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	<title>omosessualità &#8211; Imperoland</title>
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	<description>È Divertente Fare l&#039;Impossibile!</description>
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		<title>La Bella e la Bestia, Josh Gad sull&#8217;omosessualità di Le Tont nel live-action</title>
		<link>http://imperoland.it/josh-gad-le-tont-live-action/</link>
				<pubDate>Wed, 09 Mar 2022 02:09:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Jacopo Iovannitti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Carosello]]></category>
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		<category><![CDATA[Walt Disney Pictures Studios]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Josh Gad, la voce originale del dolce Olaf della saga di Frozen e l&#8217;interprete di Le Tont nel live-action de La Bella e la Bestia diretto da Bill Condon nel&#8230;</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Josh Gad, la voce originale del dolce Olaf della saga di Frozen e l&#8217;interprete di Le Tont nel live-action de La Bella e la Bestia diretto da Bill Condon nel 2017, è tornato a parlare del suo ruolo nel film campione d&#8217;incassi in un intervista del The Independent.</p>
<p>L&#8217;attore ha ammesso con un certo rimpianto di non aver apprezzato il trattamento sul tema dell&#8217;omosessualità trattato dal lungometraggio attraverso il suo personaggio, con l&#8217;idea di cambiare decisamente dando più profondità a una spalla che nel cartone del 1991 era poco più di un intrattenitore (<a href="http://imperoland.it/la-bella-e-la-bestia-cancellata-serie/">e che avremmo rivisto anche nella serie su Gaston prevista per Disney+, attualmente cancellata</a>).</p>
<p>Vi ricordiamo che all’epoca dell’uscita del film si era parlato molto del momento in cui Le Tont si sarebbe rivelato omosessuale (questa notizia causò anche problemi di distribuzione al film, soprattutto in Russia). Ma la scena non rivelò altro che un breve momento di ballo con un altro uomo.</p>
<p>Di seguito vi lasciamo le sue dichiarazioni al riguardo:</p>
<blockquote><p>Non abbiamo fatto abbastanza per ottenere dei risultati, non abbiamo fatto abbastanza per dire: “Guardate quanto siamo coraggiosi“. Mi dispiace che sia diventato: “Il primo momento esplicitamente gay della The Walt Disney Company” perché non era quella la nostra intenzione […] e onestamente non credo di aver reso giustizia a ciò che dovrebbe essere un vero personaggio omosessuale in un film della Disney. Se dobbiamo darci una pacca sulla spalla, dobbiamo fare molto più di quello. Tutti meritano l&#8217;occasione di potersi vedere riflessi sullo schermo e non credo che abbiamo fatto abbastanza… e io di certo non ho dato il mio contributo.</p></blockquote>
<p>Vi ricordiamo che La Bella e la Bestia è ora disponibile in Home-Video, in DVD, Bu-ray e Blu-ray 3D, e ovviamente sulla piattaforma ufficiale <a href="http://disneyplus.it">Disney+</a>.</p>
<p>Siete d&#8217;accordo con Josh Gad sull&#8217;omosessualità di Le Tont nel live-action?</p>
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		<title>Frozen 2, secondo la regista &#8220;Elsa non era pronta per una relazione&#8221;</title>
		<link>http://imperoland.it/frozen-2-elsa-relazione/</link>
				<pubDate>Fri, 03 Jan 2020 15:03:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Irene Rosignoli]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Uno dei grandi temi di cui si è parlato in relazione a Frozen 2, addirittura prima ancora che il film uscisse al cinema, è la sessualità di Elsa, o più&#8230;</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei grandi temi di cui si è parlato in relazione a <strong>Frozen 2</strong>, addirittura prima ancora che il film uscisse al cinema, è <strong>la sessualità di Elsa</strong>, o più in generale se il personaggio della regina di Arendelle avrebbe o meno trovato l&#8217;amore nel secondo capitolo. Da una parte c&#8217;era una forte richiesta da parte dei fan e