Scegliere di arrestare completamente la produzione di un film non è mai una decisione facile, soprattutto quando l’opera ha impegnato registi, sceneggiatori e artisti per ormai molti anni. E dunque quella di cancellare Gigantic dev’essere stata una scelta sofferta per i Walt Disney Animation Studios, che stanno tentando di portare al cinema questa storia da subito dopo l’uscita di Rapunzel – L’intreccio della torre.

I primi rumor sull’esistenza del film iniziarono a trapelare nel 2013, quando Nathan Greno (co-regista di Rapunzel con Byron Howard) venne assegnato come regista al lungometraggio ispirato a Jack e il fagiolo magico, una fiaba che gli studi stavano pensando di adattare già da alcuni anni (da sottolineare che ne esiste già un adattamento nei classici Disney, precisamente in Bongo e i tre avventurieri del 1947, in cui sono Topolino, Paperino e Pippo a reinterpretare la fiaba del fagiolo magico).
Si parlava allora di una possibile release per il 2016 o il 2017 e il titolo provvisorio che venne assegnato al film fu Giants. Nello script provvisorio si parlava di una guerra imminente tra il popolo dei giganti e quello degli uomini. I giganti hanno imposto agli uomini un accordo per il quale avrebbero rinunciato ad attaccarli in cambio di un tributo annuale. Protagonista della vicenda è ovviamente Jack, un umile ragazzo che vive in un paese ispirato alla Spagna e all’Italia, innamorato della bella e nobile Angelina, figlia di un mercante e corteggiata anche da Marco, un partito più appetibile di Jack in quanto dello stesso rango della ragazza. A completare il gruppo, una ragazzina di nome Inma, piccola ma coraggiosa, una guerriera che aspira a portare giustizia al mondo e diventare un’eroina. La loro avventura comincia quando Jack riceve i fagioli magici della fiaba, che porteranno il gruppetto a scontrarsi con la potente famiglia dei Giganti della Tempesta, composta da Feebus, Fifen, Fogel, Fobbert e il loro leader Faustus.

Questa versione della storia venne in seguito accantonata per problemi di sceneggiatura e completamente riscritta. Al D23 Expo del 2015 il film venne infatti presentato con il titolo di Gigantic e con i soli due personaggi di Jack e Inma. Quest’ultima diventò inoltre una gigantessa, e la nuova versione del film avrebbe dovuto raccontare la storia dell’improbabile amicizia tra un ragazzo umano e una bambina gigante, che lo scambia per una bambola e lo porta nel suo mondo. Coinvolti nel progetto anche Robert Lopez e Kristen Anderson-Lopez, già compositori della colonna sonora di Frozen, che proprio al D23 Expo presentarono in anteprima la prima canzone di Gigantic, cantata da Inma e intitolata I Love My Little Man.
Le ultime news sul film sono state invece di carattere pratico: la data d’uscita spostata dal 2018 al 2020 (sia per problemi di scrittura che per dare precedenza a Frozen 2, che si trovava più avanti nella lavorazione) e infine l’aggiunta di Meg LeFauve, sceneggiatrice di Inside Out, come co-regista accanto a Nathan Greno.
Come già successo per Mort e per altri film cancellati, è possibile che con il tempo gli artisti coinvolti decidano di condividere alcuni concept art o disegni preparatori per Gigantic, che potrebbero rivelarci di più sulla storia e sui personaggi. Allo stesso modo, è possibile che il film sia soltanto accantonato e che in futuro, trovando la chiave giusta, la Disney riesca comunque a portare sul grande schermo la storia di Jack e il fagiolo magico.

Animation
View Conference 2017: Cars 3, Wonder Woman, Blade Runner 2049 e molti altri nel programma completo dell'evento
Vi avevamo già riportato qualche mese fa i primi ospiti internazionali dell’edizione 2017 di View Conference, evento tutto italiano che ogni anno richiama a Torino i più grandi artisti mondiali dell’animazione e del cinema.
