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	<title>testimonianza &#8211; Imperoland</title>
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	<description>È Divertente Fare l&#039;Impossibile!</description>
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		<title>Disney, un attore nero del musical di Frozen denuncia: &#8220;È stato un inferno&#8221;</title>
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				<pubDate>Fri, 05 Jun 2020 18:37:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Irene Rosignoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Musical]]></category>
		<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Walt Disney Theatrical]]></category>
		<category><![CDATA[Black Lives Matter]]></category>
		<category><![CDATA[Cooper Howell]]></category>
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		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Sull&#8217;onda delle proteste di <strong>Black Lives Matter</strong>, anche la <strong>Disney</strong> (<a href="http://imperoland.it/disney-dichiarazione-su-george-floyd/">che come azienda si è schierata totalmente a favore del movimento</a>) sta ricevendo alcune critiche da suoi ex dipendenti. Nelle ultime ore si è diffusa sui social <strong>la testimonianza di Cooper Howell</strong>, attore nero che ha preso parte nel 2016 nel musical <strong>Frozen: Live at the Hyperion</strong> (non lo show di Broadway ma quello al Disney&#8217;s California Adventure) nel ruolo del <strong>principe Hans</strong>.</p>
<p>Abbiamo tradotto parte della sua testimonianza, ma vi consigliamo caldamente, se vi è possibile, di <strong>leggere l&#8217;intero racconto in lingua inglese</strong> sulla pagina Facebook dell&#8217;attore.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10163696376095054&amp;set=a.10151302685610054&amp;type=3&amp;theater">Leggi la storia completa sulla pagina di Cooper Howell</a></strong></p>
<p>Di seguito un video che lo vede nei panni del principe Hans:</p>
<blockquote class="twitter-tweet">
<p dir="ltr" lang="en">I will never forget the first time I saw the both of you perform. You both are so talented and amazing ✨ I’m so sorry for what happened to the both of you and please know that there are many flath fans who love you both !❤️ <a href="https://t.co/TJG713l40N">pic.twitter.com/TJG713l40N</a></p>
<p>— zoe (@zoecarlow) <a href="https://twitter.com/zoecarlow/status/1268645727229448192?ref_src=twsrc%5Etfw">June 4, 2020</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>Ed ecco una parziale trascrizione della sua testimonianza:</p>
<p><em>&#8220;Tanto tempo fa Liesl Tommy ha scelto me per <strong>interpretare il Principe Hans</strong> nello spettacolo </em>Frozen: Live at the Hyperion<em>. E io sono rimasto sconvolto. </em>SCONVOLTO<em>. Nessun precedente nella mia carriera mi aveva fatto credere che questo fosse possibile. Fino a quel momento ogni ruolo che avevo interpretato aveva a che fare con la mia etnia. [&#8230;] <strong>Pensavo di non riuscire a ottenere la parte</strong>, tanto che quando mi chiamarono la seconda volta per l&#8217;audizione ci andai con poca convinzione. C&#8217;era lo 0% di probabilità che la Disney mi facesse interpretare un principe, tanto più che il personaggio è bianco con i capelli rossi nel film.</em></p>
<p><em>Ma poi ho avuto la parte. E immediatamente <strong>tutto è cambiato</strong>.</em></p>
<p><em>Immaginate di essere pagati per indossare un costume da 10.000 dollari e interpretare questa parte fantastica davanti a 4000 persone al giorno. Un personaggio cattivo, complesso, che canta un duetto meraviglioso e poi ribalta sottosopra lo spettacolo con un monologo che lo rivela per quello che è veramente&#8230; e <strong>la mia etnia non è stata menzionata neppure una volta</strong>, perché non importava. Quello che veniva ricompensato era Cooper, <strong>il mio talento, non il colore della mia pelle</strong>, che non ho mai chiesto di avere. Era il paradiso.</em></p>
[&#8230;] <em>Quando Liesl se n&#8217;è andata, sono andato a salutarla e le ho detto:</em> &#8220;Non so perché lo hai fatto, ma grazie per avermi scelto per questo ruolo&#8221;. <em>Lei ha risposto:</em> &#8220;Perché mai non avrei dovuto scegliere una persona bellissima e di talento come te?&#8221;. <em>E io ho mormorato qualcosa come:</em> &#8220;Beh, insomma&#8230; sono nero&#8230; lo sai perché&#8221;. <em>Al che lei ha inclinato la testa e ha risposto:</em> &#8220;No. Non so perché. Spiegami perché dovrebbe essere importante&#8221;. <em>Io non avevo una risposta, e lei ha sorriso. Questa era la risposta: non era importante. In quel momento <strong>il mio modo di vedere me stesso è cambiato</strong>. Si sono aperte per me delle porte verso nuove possibilità.</em></p>