della<strong> comunità LGBT</strong>, che si è identificata in Let It Go come brano di liberazione, e <a href="http://imperoland.it/giveelsaagirlfriend-i-fan-disney-chiedono-piu-personaggi-lgbt/">ha chiesto ripetutamente ai registi</a> con petizioni e altro di dare una storia omosessuale a Elsa in Frozen 2. Dall&#8217;altra parte, c&#8217;è stata la risposta dei &#8220;conservatori&#8221; (<a href="http://imperoland.it/cosa-ha-detto-davvero-la-regista-di-frozen-sullomosessualita-di-elsa/">tra cui anche alcuni politici italiani, ad esempio</a>), che si sono espressi decisamente in negativo riguardo questa possibilità.</p>
<p>Il film ha deciso infine di <strong>non risolvere la questione</strong>: non ci è dato sapere quale sia l&#8217;orientamento sessuale di Elsa, e probabilmente non lo scopriremo mai dato che il personaggio nel finale di Frozen 2 diventa uno degli elementi naturali, <strong>un essere mitico ormai non più umano.</strong></p>
<p><img class="size-large wp-image-67135 aligncenter" src="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2019/11/frozen-2-elsa-immagine-film-sequel-disney-1024x675.png" alt="" width="1024" height="675" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2019/11/frozen-2-elsa-immagine-film-sequel-disney-1024x675.png 1024w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2019/11/frozen-2-elsa-immagine-film-sequel-disney-300x198.png 300w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2019/11/frozen-2-elsa-immagine-film-sequel-disney-768x506.png 768w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2019/11/frozen-2-elsa-immagine-film-sequel-disney-1536x1012.png 1536w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2019/11/frozen-2-elsa-immagine-film-sequel-disney-1170x771.png 1170w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2019/11/frozen-2-elsa-immagine-film-sequel-disney-585x385.png 585w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2019/11/frozen-2-elsa-immagine-film-sequel-disney.png 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>La regista <a href="http://imperoland.it/jennifer-lee-tradizione-di-walt-disney/"><strong>Jennifer Lee</strong></a> è tornata ancora una volta sulla problematica in risposta a una domanda di <a href="https://deadline.com/2019/12/frozen-2-director-jennifer-lee-chris-buck-disney-interview-news-1202812962/">Deadline</a> sulle difficoltà di mantenere controllo creativo, pur tenendo a mente i desideri del pubblico per i loro personaggi preferiti. Lee ha spiegato che nel processo di scrittura di Frozen 2 si è cercato di definire i personaggi <strong>senza lasciarsi influenzare da una visione esterna</strong>, e ha giustificato così la mancanza di un interesse amoroso per Elsa.</p>
<p><em>&#8220;C&#8217;erano degli aspetti in cui i fan hanno messo del loro,</em><em> spesso inventando cose che i personaggi stessi non erano in</em><em> grado di affrontare. Non potevamo accogliere queste proposte, perché <strong>sarebbe stato troppo forzato</strong>. Per esempio, per quanto riguarda la possibilità di dare una storia d&#8217;amore a Elsa oppure no, mentre scrivevo cercando di immedesimarmi nel personaggio e di capire la sua personalità, mi sono accorta che <strong>lei non era affatto pronta per una relazione</strong>. Per tutta la vita l&#8217;unico filo che la legava al mondo esterno è stata sua sorella. All&#8217;inizio del secondo film Elsa era ancora timida, riservata, stava ancora combattendo con i suoi poteri, perciò sapevo che non sarebbe stato il caso di introdurre il tema dell&#8217;amore.</em></p>
<p><em>Per ora non mi sono ritrovata con lei. <strong>Non so chi è diventata ora e dove andrà in futuro</strong>. Magari un giorno mi metterò al tavolino e comincerò ad esplorare. &#8220;Okay, adesso ha accettato i suoi poteri, sta vivendo la vita che è stata sempre destinata a vivere. Che cosa significa questo per lei?&#8221;. Ma non so se lo farò&#8221;.</em></p>