Quest’anno l’appuntamento sarà dal 23 al 27 ottobre e, come possiamo vedere dal programma ufficiale finalmente disponibile sul sito dell’evento, sono attesi nella cittadina piemontese tanti ospiti legati ai più grandi film usciti o in uscita nel 2017.
Vi riportiamo qui sotto il comunicato stampa con alcuni degli appuntamenti principali.

Tra i grandi nomi che sono pronti ad arrivare in Italia c’è Rob Pardo, uno dei designer di videogiochi più importanti del mondo, creatore di World of Warcraft e fondatore di Bonfire Studios. Insieme a lui Kevin Lin, Jan-Bart Van Beek, Bernard Yee e Maureen Fan, per raccontare il futuro di questo mondo affascinante.
Attesissimo Eric Darnell, vero e proprio pioniere del cinema animato. Regista, sceneggiatore, compositore, doppiatore ed animatore statunitense, Darnell, già vincitore di un Emmy, è celebre per la regia e per la sceneggiatura (con Tom McGrath) dei quattro film di Madagascar targati DreamWorks. Chief creative director di Baobab Studios, sarà sul palco di VIEW per parlare di storytelling immersivo ai tempi della realtà virtuale.
Tre i blockbuster in uscita nelle sale nei prossimi mesi protagonisti a VIEW Conference.
Ci saranno il premio Oscar Bill Westenhofer (Capo degli effetti visivi di Wonder Woman), il premio Oscar Martin Hill e Scott Stokdyk per Valerian e la città dei mille pianeti di Luc Besson, uno strabiliante viaggio intergalattico tra culture aliene e terre incontaminate, Christopher Townsend, candidato all’Oscar per gli effetti speciali di Guardiani della Galassia, Vol.2.
Molto atteso il premio Oscar John Nelson, supervisore capo degli effetti visivi di Blade Runner 2049, che per la prima volta racconterà proprio sul palco di VIEW il dietro le quinte dell’attesissimo film.
Joe Letteri, autentico artista della grafica digitale e degli effetti speciali. Quattro volte premio Oscar, ha contribuito con il suo talento a realizzare film di grande successo come Star Wars, Casper, Jurassic Park, King Kong, Avatar. A VIEW presenterà The War – Il pianeta delle scimmie e l’evoluzione della tecnologia e dell’arte degli effetti visivi per il film finale della trilogia.
Hal Hickel, già premio Oscar per gli effetti speciali dei Pirati dei Caraibi, parlerà delle ultime creazioni di Industrial Light and Magic – droidi, creature e navicelle spaziali – direttamente dall’ultimo film della saga di George Lucas, Rogue One: A Star Wars Story.
E se pensate che quello della computer grafica sia un mondo maschile, preparatevi a ricredervi!
Ospiti a VIEW Kim White, direttrice della fotografia per la Pixar dal 1997, che ha lavorato a capolavori come A Bug’s Life – Megaminimondo, Monsters& Co, Alla Ricerca di Nemo, Ratatouille, Toy Story 3 e Inside Out. A VIEW racconterà l‘avventura di Illuminare Radiator Springs.
Da non perdere il talk di LK Shelley, venture capitalist della Silicon Valley, che parlerà degli investimenti nel settore dei contenuti creativi come i videogiochi e degli investimenti nelle startup legate alla tecnologia mobile.
Noelle Triaureau, production designer della Sony Pictures Animation, racconterà la sua esperienza con I Puffi: viaggio nella foresta segreta.
Leslie Iwerks, produttrice, scrittrice e regista, in arrivo direttamente da LA per raccontare la sua esperienza nel mondo dei documentari Pixar e come le nuove tecnologie stiano spingendo sempre più lontano i confini dei documentari.
E ancora Vicki Dobbs Beck, dirigente responsabile di ILMxLAB, che salirà sul palco per affascinare il pubblico con le sue esperienze di storytelling.
