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	<title>Long Way North &#8211; Imperoland</title>
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	<description>È Divertente Fare l&#039;Impossibile!</description>
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		<title>Calamity, in arrivo nel 2020 il nuovo film di Rémi Chayé</title>
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				<pubDate>Sat, 15 Feb 2020 11:25:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Irene Rosignoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Animazione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Dopo aver stupito il pubblico e la critica di tutto il mondo con il suo lungometraggio di debutto Sasha e il Polo Nord, l&#8217;artista francese Rémi Chayé è pronto a&#8230;</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver stupito il pubblico e la critica di tutto il mondo con il suo lungometraggio di debutto <a href="http://imperoland.it/recensione-sasha-e-il-polo-nord/"><strong>Sasha e il Polo Nord</strong></a>, l&#8217;artista francese <strong>Rémi Chayé</strong> è pronto a tornare al cinema tra qualche mese con la sua seconda opera in animazione: <strong>Calamity: A Childhood of Martha Jane Cannary</strong>. Il film verrà infatti presentato in anteprima al Cartoon Movie di Bordeaux per arrivare poi nei cinema francesi e, prossimamente, nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>Si tratta di un <strong>retelling della storia vera di Calamity Jane</strong>, pseudonimo di Martha Jane Cannary, un&#8217;avventuriera del selvaggio West nota per essere diventata <strong>la prima donna pistolera</strong>. La pellicola si concentrerà sugli <strong>anni dell&#8217;infanzia</strong>, quando la giovane protagonista dovrà diventare &#8220;l&#8217;uomo di casa&#8221; dopo un incidente accaduto al padre durante un viaggio verso il West.</p>
<p>&#8220;<em>Ho visto un documentario su Calamity Jane sul canale francese Arte&#8221;</em>, ha raccontato il regista Rémi Chayé ad <a href="https://www.animationmagazine.net/features/remi-chayes-calamity-paints-a-portrait-of-a-western-icon-as-a-young-girl/">Animation Magazine</a>. <em>&#8220;Così ho scoperto che Martha Jane Cannary, che anni dopo sarebbe diventata Calamity, ha viaggiato per l&#8217;Oregon e che ha imparato un sacco di cose durante quel periodo. Cacciare, cavalcare, condurre una carrozza&#8230; ha amato molto questo periodo della sua vita, nonostante il lutto della morte della madre. Mi sono chiesto: e se fosse il padre ad avere un incidente e Martha Jane fosse costretta dalle circostanze a vivere la vita di un ragazzo? Scopre la libertà che si prova a essere un uomo e non vuole più farne a meno. Potrebbe essere un buon soggetto per un film&#8221;.</em></p>
<p>Realizzato interamente in <strong>2D</strong> come Sasha e il Polo Nord, il film ha richiesto una <strong>lavorazione di sei anni</strong> con un budget stimato a <strong>9.4 milioni di dollari</strong>. Il produttore lo definisce come <em>&#8220;una delle produzioni indipendenti europee più ambiziose del momento&#8221;.</em> Scritto dai collaboratori di Chayé <strong>Fabrice de Costil e Sandra Tosello</strong> e prodotto da <strong>Henri Magalon</strong> (<em>Ernest e Celestine, Zombillennium, Sasha e il Polo Nord</em>), vanta anche la collaborazione del color designer <strong>Patrice Suau</strong>, dal film francese nominato all&#8217;Oscar 2020 <em>Dov&#8217;è il mio corpo?</em>.</p>
<p><img class="size-full wp-image-68397 aligncenter" src="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2020/02/calamity-remi-chaye-poster-del-film.jpg" alt="" width="685" height="960" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2020/02/calamity-remi-chaye-poster-del-film.jpg 685w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2020/02/calamity-remi-chaye-poster-del-film-214x300.jpg 214w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2020/02/calamity-remi-chaye-poster-del-film-585x820.jpg 585w" sizes="(max-width: 685px) 100vw, 685px" /></p>
<p>Foto: Animation Magazine, <a href="https://www.facebook.com/calamityachildhood/">Pagina Facebook del film</a></p>
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		<title>Recensione: Sasha e il Polo Nord</title>
		<link>http://imperoland.it/recensione-sasha-e-il-polo-nord/</link>
				<pubDate>Mon, 05 Jun 2017 20:10:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Irene Rosignoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Animazione Americana]]></category>
		<category><![CDATA[Animazione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Animation]]></category>
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		<category><![CDATA[cartoon]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[recensione]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Sembra un controsenso provare una punta di delusione per la situazione attuale dell&#8217;animazione occidentale, quando negli ultimi anni i vertici di tutte le classifiche del box office sono stati conquistati sistematicamente&#8230;</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra un controsenso provare una punta di delusione per la situazione attuale dell&#8217;<strong>animazione occidentale</strong>, quando negli ultimi anni i vertici di tutte le classifiche del box office sono stati conquistati sistematicamente da film animati. È una contraddizione piuttosto interessante, perché effettivamente i film che escono <strong>dai grandi studi</strong> (Zootropolis, Oceania, Inside Out, Sing) sono per la maggior parte ottimi prodotti, che spesso non hanno proprio nulla fuori posto (e gli incassi lo confermano), e tuttavia l&#8217;industria alla base cammina sul filo del rasoio, in attesa del passo falso che farà crollare il castello di carte.</p>