<p>Insomma, per scoprire ulteriori sviluppi sul personaggio di Elsa non ci resta che attendere <strong>l&#8217;eventuale annuncio di Frozen 3</strong>, <a href="http://imperoland.it/ci-sara-frozen-3-registi-futuro/">che per il momento viene discusso dai due registi come una possibilità remota</a> (ma non così tanto, a giudicare dagli incassi ottenuti dal secondo capitolo). Siete d&#8217;accordo sulla scelta di non averle dato una storia d&#8217;amore?</p>
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		<title>Cosa ha detto davvero la regista di Frozen sull&#039;omosessualità di Elsa</title>
		<link>http://imperoland.it/cosa-ha-detto-davvero-la-regista-di-frozen-sullomosessualita-di-elsa/</link>
				<pubDate>Sat, 03 Mar 2018 11:59:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Irene Rosignoli]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni è diventata virale la notizia che la Disney avrebbe &#8220;confermato&#8221; l&#8217;intenzione di creare una storia d&#8217;amore omosessuale per la regina Elsa in Frozen 2, sequel in uscita&#8230;</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni è diventata virale la notizia che la Disney avrebbe &#8220;confermato&#8221; l&#8217;intenzione di creare <strong>una storia d&#8217;amore omosessuale</strong> per la regina <strong>Elsa</strong> in <strong>Frozen 2</strong>, sequel in uscita a fine 2019. La news è stata talmente fraintesa che persino alcuni politici italiani l&#8217;hanno data per certa, esprimendo posizioni contrarie all&#8217;introduzione di <strong>tematiche LGBT</strong> in cartoni rivolti anche ai bambini (<a href="https://www.facebook.com/imperodisney/posts/1582978401786362">noi abbiamo provato a rispondere qui</a>).<br />
Ma quali sono state le vere dichiarazioni di <strong>Jennifer Lee</strong>, la regista di Frozen? La fonte è l&#8217;<strong>Huffington Post</strong>, che ha pubblicato <a href="https://www.huffingtonpost.com/entry/frozen-director-elsa-girlfriend_us_5a9388c5e4b01e9e56bd1ead">un&#8217;intervista cinque giorni fa</a> in occasione di <a href="http://imperodisney.com/2018/02/25/nelle-pieghe-del-tempo-e-nata-una-guerriera-nel-nuovo-trailer-italiano/">Nelle Pieghe del Tempo</a>, film di cui la Lee è sceneggiatrice.<br />
<img class=" size-full wp-image-30834 aligncenter" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2016/10/elsafrozen.jpg" alt="elsafrozen" width="630" height="420" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/10/elsafrozen.jpg 630w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/10/elsafrozen-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /><br />
Nell&#8217;articolo è specificato inizialmente che la richiesta di vedere Elsa innamorata di una donna <strong>è partita dai fan</strong>, e in particolare dalla comunità LGBT stessa che <strong>si è riconosciuta nella canzone Let It Go</strong>, interpretandola come una sorta di &#8220;coming out&#8221; (nello specifico, i poteri che Elsa ha tenuto nascosti potrebbero riflettere il segreto di essere omosessuali, appunto svelato tramite il coming out). Da lì è partita la campagna social <strong>#GiveElsaAGirlfriend</strong>, <a href="https://imperodisney.com/2016/05/04/giveelsaagirlfriend-i-fan-disney-chiedono-piu-personaggi-lgbt/">di cui vi avevamo già parlato</a>.<br />
La prima a esprimersi sull&#8217;argomento è stata la doppiatrice originale di Elsa, <strong>Idina Menzel</strong>, che nel 2016  ha dichiarato a <a href="https://pridesource.com/article/78203-2/">PrideSource</a>: &#8220;Inizialmente sono rimasta sorpresa, perché si tratta pur sempre della Disney, ma sono contenta che se ne stia parlando. Non posso promettervi che accadrà, ma sotto sotto sono felice che il film stia generando questo tipo di discussione&#8221;.<br />
<img class=" size-full wp-image-6431 aligncenter" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2014/05/everything-you-need-to-know-before-seeing-frozen-elsas-dress.jpg" alt="everything-you-need-to-know-before-seeing-frozen-elsas-dress" width="677" height="284" /><br />