Elisabeth Morant, per raccontare il Tilt brush ed il suo spettacolare utilizzo come frontiera del 3D.
Maureen Fan, CEO cofondatrice di Baobab Studios, il principale studio VR al mondo.
Recensione: Gatta Cenerentola
Recensione di Irene Rosignoli e Alessandro Biti
Una nave, una città in degrado, una ragazza muta, un principe azzurro con la pistola e una scarpetta che serve a nascondere i traffici di droga. Da qualche settimana è al cinema Gatta Cenerentola, quello che è stato definito “il miracolo napoletano” (bellissima, a proposito, questa risposta), l’ultima fatica di Mad Entertainment, un film che non solo è bello, nel senso più complesso e meno semplicistico del termine, ma anche importante per la situazione attuale del cinema e dello spettacolo italiani e non solo.

Perché, come giustamente molti hanno sottolineato, è vero che Gatta Cenerentola si inserisce in un clima di rinascita del cinema italiano, ma questa è solo una parte della verità. Questo film ha un ruolo importante a livello europeo, collocandosi in un processo molto simile che coinvolge l’animazione europea tutta. L’esperienza di Mad Entertainment non è troppo diversa da quella dell’irlandese Cartoon Saloon o dai lavori dei francesi Benjamin Renner e Rémi Chayé. Si tratta di film animati che, non potendo necessariamente competere ad armi pari con i grandi studi americani, sono costretti a trovare espedienti estetici e stilistici che scavalchino in modo intelligente i limiti del budget. Ma soprattutto sono film animati che non nascono come merce o dalla spasmodica ricerca del franchise da riutilizzare altre due o tre volte con sequel e spin-off. Le piccole perle prodotte in Europa nascono dal caro, vecchio e puro bisogno di raccontare una storia, e molto spesso con un prezzo da pagare che è il rischio di non sapere se si potrà ripetere l’esperimento o no.
Quando i soldi sono pochi succede però anche un’altra cosa: la libertà creativa è assoluta. È allora che nasce l’idea di un film d’animazione per adulti, quando la stragrande maggioranza del resto del mondo punta al pubblico delle famiglie. È allora che si pensa di raccontare una storia di camorra e di violenza, di un futuro rubato, di un’infanzia perduta, di una via d’uscita che sembra impossibile. Ed è allora che traspare l’amore – per la storia che si sta narrando, per la città che si sta celebrando (Napoli) ma anche per le semplici possibilità di un mezzo artistico, l’animazione, che è veramente illimitato nelle mani di chi non si pone limiti.

E quanto amore c’è nelle immagini e nelle musiche di Gatta Cenerentola. Nella grazia dei movimenti di Mia, nella bellezza spezzata della matrigna Angelica, nel coraggio del “principe azzurro” Primo Gemito, ma soprattutto in quel sogno impossibile di Vittorio Basile, armatore e scienziato proprietario della nave Megaride. Il suo è il sogno di chi guarda avanti in un paese in cui si può solo guardare indietro, la consapevolezza che dalle profonde contraddizioni di una città ferita possono nascere l’arte migliore e la bellezza più stupefacente. Vittorio Basile è insomma gli artisti della Mad, e forse tutti coloro che stanno lottando per questa rinascita del cinema italiano. Tuttavia i personaggi agiscono tra un futuro che sembra impossibile e il rimpianto del passato: il progetto del Polo della Scienza e della Memoria fallisce, e il suo fallimento è la fine della speranza nel futuro. E non è un caso che è allora che l’ambientazione viri verso lo steampunk. La nave, i corpetti vittoriani e in generale l’ambientazione ricordano molto la belle Epoque. Ed è significativo che questo succeda nella seconda parte del film, a simboleggiare che l’utopia, in mani sbagliate, diventa distopia. La conclusione della fiaba è però letteralmente un salto verso la speranza, che passa per la violenza, la morte e l’abbandono, ma che è uno splendido augurio per quello che verrà.