<p>Il problema principale probabilmente è che si tratta di executives-driven movies, cioè di film che di fatto sono in mano dal punto di vista anche creativo a un gruppo di dirigenti e ai colossali reparti di marketing e merchandise, entrati a tal punto nel processo produttivo da mettere in discussione la <strong>libertà creativa</strong> dei registi o degli artisti. Quando un&#8217;opera diventa una merce, chi crea arte ha una sola via d&#8217;uscita: essere talmente brillante da riuscire a scavalcare in maniera intelligente i limiti imposti. Nulla di nuovo, è una discussione vecchia quanto è vecchia l&#8217;arte. Meno libertà creativa significa <strong>minor varietà</strong> delle tecniche artistiche, meno diversità di voci e un target contenuto in determinate fasce (i famosi &#8220;family friendly movies&#8221;).</p>
<p><img class=" size-full wp-image-45748 aligncenter" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2017/05/sasha-e-il-polo-nord-long-way-north1.jpg" alt="Adobe Photoshop PDF" width="1296" height="730" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2017/05/sasha-e-il-polo-nord-long-way-north1.jpg 1296w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2017/05/sasha-e-il-polo-nord-long-way-north1-300x169.jpg 300w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2017/05/sasha-e-il-polo-nord-long-way-north1-768x433.jpg 768w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2017/05/sasha-e-il-polo-nord-long-way-north1-1024x577.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1296px) 100vw, 1296px" /></p>
<p>È invece curioso osservare cosa sta accadendo in <strong>Europa</strong>, dove l&#8217;animazione sta piano piano rinascendo e dove invece i problemi sono ben diversi: da noi non si hanno troppi soldi da spendere, se ne hanno troppo pochi. E in questo senso, <strong>Sasha e il Polo Nord</strong>, film franco-danese del 2015 arrivato solo a maggio 2017 nelle sale italiane, è un esempio perfetto da analizzare.</p>
<p>Come spesso accade guardando questi film, se si è appassionati di un certo tipo di animazione americana, per alcuni minuti è inevitabile immaginarsi come sarebbe stata una storia così profonda e interessante se i filmmakers avessero avuto <strong>più budget</strong> da investirci. Se fosse stata in <a href="https://confluence.cornell.edu/display/asian3318/Full+Animation">full animation</a>, se ci fossero stati più soldi per gli effetti o magari anche per ampliare il finale che risulta un po&#8217; affrettato. Ci vuole un po&#8217; a comprendere il segreto: film come Sasha e il Polo Nord e i suoi fratelli europei a basso budget sono gioielli proprio perché trasformano l&#8217;<strong>economia di budget</strong> nel loro punto di forza. <strong>Fanno proprie le limitazioni</strong> dovute alle scarse risorse, rendendole <strong>stile ed estetica</strong>. Questa è una lezione che possiamo riscontrare anche nella storia Disney: forse non tutti lo ricorderanno, ma alcune delle migliori soluzioni visive, stilistiche e narrative furono create ed adottate nei <strong>film ad episodi degli anni &#8217;40</strong> o nei cortometraggi con budget risicato, che costringevano gli artisti a design minimali, animazione stilizzata e a tutta una serie di espedienti che, pur essendo nati in un momento di difficoltà economica, portavano avanti l&#8217;arte dell&#8217;animazione segnando epoche.</p>
<p><img class=" size-full wp-image-45750 aligncenter" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2017/05/long-way-north-sasha-e-il-polo-nord-film.jpg" alt="long way north sasha e il polo nord film" width="1330" height="748" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2017/05/long-way-north-sasha-e-il-polo-nord-film.jpg 1330w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2017/05/long-way-north-sasha-e-il-polo-nord-film-300x169.jpg 300w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2017/05/long-way-north-sasha-e-il-polo-nord-film-768x432.jpg 768w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2017/05/long-way-north-sasha-e-il-polo-nord-film-1024x576.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1330px) 100vw, 1330px" /></p>
<p>L&#8217;opera di <strong>Rémi Chayé</strong> (il cui titolo italiano, bisogna dirlo, è decisamente poco ispirato) abbraccia tutto questo e lo unisce alla storia appassionante di una ragazza che non si ferma davanti a nulla, decisa a ritrovare i resti della nave con la quale tanti anni prima suo nonno fece naufragio. Anche il messaggio della storia propone una curiosa variazione sul tema: se normalmente il bello del viaggio non è mai la meta ma ciò che si vive nel raggiungerla, in Sasha e il Polo Nord <strong>quello che conta è arrivare</strong>, raggiungere il proprio obiettivo, piantare quella <strong>bandierina</strong> che significa &#8220;ce l&#8217;ho fatta&#8221;. Si deve arrivare alla meta perché ad attenderci <strong>c&#8217;è qualcosa di meraviglioso</strong>, e solo allora la bellezza di ciò che troveremo ci farà rivalutare la fatica e le sofferenze del viaggio.</p>
<p>Si perdonano allora il finale che sembra incompleto o la scarsa empatia che suscitano alcuni personaggi poco approfonditi (comunque difetti veramente minimali, soprattutto se consideriamo che si tratta dell&#8217;esordio alla regia di Chayé). Sasha e il Polo Nord è <strong>un&#8217;opera raffinata</strong>, che ci fa guardare alle possibilità dell&#8217;animazione europea con grande anticipazione.<strong>&#8220;Less is more&#8221;, </strong>si diceva, e nel caso di Sasha e il Polo Nord è verissimo: spesso i veri gioielli sono nascosti, da trovare guardando con attenzione.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://imperodisney.com/2017/05/04/non-solo-disney-10-film-animati-indie-da-tenere-docchio/">10 film d&#8217;animazione europei da tenere d&#8217;occhio</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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