Venendo infine alle ultime dichiarazioni di <strong>Jennifer Lee</strong> (regista e sceneggiatrice sia di Frozen che del futuro Frozen 2), si può affermare con sicurezza che <strong>non si tratta affatto di una conferma</strong>, quanto di una risposta moderata, conscia dei limiti del lavorare in un grande studio (questa è una decisione che &#8211; in sostanza &#8211; deve essere approvata dai &#8220;piani alti&#8221; della Disney, e non può essere presa da una sceneggiatrice) e soprattutto di un <strong>riconoscere il ruolo dei fan</strong> e delle loro richieste.<br />
&#8220;Adoro tutto ciò che le persone stanno dicendo e pensando sul nostro film, adoro che stia creando dei dibattiti ed è bello che Elsa sia questo personaggio meraviglioso che ha toccato il cuore di molti&#8221;, ha detto la Lee. &#8220;Per noi significa tutto essere parte di queste riflessioni. Che direzione prenderemo&#8230; ne discutiamo molto tra di noi e siamo molto attenti a queste cose. Io scrivo a partire dal personaggio, e ogni giorno Elsa mi dice in che direzione vuole andare, e così continuerà a essere. Vedremo dove finiremo.&#8221;<br />
Vi consigliamo infine i nostri due approfondimenti sul <strong>rapporto della Disney con il mondo LGBT</strong> attraverso gli anni: trovate <a href="https://imperodisney.com/2016/05/17/la-disney-e-il-mondo-lgbt-dagli-anni-20-agli-anni-80/">la prima parte qui</a>, <a href="https://imperodisney.com/2016/05/17/la-disney-e-il-mondo-lgbt-gli-anni-90/">la seconda qui</a>, e <a href="https://imperodisney.com/2016/06/18/la-disney-e-il-mondo-lgbt-gli-anni-2000/">la terza qui.</a></p>
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		<title>La Disney e il mondo LGBT: gli anni &#8217;90</title>
		<link>http://imperoland.it/la-disney-e-il-mondo-lgbt-gli-anni-90/</link>
				<pubDate>Tue, 17 May 2016 19:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Irene Rosignoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Walt Disney Animation Studios]]></category>
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		<category><![CDATA[Omofobia]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>In occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia, pubblichiamo un approfondimento a cura di Blagoja Belchevski sul rapporto tra la Walt Disney Company e il mondo LGBT dalla sua fondazione negli anni ’20&#8230;</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><em>In occasione della <strong>Giornata mondiale contro l’omofobia</strong>, pubblichiamo un approfondimento a cura di <strong>Blagoja Belchevski</strong> sul rapporto tra la Walt Disney Company e il mondo LGBT dalla sua fondazione negli anni ’20 fino ai giorni nostri. L’analisi che faremo è di tipo storico e si asterrà da ogni giudizio cercando di riportare il più obiettivamente possibile i fatti e i dati. </em></p>
<p><em>Di seguito la <strong>seconda parte</strong> dell’approfondimento.</em></p>
<p><em>Trovate la prima parte completa di fonti cliccando <a href="https://imperodisney.com/2016/05/17/la-disney-e-il-mondo-lgbt-dagli-anni-20-agli-anni-80/">QUI</a>. </em></p>
<div id="attachment_22866" style="width: 620px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-22866" class=" size-full wp-image-22866 aligncenter" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2016/05/gay-disney-characters.jpg" alt="gay-disney-characters" width="610" height="225" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/05/gay-disney-characters.jpg 610w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/05/gay-disney-characters-300x111.jpg 300w" sizes="(max-width: 610px) 100vw, 610px" /><p id="caption-attachment-22866" class="wp-caption-text"><a href="http://c2ndy2c1d.tumblr.com/post/74118943183/once-upon-a-time-there-were-two-men-that-fell-in">Fonte</a></p></div>
<p>La transizione tra gli anni &#8217;80 e quelli &#8217;90 per quanto riguarda la politica della compagnia nei confronti del mondo LGBT non è avvenuta del tutto negativamente. Il 1989 è stato segnato dall&#8217;uscita di <strong>La Sirenetta</strong>, che può essere facilmente considerato la prima esplicita strizzata d&#8217;occhio della Disney nei confronti della simbologia omosessuale. Gli animatori del 28esimo Classico hanno infatti apertamente riconosciuto di avere trovato in Divine, storica <strong>drag queen americana</strong> morta l&#8217;anno precedente, l&#8217;ispirazione per l&#8217;aspetto della carismatica strega dei mari <strong>Ursula</strong>.</p>