Forse non è un caso che lo studio di animazione su cui sono puntati tutti gli occhi degli italiani si chiami Mad Entertainment, perché bisogna ammettere che ci vuole una buona dose di follia per produrre un film come Gatta Cenerentola. Eppure è questa “madness” la chiave di tutto, perché è lo spirito visionario che traccia la strada verso l’inesplorato, è l’artista che invece che dare al pubblico ciò che si aspetta, sa guardare oltre e indovinare l’inaspettato che ha bisogno di vedere. È il talento di grandi filmmakers, che l’animazione italiana può finalmente vantare di nuovo.

E se non bastasse la carica innovativa del film in sé, prima del film potrete ammirare il breve corto in animazione tradizionale Simposio Suino in Re Minore. Diretto da Francesco Filippini e prodotto da Sky Dancers insieme a Mad Entertainment, è la storia di un cinghiale antropomorfo e di una cuoca. I due sembrano conoscersi, o forse no: la creazione della storia e dei legami è lasciata in mano allo spettatore, con la colonna sonora composta da canzoni cantate nella migliore tradizione napoletana. Molti elementi richiamano i film dello Studio Ghibli, ma sono restituiti sullo schermo in una nuova veste tutta partenopea. Per l’intero corto si respira quell’atmosfera Miyazakiana, che fa da perfetto contraltare al film che seguirà: dalla fiaba ambientata sulle rive di un lago nebbioso alla cruda realtà della camorra in Gatta Cenerentola.
Dopo la prima clip che mostrava una scena d’azione con Hiro e Baymax, il nuovo sneak peek dalla serie di Big Hero 6 è ambientato in un luogo più casalingo: il cafè di Zia Cass. Qui ritroviamo tutti i personaggi tranne Fred, che improvvisamente chiama i compagni per una presunta emergenza.
È l’inizio di Big Hero 6: Baymax Returns, il film per la tv che dovrebbe fare da episodio introduttivo alla serie animata, come già successo con Rapunzel e con DuckTales. Questo episodio dovrebbe andare in onda in America a novembre, mentre gli episodi di Big Hero 6: The Series dovrebbero iniziare regolarmente a dicembre su Disney X D.
La serie riprenderà la storia dove l’avevamo lasciata nel 2014 e seguirà le avventure di Hiro, il quattordicenne genietto della scienza, e del suo operatore sanitario coccoloso trasformato in un supereroe, Baymax. Dopo le vicende del film, Hiro deve vedersela con le sfide di tutti i giorni a scuola e con la sua doppia vita da paladino di San Fransokyo.
Qui sotto trovate il nuovo sneak peek:
[youtube https://www.youtube.com/watch?v=uI6rYkBdmR8&w=560&h=315]Video: il trailer del documentario su Tyrus Wong, production designer di Bambi
Ci ha lasciato l’anno scorso all’età di ben 106 anni la leggenda Disney Tyrus Wong, un artista fondamentale per la storia della casa di Topolino, che ora diventerà protagonista di un documentario.
L’animatore di origini cinesi si rivelò una chiave importante per la realizzazione del film Bambi e in particolare per risolvere un problema che preoccupava Walt e il suo team. Data l’impostazione estremamente realistica della pellicola, gli sfondi della foresta in cui si muoveva il cerbiatto risultavano infatti troppo dettagliati al punto da confondere lo spettatore e distogliere l’attenzione dai personaggi. Lo stile dei dipinti di Wong, che mescolava influenze delle stampe cinesi con le pennellate tipiche dell’impressionismo, colpì Walt al punto da promuoverlo a production designer, ovvero la figura che si occupa di definire il design e lo stile generale di un film, un ruolo che il giovane Wong non aveva mai ricoperto prima.
