente al mondo ai suoi sogni, tanto che nella scena finale dirà ai suoi amici del mondo di Goblin che “<i>avrò sempre bisogno di voi</i>”.</p>
<p>Girato vicino New York e agli studi Elstree Studios in Gran Bretagna, <b><i>Labyrinth</i> rientra in quella lista di film troppo avanti rispetto ai tempi in cui è stato girato</b>, uno di quei prodotti non capiti dalla critica dell’epoca che lo recensì negativamente. Fu anche un flop al botteghino: costato 25 milioni di dollari, ne incassò solo 12,5. E come molti film venne <b>rivalutato nel tempo</b> tanto che oggi è uno dei cult assoluti degli anni ’80 che si deve aver visto almeno una volta nella vita.</p>
<p><img class=" size-full wp-image-22585 aligncenter" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2016/05/labyrinth-marionette.jpg" alt="labyrinth-marionette" width="470" height="199" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/05/labyrinth-marionette.jpg 470w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/05/labyrinth-marionette-300x127.jpg 300w" sizes="(max-width: 470px) 100vw, 470px" /></p>
<p><b>La particolarità di <i>Labyrinth</i> è il suo cast</b>. A parte i protagonisti Jennifer Connelly e David Bowie, il piccolo Toby e gli attori che interpretano i genitori di Sarah, tutti gli altri personaggi presenti nella pellicola sono <b>marionette e pupazzi animatronici</b>. Gli<b> effetti speciali erano all’avanguardia</b>, basti pensare che la maschera del gnomo Gogol aveva un sistema di servomotori che permetteva agli animatori di comandarne le espressioni del viso.</p>
<p><i>Labyrinth</i> è un vero e proprio <b>percorso di formazione, una storia di passaggio dall’adolescenza all’età adulta </b>ed il labirinto pieno di insidie e pericoli che la protagonista percorre non è altro che metafora della vita e delle varie difficoltà che si incontrano e che si possono superare solo con la perseveranza e con la forza di volontà.</p>
<p>Un viaggio che mette anche in evidenza <b>l’importanza della gentilezza e dell’amicizia</b>, infatti Sarah oltre ad essere aiutata da Gogol &#8211; il quale alla fine si ribellerà a re dei goblin Jareth &#8211; avrà al suo fianco Sir Didymus &#8211; un simpatico yorkshire antropomorfo che cavalca un cane &#8211; e il gigantesco ma buono Bubo, che la ragazza salva dalle grinfie di Jareth. Sarà grazie a loro e all’amore per suo fratello che la protagonista riuscirà a sconfiggere il re dei Goblin e a tornare a casa.</p>
<p><img class=" size-full wp-image-22588 aligncenter" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2016/05/labyrinth-film-ballo.jpg" alt="labyrinth-film-ballo" width="470" height="308" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/05/labyrinth-film-ballo.jpg 470w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/05/labyrinth-film-ballo-300x197.jpg 300w" sizes="(max-width: 470px) 100vw, 470px" /></p>
<p>Oltre ai <strong>bellissimi costumi</strong> &#8211; indimenticabili quelli indossati da Jareth e quelli della scena del ballo &#8211; a far si che la pellicola sia divenuta un cult hanno contribuito sicuramente l&#8217;<strong>interpretazione degli attori convincente</strong>, un mondo tanto fantastico quanto reale e una <strong>colonna sonora indimenticabile</strong> di cui David Bowie, scomparso troppo presto, ha composto cinque brani, <em>Magic Dance</em> su tutti.</p>
<p><i>Labyrinth</i> è uno di quei film che <b>a distanza di 30 anni dalla sua uscita ha mantenuta intatta la magia e la poesia che da sempre lo contraddistingue</b>, riuscendo ancora oggi ad emozionare ad ogni visione come fosse la prima. <strong>Se non lo avete visto il consiglio è di rimediare al più presto</strong>.</p>
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