<p>Il 1991 invece vede il programmatore Doug Swallow organizzare insieme ad un gruppo di amici il primo <strong>Gay Days</strong> all&#8217;interno del Magic Kingdom di Orlando. Stabilita la data per il primo sabato di giugno, l&#8217;evento, pubblicizzato all&#8217;interno dei locali LGBT, sarebbe consistito nel presentarsi al Magic Kingdom vestendo una maglietta rossa per farsi riconoscere dagli altri partecipanti. Il raduno, organizzato all&#8217;oscuro della compagnia e della direzione del parco, ha registrato una presenza di 1,000-1,500 magliette rosse nell&#8217;anno della sua genesi. La Disney, seppur non appoggiando direttamente l&#8217;evento, non ha mai fatto nulla per proibirlo. Un memo ai dipendenti del parco da parte della direzione gli intimava di trattare quelle giornate come delle giornate qualsiasi in quanto &#8220;ogni giorno è un giorno gaio al Walt Disney World (<strong>every day is a gay day at Walt Disney World</strong>).&#8221; In un disclaimer del 1994, la compagnia si dissociava pubblicamente dall&#8217;evento, per quanto specificando di non discriminare in alcuna occasione. Sette anni dopo, i Gay Days hanno preso piede anche nel parco di Anaheim il primo weekend di ottobre. Ad oggi, ciò che è nato come un raduno è diventato uno dei <strong>Pride Parade più noti</strong> e frequentati degli Stati Uniti, arrivando a registrare un&#8217;affluenza di oltre 150,000 partecipanti nel 2010 soltanto. Naturalmente non si sono fatte attendere le critiche da parte delle associazioni religiose e conservazioniste americane, tra cui la Southern Baptist Convention che ha votato il boicottaggio dei parchi nel 1997, per poi cessarlo 8 anni dopo, nel 2005.</p>
<p>The Walt Disney Company, tuttavia, non si è limitata all&#8217;accoglienza passiva di un evento a tema LGBT nei suoi parchi. Nell&#8217;agosto 1992, infatti, si è tenuto negli studi di Burbank il primo <strong>incontro fra i dipendenti gay e lesbiche</strong> che avrebbe quindi portato alla fondazione della Lesbian And Gay United Employees (LEAGUE) Burbank, un&#8217;associazione unica del suo genere ai tempi della sua creazione. Un anno dopo, con il supporto di LEAGUE Burbank, un&#8217;associazione analoga ha avuto modo di formarsi ad Anaheim, comprendente lo staff LGBT del parco. Cinque mesi dopo il primo incontro della LEAGUE Anaheim, lo staff LGBT del parco di Orlando si è mobilitato nella fondazione di ALLIANCE. Per quanto <strong>supportate dalla Disney stessa</strong>, queste associazioni non disponevano dei diritti di esporsi pubblicamente a nome della Disney o di associare le loro attività ad essa. Lo status di queste associazioni non era politico bensì puramente sociale. &#8220;Noi non siamo ACT UP&#8221; dichiara infatti Steve Valkenburg, co-presidente di LEAGUE Anaheim, dissociandosi in questo modo dall&#8217;ondata di attivismo violento nata negli anni &#8217;80 per fronteggiare l&#8217;indifferenza del governo statunitense nei confronti della problematica AIDS che stava mietendo sempre più vittime tra la popolazione LGBT.</p>
<p><img class=" size-full wp-image-22869 aligncenter" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2016/05/ursula.jpg" alt="ursula" width="1200" height="698" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/05/ursula.jpg 1200w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/05/ursula-300x175.jpg 300w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/05/ursula-768x447.jpg 768w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/05/ursula-1024x596.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Gli sforzi congiunti delle due LEAGUE, tuttavia, nonostante una serie di difficoltà e cavilli nella realizzazione, si sono concretizzati nell&#8217;autunno del 1995 attraverso l&#8217;estensione dei privilegi sanitari, dentistici e in caso di decesso già in dotazione ai loro dipendenti eterosessuali e ai loro coniugi ai dipendenti omosessuali e i loro partner che a patto che &#8220;vogliano sposarsi ma gli sia legalmente negato&#8221;. La &#8220;ABC of Domestic Partner Benefits&#8221; stesa dalla LEAGUE definiva attentamente i casi contemplati e rispondeva alle preoccupazioni della direzione dello studio di un possibile abuso nella concessione di questi benefici.</p>