Il suo lavoro in Bambi ha continuato a influenzare negli anni gli altri classici Disney e tuttora è ritenuto fonte di grande ispirazione, come dimostrano i nomi dei grandi artisti che interverranno nel documentario: John Canemaker, Don Hahn, Eric Goldberg, Andreas Deja, Robert Kondo, Dice Tsutsumi e Paul Felix.
Il film, che risale al 2015 ma finora è stato mostrato soltanto in alcuni festival, seguirà tutta la vita e la carriera di Wong attraverso le testimonianze della sua famiglia, dei suoi amici e dei suoi ammiratori, insieme a clip dai suoi lavori e materiale d’archivio.
Sarà trasmesso in America su PBS l’8 settembre. Qui sotto potete vedere il trailer:
[youtube https://www.youtube.com/watch?v=3EEvPdhBOGk&w=560&h=315]
Fonte: Cartoon Brew
Come ogni anno, parteciperemo al festival View Conference, il più rinomato appuntamento italiano dedicato alla computer grafica, all’animazione e al mondo dei games. L’edizione 2017 si terrà ancora una volta a Torino dal 23 al 27 ottobre e il ricchissimo programma promette già molto bene, con ospiti provenienti da tutto il mondo e da tutti i settori dell’intrattenimento.
Di seguito gli ospiti finora annunciati (la lista resterà in aggiornamento fino all’arrivo del programma completo). Per maggiori informazioni su come partecipare e sui prezzi, visitate il sito ufficiale http://www.viewconference.it/.
- Rob Pardo – Chief Executive Officer e co-fondatore di Bonfire Studios. Nella sua rinomata carriera di videogame designer spicca World of Warcraft – VIEW Keynote Speaker
- Eric Darnell – Chief Creative Officer e co-fondatore di Baobab Studios. La sua prestigiosa carriera include regia, scrittura e produzione dell’intera serie cinematografica Madagascar targata DreamWorks, cui si aggiungono i nuovi progetti in VR Invasion, Asteroids e Rainbow Crow. – VIEW Keynote Speaker
- Phil Chen – co-fondatore di HTC VIVE, Technology explorer and Investor, Managing Partner ‘Presence Capital’ VR/AR Venture Fund, partner di Horizons Ventures, investitore in VR/AR/AI.
- Paul Debevec – Google VR, vincitore di un Oscar tecnologico.
- Kevin Lin – Chief Operative Officer di Twitch.TV.
- Christopher Townsend – Overall VFX Supervisor di Guardiani della Galassia, Vol. 2.
- Vicki Dobbs Beck – Executive in charge di ILM x LAB.
- Mark Osborne – Vincitore di un Annie Award, acclamato regista de Il Piccolo Principe e Kung Fu Panda (DreamWorks Animation).
- Kris Pearn – Regista di The Willoughbys per Bron Animation e co-regista di Piovono polpette 2 (Sony Pictures Animation).
- Shannon Tindle – Regista/Sceneggiatore per Sony Pictures Animation, Disney, Laika, Google Spotlight Story (il corto On-Ice).
- Cinzia Angelini – Animatrice di lungo corso per Dreamworks e Illumination, story artist e regista, a View parlerà, tra l’altro, del suo progetto più personale, attualmente in lavorazione: Mila è un corto in animazione CG realizzato grazie a un vero e proprio studio virtuale di 250 artisti interconnessi da tutto il mondo.
- Hal Hickel – Animation Director di ILM, con Oscar e Bafta nel suo palmarés, parlerà di Rogue One, il recente spin off/prequel di Star Wars.
- Rob Coleman – Animation Director per Lego Batman Movie (Animal Logic), è stato due volte nominato all’Oscar per il suo lavoro su Star Wars.
- Kim White – Director of Photography, Lightning di Pixar Animation Studio, parlerà a View della sua ultima fatica, Cars 3.
- Noelle Triaureau, Production Designer per I Puffi: viaggio nella foresta segreta (Sony Pictures Animation).
