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	<description>È Divertente Fare l&#039;Impossibile!</description>
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		<title>[Recensione] Monsters University</title>
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				<pubDate>Sun, 25 Aug 2013 22:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Irene Rosignoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pixar Animation Studios]]></category>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://imperodisney.files.wordpress.com/2013/08/601083_407233856027495_1376915482_n1.jpg"><img class="size-full wp-image aligncenter" id="i-90" alt="Immagine" src="http://imperodisney.files.wordpress.com/2013/08/601083_407233856027495_1376915482_n1.jpg?w=487" /></a><em>(Pic by EW)</em></p>
<p>La Pixar sta attraversando un brutto periodo. I più buoni tendono a negarlo (tranquilli, l&#8217;ha fatto anche la sottoscritta per parecchio tempo!), ma la verità è che dopo aver sfornato un capolavoro dietro l&#8217;altro (nell&#8217;ordine Ratatouille, WALL-E, Up e Toy Story 3), lo studio di Emeryville sembra aver perso un po&#8217; dell&#8217;entusiasmo e dell&#8217;originalità che lo contraddistinguono da sempre. Non solo sono arrivati all&#8217;improvviso sequel e prequel come Cars 2, Monsters University e Finding Dory, ma è stata intrapresa una politica di eccessivo sfruttamento dei brand e degli stessi personaggi, che alcuni hanno interpretato come una mancanza di idee &#8220;nuove&#8221; da mostrare al pubblico. D&#8217;altra parte, i progetti futuri dello studio sembrano smentire le malelingue: The Good Dinosaur, Inside Out e Dia De Los Muertos promettono davvero bene.</p>
<p>Monsters University si inserisce quindi in questo contesto, seguendo due film decisamente traballanti: il primo, Cars 2, universalmente riconosciuto come peggior Pixar; il secondo, Brave, ottimo sotto tanti punti di vista, ma confusionario e decisamente lontano dalle vette artistiche a cui la Pixar ci ha abituato.</p>
<p>Monsters University è un piccolo passo verso la rinascita.<br />
La scelta di un prequel e non di un sequel si rivela vincente: il film ha una sua dignità che prescinde da &#8220;Monsters &amp; Co.&#8221;, ci fa riscoprire e amare personaggi che già conosciamo, ma soprattutto riesce nell&#8217;impresa di non essere banale. Insomma, sappiamo già che Mike non riuscirà a realizzare il suo sogno di diventare uno spaventatore, ma finirà per essere &#8220;solo&#8221; l&#8217;assistente di Sulley, e tuttavia MU non è banale né scontato. Certo, lo svolgimento non brilla per originalità, è praticamente privo di twist e risulta forse troppo lineare, ma intrattiene, diverte, e soprattutto lancia un messaggio molto forte, nella miglior tradizione Pixar.</p>
<p>Sì, perché è senza dubbio la morale che rende Monsters University un gioiello. Una morale che parla del fallimento. Dopo quasi un secolo di &#8220;se puoi sognarlo, puoi farlo&#8221;, la Pixar ci fa scontrare con la dura realtà e ci ricorda che no, nella vita reale non è sempre così. Mike fallisce, non per mancanza di forza di volontà né per scarso impegno, ma semplicemente perché il suo obiettivo è al di là delle sue capacità. Ma attenzione: la morale non è certo pessimistica! Mike non è in grado di diventare uno spaventatore, ma può &#8220;spostare&#8221; il suo obiettivo verso qualcosa di simile, qualcosa che lo renda soddisfatto lo stesso e che sia alla sua portata: alla fine andrà a lavorare alla Monsters Inc., ma &#8220;solo&#8221; come assistente di Sulley.</p>
<p>Meraviglioso, no?</p>
<p>Condite il tutto con personaggi secondari assolutamente irresistibili (tra i quali c&#8217;è anche un signore di mezza età che deve tornare all&#8217;università a causa della crisi economica!), con una bella colonna sonora di Randy Newman, e soprattutto con una fotografia e con dei colori assolutamente splendidi.</p>
<p>La Pixar rinasce un passo alla volta; non ci resta che attendere The Good Dinosaur!</p>
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