<p>È innegabile quindi che gli anni &#8217;90 abbiano visto una una maggiore esposizione dei dipendenti omosessuali della Disney Company. La Bella e la Bestia, del 1991, si apre infatti con la commemorazione di <strong>Howard Ashman</strong>, storico paroliere, sceneggiatore, produttore della Disney e omosessuale, morto di AIDS il 14 marzo del 1991. <strong>Sir Elton John</strong>, noto cantautore britannico ed attivista AIDS, ha collaborato con la Disney nella realizzazione della colonna sonora di Il Re Leone del 1994. Nel novembre dello stesso anno, lo speciale &#8220;Out in Hollywood&#8221; del periodico gay Out comprendeva una lunga lista di dipendenti dello studio o dei suoi sussidiari Touchstone e Hollywood Pictures: tra i più noti abbiamo <strong>Lauren Lloyd</strong>, vice-presidente della Hollywood Pictures; <strong>Andreas Deja</strong>, supervisore della Animation Division; <strong>Garrett Hicks</strong>, assistente amministrativo sempre della Animation Division e co-presidente della LEAGUE Burbank, per dire alcuni.</p>
<p>Le <strong>critiche</strong> nei confronti della Walt Disney Company, tuttavia, non partivano soltanto da parte delle <strong>associazioni conservazioniste</strong>, scontente dell&#8217;associazione della Disney con il mondo LGBT. La Gay and Lesbian Alliance Against Defamation (GLAAD), nata nel 1985 al fine di monitorare la rappresentazione del mondo LGBT da parte dei media, ha espresso il suo scontento nei confronti delle compagnie cinematografiche più influenti dell&#8217;epoca, tra cui la Disney stessa. Le rappresentazioni mediatiche di figure esplicitamente omosessuali, per quanto rare, erano tutt&#8217;altro che soddisfacenti e/o lusinghiere. Tranne pochi casi, l&#8217;omosessualità era ancora al centro di <strong>gag al limite dell&#8217;offensivo</strong> o comunque rappresentata come una depravazione socio-morale. Nel corso del primo decennio del nuovo millennio, una nuova ondata di conservazionismo renderà difficoltosa la scalata della minoranza omosessuale verso una degna rappresentazione mediatica, una dignitosa tutela legale e verso l&#8217;accettazione sociale. Non mancheranno tuttavia sottotesti sempre più evidenti ed esplicite rappresentazioni LGBT più dignitose, ed ancora una volta, sarà la Disney ad essere uno dei protagonisti di questa scalata.</p>
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		<title>La Disney e il mondo LGBT: dagli anni &#8217;20 agli anni &#8217;80</title>
		<link>http://imperoland.it/la-disney-e-il-mondo-lgbt-dagli-anni-20-agli-anni-80/</link>
				<pubDate>Tue, 17 May 2016 12:36:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Irene Rosignoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Walt Disney Animation Studios]]></category>
		<category><![CDATA[Approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[Disney]]></category>
		<category><![CDATA[lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>In occasione della Giornata mondiale contro l&#8217;omofobia, pubblichiamo un approfondimento a cura di Blagoja Belchevski sul rapporto tra la Walt Disney Company e il mondo LGBT dalla sua fondazione negli anni &#8217;20&#8230;</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>In occasione della <strong>Giornata mondiale contro l&#8217;omofobia</strong>, pubblichiamo un approfondimento a cura di <strong>Blagoja Belchevski</strong> sul rapporto tra la Walt Disney Company e il mondo LGBT dalla sua fondazione negli anni &#8217;20 fino ai giorni nostri. L&#8217;analisi che faremo è di tipo storico e si asterrà da ogni giudizio cercando di riportare il più obiettivamente possibile i fatti e i dati. </em></p>