- Mike Ford, VFX Supervisor per I Puffi: viaggio nella foresta segreta (Sony Pictures Animation)
- Carlos Zaragoza – Production Designer per Emoji: accendi le emozioni (Sony Pictures Animation).
- Maureen Fan – Chief Executive Officer di Baobab Studios, realtà oggi ai vertici nello storytelling legato alla VR.
- Larry Cutler – Chief Technology Officer di Baobab Studios.
- Eloi Champagne – Technical Director di NFB (National Film Board of Canada), specializzato in realtà virtuale.
- Claudio Padica – Senior Interaction Designer di Sólfar Studios, nonché AI Researcher alla Reykjavik University.
- Michael Rubin – Fondatore e Chief Photo Officer di Neomodern.
- David Putrino – Direttore della “Rehabilitation Innovation Icahn School of Medicine” di Mount Sinai, Ph.D in Neuroscienze, responsabile di Telemedicine and Virtual Rehabilitation Medicine al Weill-Cornell Medical College, ed è anche ‘The Chief Mad Scientist’ di Not Impossible Labs.
- Victor Perez – VFX Supervisor sul sequel del film live action di Gabriele Salvatores Il ragazzo invisibile.
- Francesco Filippi (Studio Mistral): da anni attivo nel mondo dell’animazione, autore di cortometraggi e testi divulgativi per giovani filmaker, parlerà del suo ultimo progetto, il mediometraggio Mani Rosse (Red Hands) realizzato con un mix di stop motion e disegni animati.
- Ed Hooks, versatile professionista in campo cinematografico e teatrale, stimato attore, autore e insegnante di recitazione. Proporrà per la prima volta in Italia la sua masterclass “Acting for Animators” (Recitazione per animatori), in esclusiva per il pubblico di VIEW Conference!
- Joe Letteri, Senior VFX Supervisor di Weta Digital, mostrerà l’evoluzione della tecnologia degli effetti speciali e la maestria professionale impiegata in ‘The War – Il Pianeta delle Scimmie’, ultimo capitolo della trilogia-reboot ispirata al celebre classico cinematografico del 1968.
- John Nelson condividerà col pubblico il suo lavoro come supervisore degli effetti visivi nell’attesissimo ritorno di Ridley Scott nel mondo dei “mutanti che (forse) sognano pecore elettriche”: ‘Blade Runner 2049’, uscirà nelle sale il 5 ottobre in Italia e il 6 ottobre negli USA.
- Bill Westenhofer, Visual Effects Supervisor di ‘Wonder Woman’, presenterà il blockbuster ispirato all’eroina DC comics che sta riscuotendo numerosi consensi di pubblico e critica.
- Martin Hill, vincitore di un Oscar tecnico-scientifico, ha supervisionato il lavoro di Weta Digital artefice della complessa e mirabolante resa immaginifica del nuovo film fantascientifico diretto da Luc Besson, ‘Valerian e la città dei mille pianeti’
- Randy Lake, Presidente di Sony Pictures Imageworks.
- Larry Cutler, CTO di Baobab Studios.
- Leslie Iwerks, regista, produttrice, Iwerks & Co.
- Elaina Scott, Animation Supervisor per la popolare serie tv Super Girl della rete The CW
- Bernard Yee, Executive Producer & Program Manager di Oculus Games.
- Megan Brain, Artist and Paper Sculpture Designer
- LK Shelley, Managing Partner, Affiniti Ventures, AV(M), tra i primi a investire nel settore delle startups legate alla tecnologia mobile.
- Jason Bickerstaff, Character Artist, Pixar Animation Studios.
Dopo Biancaneve, Pinocchio , La Bella e la Bestia e Bambi sarà il classico Disney Il re leone il prossimo titolo a godere del trattamento Signature Edition, ovvero ad uscire in Blu-Ray e DVD in un’edizione di pregio che mira a celebrare le opere create o ispirate dal genio di Walt.
Vi ricordiamo che le Signature Edition non sono arrivate in Italia, pertanto l’unico modo per acquistare questo prodotto è comprarlo dall’America.