<p><em>Poi Liesl è tornata a New York ed è stata rimpiazzata nel compito di regista da un uomo chiamato <strong>Roger Castellano</strong>. Il primo giorno ci ha detto che il suo obiettivo sarebbe stato <strong>&#8220;cambiare lo spettacolo&#8221;</strong>. Non ci è stato detto cosa doveva essere cambiato né perché</em> [&#8230;] <em>La reazione iniziale di tutti quanti è stata fare resistenza a questi cambiamenti, ma presto hanno cominciato a ridurre le performance di coloro che che si lamentavano, oppure a sostituirli del tutto con nuovi attori: il teatro Hyperion era diventato un posto dove <strong>nessuno poteva più denunciare un&#8217;ingiustizia</strong>. Nonostante le scorrettezze fossero all&#8217;ordine del giorno, nessuno aveva il coraggio di dire niente, perché tutti avevano paura di perdere la loro unica fonte di sostentamento. E qui è quando </em>Frozen: Live at the Hyperion<em><strong>si è trasformato in un inferno</strong>.</em></p>
[&#8230;] <em>Da quel momento, in ogni istante sul palco <strong>mi sono sentito prima di tutto un nero</strong>. È stato come se tutto a un tratto fossi consapevole di dovermi ritenere fortunato, perché in circostanze normali o anche secondo le idee del nuovo regista, non sarebbe stato possibile ottenere quella parte. Il messaggio era chiaro.</em> [&#8230;] <em>Ed è diventato ancora più chiaro nelle settimane seguenti, quando Domonique</em> [Paton, attrice nera che interpretava Anna, n.d.r.] <em>e io <strong>abbiamo iniziato a ricevere tantissime correzioni dal regista</strong>, dieci volte il numero di correzioni che faceva ai nostri colleghi che interpretavano le stesse parti. Era quasi un gioco; in effetti lo abbiamo trasformato in un gioco scommettendo ogni giorno su chi avrebbe ricevuto il minor numero di commenti. [&#8230;] A volte mi infilavo tra il pubblico e guardavo recitare gli altri Hans: alcuni cambiavano le parole, cambiavano l&#8217;intero significato di una scena, aggiungevano dei vocalizzi, dei movimenti di ballo in più, e non venivano mai corretti. Li guardavo per capire cosa stessi sbagliando. <strong>Cosa mancava alla mia performance?</strong> Che cosa facevo di male per ricevere così tanti commenti negativi? Allora mi sono accorto che l&#8217;unica cosa diversa era <strong>che io fossi di un altro colore</strong> rispetto agli altri 5 Hans, che erano tutti bianchi.</em></p>
<p><em>E poi hanno iniziato a fare <strong>osservazioni sul mio pene</strong>.</em></p>
[&#8230;] <em>Bisogna ammetterlo, i pantaloni del principe Hans sono stretti.</em> [&#8230;] <em>Ripetutamente mi è stato detto di non renderlo così visibile nel costume, che </em>&#8220;se mia figlia fosse una bambina non vorrei che venisse a vedere uno show con te come attore&#8221; <em>(ancora più offensivo dato che sua figlia faceva parte del cast, era adorabile ed era una mia amica). [&#8230;] <strong>Una volta mi ha urlato addosso</strong>, davanti a tutti i miei colleghi durante il pranzo, dicendo che fossi incredibilmente poco professionale, che era stanco di vedere il mio pene e che dato che non avevo comprato una cintura per contenerlo non meritavo più di restare nel cast.</em></p>
[&#8230;] <em>Diversi colleghi che hanno assistito a questi episodi mi hanno suggerito di andare al lamentarmi <strong>all&#8217;ufficio risorse umane</strong>.</em> [&#8230;] <em>Durante l&#8217;incontro, la responsabile mi ha detto che per prendere seriamente la mia denuncia <strong>avrei dovuto fornire dei testimoni</strong>. I testimoni, ovvero esattamente le persone che mi avevano suggerito di andare all&#8217;ufficio risorse umane, mi hanno risposto no. <strong>Non volevano rischiare di perdere il lavoro</strong>. Pensandoci oggi, probabilmente è la cosa che mi ha fatto più male in assoluto&#8230; ma in ogni caso mi è stato detto: </em>&#8220;Faremo delle indagini e ti chiameremo quando le avremo completate&#8221;<em>. Non mi ha mai chiamato nessuno.</em></p>
<p><em>Con zero protezione da parte degli stage manager sia per quanto riguardava le molestie sessuali sia per quanto riguardava i commenti razzisti che io e altri ricevevamo, e senza risposta alle denunce che avevamo portato all&#8217;ufficio risorse umane, <strong>ho iniziato a pensare di mollare il lavoro</strong>. E quando uno stage manager ha fatto una battuta completamente offensiva sul linciaggio, me ne sono andato. Non ero importante per Disney.<strong> I miei sentimenti e ciò che stavo passando venivano ignorati.</strong></em></p>
[&#8230;] <em>Non mi dimenticherò mai cosa provavo nei primi giorni quando ero sul palco con le meravigliose principesse che dovevo corteggiare nel ruolo di Hans e pensavo: </em>&#8220;Wow. Sono davvero un principe&#8221;<em>. Probabilmente suona stupido, ma io non mi sentivo stupido. <strong>Ero un principe Disney!</strong> Beh, un principe un po&#8217; di merda&#8230; un sociopatico&#8230; ma comunque un principe! La cosa più speciale di quell&#8217;esperienza è stata poter guardare Domonique negli occhi e vedere in lei la stessa luce che diceva: </em><strong>&#8220;ci credi che lo stiamo facendo davvero?&#8221;</strong><em>. Ma non sapevamo che cosa ci aspettava. Il colore della mia pelle è stato e sarà per sempre parte della mia carriera e <strong>un fattore determinante sulle possibilità che avrò in futuro</strong>. Da esso dipenderà sempre come verrò trattato dai registi, dalle persone, da coloro che rappresentano le autorità sopra di me, compresi il governo e la polizia.&#8221;</em></p>
<p>Foto: <a href="https://twitter.com/zoecarlow/status/1268645727229448192">Screenshot </a></p>
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