<p><em>Di seguito la <strong>prima parte</strong> dell&#8217;approfondimento.</em></p>
<p><img class=" size-full wp-image-22834 aligncenter" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2016/05/disney-lgbt.jpg" alt="disney lgbt" width="473" height="315" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/05/disney-lgbt.jpg 473w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/05/disney-lgbt-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 473px) 100vw, 473px" /></p>
<p>Tracciare la storiografia della politica della Walt Disney Company nei confronti del mondo LGBT è un compito tutt&#8217;altro che facile. Il nucleo della compagnia, il Disney Brothers Cartoon Studio, nasce infatti nel 1923, un periodo storico ancora fortemente segnato da un <strong>profondo stigma</strong> nei confronti della sessualità &#8220;anticonvenzionale&#8221; (intesa come esterna agli schemi dell&#8217;eteronormatività mirata alla costruzione di un nucleo familiare). L&#8217;ostracismo effettuato nei confronti della popolazione omosessuale in quel periodo non ci permette quindi di dare un quadro dettagliato della situazione. Urge inoltre specificare che questo articolo intende essere <strong>unidirezionale</strong>; non tratterà quindi il modo in cui la popolazione LGBT si è rapportata all&#8217;immaginario Disney nel corso degli anni, un argomento decisamente più complesso che la sede presente non permette di trattare in maniera adeguata.</p>
<p>Si cercherà di seguito di fornire un quadro estremamente generale della situazione. Di fronte alla necessità di affermarsi sul mercato statunitense, il percorso artistico intrapreso da Walt Disney e soci si è inevitabilmente <strong>conformato ai canoni della società consumatrice</strong>, precedentemente identificata come la borghesia americana della prima metà del ventesimo secolo, fortemente orientata alla famiglia. Nel 1966, anno di morte di Walt, la compagnia aveva oramai consolidato quest&#8217;immagine di sé. Senza entrare nel merito di un&#8217;analisi approfondita della &#8220;sessualità Disney&#8221; , trattata in maniera estremamente eterogenea nel corso degli anni, è innegabile la presenza del <strong>filo conduttore dell&#8217;eteronormatività e dell&#8217;amore platonico</strong>. È indubbia, tuttavia, la presenza di istanze esterne a questa politica, per quanto sempre implicite, e spesso usate in chiave comica e/o messe in ridicolo. Pur portando sul grande schermo situazioni familiari tutt&#8217;altro che convenzionali (orfani, matrigne cattive ecc.), sfidare apertamente le norme della società consumatrice avrebbe inevitabilmente portato alla rovina definitiva degli studi, già alle prese con varie crisi finanziarie nel corso del mandato di Walt Disney stesso.</p>
<p>È irragionevole però supporre la totale assenza di dipendenti omosessuali all&#8217;interno della compagnia. Richard Hitt, dipendente di Disneyland Anaheim e membro della Lesbian And Gay United Employees (LEAGUE) Anaheim, entrò a far parte dello staff del parco nel 1957. Nel 1995, durante un&#8217;intervista per l&#8217;LA Times, dichiarò, ricordando un clima di tollerante indifferenza nei confronti della sessualità di membri dello staff del parco: &#8220;Prima [delle lotte sociali degli &#8217;80] i diritti dei gay e il riconoscimento non erano parte del posto di lavoro. Ora lo sono.&#8221;. La situazione, tuttavia, pare sia stata nettamente diversa rispetto a quella degli studi nello stesso periodo. Tommy Kirk, giovane star di &#8220;The Hardy Boys&#8221; dello spettacolo televisivo di varietà targato Disney, The Mickey Mouse Club, <strong>è stato licenziato</strong> durante le riprese di The Misadventures of Merlin Jones nel 1963. La madre del ragazzo con il quale Kirk stava avendo una relazione segreta in quel periodo, avendo scoperto l&#8217;affare, si è appellata direttamente a Walt, il quale ha deciso di terminare il contratto di Kirk. &#8220;Nel 1963, la Disney mi mandò via. Walt però mi chiese di tornare per l&#8217;ultimo film di Merlin Jones, The Monkey&#8217;s Uncle, siccome i film di Jones si erano rivelati essere una miniera d&#8217;oro per lo studio.&#8221; dichiarò l&#8217;attore al riguardo. Se questo episodio è da considerarsi rappresentativo della politica dello studio, non ci è dato saperlo. Può tuttavia considerarsi rappresentativo della <strong>politica generale</strong> nei confronti degli omosessuali in quel periodo, dove un outing comportava serie retribuzioni dal punto di vista sociale, tra cui anche la perdita del posto di lavoro.</p>
