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	<title>LaStpriaDellaPrincipessaSplendente &#8211; Imperoland</title>
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	<description>È Divertente Fare l&#039;Impossibile!</description>
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		<title>La Storia della Principessa Splendente, la recensione!</title>
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				<pubDate>Fri, 07 Nov 2014 18:33:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Jacopo Iovannitti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Animazione Americana]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[StudioGhibli]]></category>

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								<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso, da appassionato d&#8217;animazione, mi son recato al cinema per vedere i lungometraggi dello <strong>Studio Ghibli</strong>. Ed anche se questo scatenerà le ire di molte persone e soprattutto dei forti appassionati, quasi ogni volta son uscito dalla sala con qualche perplessità riguardate la sceneggiatura del film. Non altri aspetti. A volte perchè troppo complessa, altre volte perchè poco approfondita.</p>
<p>Questo, però, non è il caso de &#8220;<em>La Storia della Principessa Splendente</em>&#8220;.</p>
<p><a href="https://imperodisney.files.wordpress.com/2014/11/principessa-splendente1-1000x600.jpg"><img class="aligncenter wp-image-9831 size-large" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2014/11/principessa-splendente1-1000x600.jpg?w=470" alt="principessa-splendente1-1000x600" width="470" height="282" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2014/11/principessa-splendente1-1000x600.jpg 1000w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2014/11/principessa-splendente1-1000x600-300x180.jpg 300w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2014/11/principessa-splendente1-1000x600-768x461.jpg 768w" sizes="(max-width: 470px) 100vw, 470px" /></a></p>
<p>La prima definizione che ho dato a questo film, infatti, è stata quella di &#8220;Capolavoro Assoluto&#8221;.</p>
<p>Da sempre siamo abituati a vedere il <strong>Giappone</strong> attraverso storie di guerrieri straordinari, leggende misteriose e banali scontri. <strong>Isao Tahakata</strong>, invece, rischia.<br />
Dopo il successo del suo ultimo film, risalente a più di <strong>10</strong> anni fa, torna con questa poesia visiva, ancora una volta tratta da un racconto popolare nipponico, &#8220;<i>Kaguya-Hime no Monogatari&#8221;. </i></p>
<p>La storia narra le vicende di un tagliatore di bambù e di sua moglie che, un giorno, si ritrovano ad esser, quasi casualmente, genitori di una bambina discesa dalla Luna perchè affascinata dal nostro mondo e dalle sue emozioni.</p>
<p>L&#8217;elevato approfondimento psicologico di ogni singolo personaggio ci permette di analizzare, finalmente sotto un punto di vista prettamente femminile ed immacolato, l&#8217;epoca medievale di queste lontane terre. La condizione della donna è chiaramente ciò che più si vuol mettere in evidenza. In particolare la condizione di una donna libera, o meglio di una bambina libera, che secondo antichi costumi cresce costretta dal troppo affetto che non sempre è in grado di stabilire ciò che più sia giusto. Anzi, riesce ad accecare persino gli occhi di figure oneste come quelle che possono essere i genitori adottivi della piccola. Quanto una rude scalata sociale può rendere liberi e far trovare la propria felicità? Il film riesce perfettamente a risponderci.</p>
<p>Certamente, oltre a questa insolita visione, l&#8217;elemento che più vi affascinerà sarà quello dell&#8217;animazione.<br />
Siamo abituati, da grande case cinematografiche statunitensi, all&#8217;uso della moderna <strong>CGI</strong>. Lo <strong>Studio Ghibli</strong>, coerente con la propria storia, non ha mai abbandonato il disegno tradizionale. Anche se questa scelta, c&#8217;è da ricordarlo, l&#8217;ha portato alla momentanea chiusura. Mai è stata fatta cosa migliore. Dimenticate quello che è il tratto definito del recente <em>Si Alza Il Vento</em> e fatevi trasportare fra bambù, vesti e capelli evidentemente disegnati a mano. Tecnicamente impeccabile, questo particolare stile è portato ai suoi massimi livelli nelle scene in movimento e con l&#8217;accentuata espressività dei volti.</p>
<p>Il tutto è posto su una surreale base ad acquerello, per scelta poco definita, che richiama le opere pittoriche del tempo con colori miti e poco saturi.</p>
<p><span class="text_exposed_show">La durata, superiore alle due ore, non comporta il minimo sforzo all&#8217;adulto che guarderà il film. Al limite potrà dare problemi al bambino, se non educato alla settima arte. Pochi sono i momenti di smarrimento che la pellicola concede, grazie ad un&#8217;ironia tutt&#8217;altro che invadente e perfettamente integrata. Quasi shakespiriana, direi, ricadendo interamente su alcuni personaggi. </span></p>
<p>L&#8217;adattamento italiano, inoltre, è per scelta estremamente curato ed alcuni vocaboli utilizzati aiuteranno il pubblico ad esser trascinato in questa lontana epoca.</p>
<p>Unica pecca, direi, la distribuzione italiana, purtroppo limitata a soli tre giorni. Scelta discutibile. Ottima in quanto permette incassi certi e comunque la possibili di vederlo in sala, pessima considerando che non sempre si può andare al cinema durante tre giorni infrasettimanali.</p>
<p>Non posso che augurami, come annunciato dalla<strong> Lucky Red</strong>, che il film esca presto in Home-Video, in modo tale da poterne gustare nuovamente lo stile orientaleggiante e l&#8217;incantevole cura con la quale è stato realizzato. Per tanto, non posso che esortavi all&#8217;acquisto ed alla visione.</p>
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