<div id="attachment_22838" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-22838" class=" size-full wp-image-22838 aligncenter" src="https://imperodisney.files.wordpress.com/2016/05/disney-pride.png" alt="disney pride" width="500" height="487" srcset="http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/05/disney-pride.png 500w, http://imperoland.it/wp-content/uploads/2016/05/disney-pride-300x292.png 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /><p id="caption-attachment-22838" class="wp-caption-text"><a href="http://dylanbonner.tumblr.com/">Dylan Bonner Art</a></p></div>
<p>Le sommosse di Stonewall del 1969 e le successive lotte di riconoscimento nel corso dei due decenni a seguire hanno portato, seppur con qualche riserva, ad un&#8217;esposizione sempre crescente della popolazione omosessuale statunitense. Tutto ciò, per la Disney, si concretizza a partire dal 1980, che vede uno spiacevole episodio accadere nel parco di Anaheim. Due uomini gay sono stati infatti <strong>allontanati dal parco</strong> da un paio di guardie per avere ballato insieme sul Tomorrowland Terrace. I due hanno successivamente citato il parco in giudizio presso la Corte Superiore in un processo che si è protratto per quattro anni per infine concludersi con la vittoria della coppia in quanto, secondo la sentenza del giudice, il comportamento delle guardie avrebbe violato i diritti civili dei due. Questo episodio ha portato alla decisione da parte della direzione del parco di rimuovere il veto sul touch-dancing tra persone dello stesso sesso vigente fino a quel momento. Ciò tuttavia non ha impedito il verificarsi di un episodio analogo nel 1988, quando tre ragazzi gay hanno sporto denuncia contro il parco per essere stati interrotti nel danzare all&#8217;interno del parco l&#8217;anno precedente da parte di una guardia. I tre hanno deciso quindi di ritirare la denuncia in seguito all&#8217;impegno pubblico da parte del parco di non discriminare in base all&#8217;orientamento sessuale.</p>
<p>È azzardato però considerare questi episodi come rappresentativi della politica Disney nei confronti del mondo LGBT. Tenendo presente in mente l&#8217;intento di rispecchiare e di &#8220;accontentare&#8221; il mindset del consumatore medio di quel periodo, è altrettanto ragionevole supporre che siano semplicemente l&#8217;espressione dell&#8217;istinto di autoconservazione della compagnia. Negli anni &#8217;90, infatti, la storica impresa di Walt Disney si saprà dimostrare <strong>una delle più progressiste</strong> degli Stati Uniti nel campo dei diritti civili. Gli sforzi congiunti della LEAGUE Burbank e della LEAGUE Anaheim, le associazioni di dipendenti gay e lesbiche dello studio e del parco, si concretizzeranno nella <strong>concessione degli stessi privilegi</strong> sanitari, dentali e in caso di decesso ai propri dipendenti omosessuali e i loro partner già in precedenza concessi allo staff eterosessuale e i rispettivi coniugi, diventando così una delle primissime realtà a <strong>trattare le coppie LGBT alla stregua delle coppie eterosessuali</strong> sposate.</p>
<p><strong>Fonti: </strong><br />
<em>Tinker Belles and Evil Queens: The Walt Disney Company From The Inside Out</em><br />
LA Times: <a href="http://articles.latimes.com/1995-10-12/news/ls-56242_1_league-member">click </a>/ <a href="http://articles.latimes.com/1989-09-30/news/mn-212_1_gay-men">click</a></p>
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