Ecco l’elenco dei contenuti speciali:
- Una versione completamente nuova del sing-along
- Commento audio con il produttore Don Hahn e i co-registi Roger Allers e Rob Minkoff
- La creazione di un Villain: l’artista David Garibaldi dipinge un capolavoro di malvagità
- Recording session: rari video degli attori durante le loro sessioni di doppiaggio introdotti da Roger Allers e Rob Minkoff
- Nathan Lane e Matthew Broderick: una conversazione per l’Extended version de Il re leone
- Dentro la Story Room: i co-registi Roger Allers e Rob Minkoff presentano cinque footage di archivio della storia originale
- Clip musicali delle canzoni
- Gallery fotografica di storyboards, personaggi, layouts e sfondo
Di seguito il trailer:
The king returns. The Lion King claims its rightful place as part of the Walt Disney Signature Collection on Digital & Disney Movies Anywhere Aug 15, and on Blu-ray Aug 29. Pre-order now: di.sn/60038qNCN
Pubblicato da The Lion King su Lunedì 17 luglio 2017
Manca sempre meno all’uscita del reboot della celeberrima serie animata DuckTales e il D23 Expo ci regala uno sneak peek dall’episodio ”Daytrip of Doom!”.
Eccolo qui di seguito:
La serie sarà mandata in onda sul canale Disney XD e debutterà in America con un episodio speciale di un’ora intitolato ”Woo-ooh” il 12 agosto. Le puntate regolari inizieranno poi a settembre. Per il momento non sappiamo quando arriverà in Italia.
D23 Expo 2017: DisneyToon al lavoro su uno spin off di Planes ambientato nello spazio
Nonostante le voci che parlavano di chiusura imminente, i DisneyToon Studios sono ancora vivi e sono al lavoro su un nuovo film. È stato confermato ieri durante il D23 Expo 2017: John Lasseter ha infatti inaugurato il panel dedicato ai progetti dell’animazione proprio spendendo qualche parola per il terzo studio, quello più piccolo e quello al momento più “sfortunato” dati i massicci licenziamenti del personale che ha subito di recente (che avevano fatto pensare appunto alla chiusura).
Il nuovo film, che arriverà al cinema il 12 aprile 2019, parlerà di aerei ma non sarà parte della saga di Planes, ovvero non avrà gli stessi protagonisti. Tuttavia è ambientato nello stesso universo di Cars e Planes, perciò potrebbe configurarsi come uno spin off dello spin off.
Il titolo provvisorio per ora è Space (è stato specificato che verrà presto cambiato, infatti è stato corretto subito dopo in “Spazio da riempire con un titolo”) e il motivo è presto detto: in una sequenza mostrata chiamata “The speed test” si vedono due aerei gareggiare fianco a fianco, mentre un terzo aereo scende dallo spazio verso la terra planando in mezzo a loro. Il design del test, che non è arrivato online, è stato descritto come estremamente fotorealistico.
Il film sarà diretto da Klay Hall e Bobs Gannaway (quest’ultimo ha diretto anche Planes 2). Qui sotto trovate la prima immagine diffusa subito dopo il panel.
Tutti gli annunci dell’animazione al D23 Expo 2017

Recensione: Sasha e il Polo Nord
Sembra un controsenso provare una punta di delusione per la situazione attuale dell’animazione occidentale, quando negli ultimi anni i vertici di tutte le classifiche del box office sono stati conquistati sistematicamente da film animati. È una contraddizione piuttosto interessante, perché effettivamente i film che escono dai grandi studi (Zootropolis, Oceania, Inside Out, Sing) sono per la maggior parte ottimi prodotti, che spesso non hanno proprio nulla fuori posto (e gli incassi lo confermano), e tuttavia l’industria alla base cammina sul filo del rasoio, in attesa del passo falso che farà crollare il castello di carte.
Il problema principale probabilmente è che si tratta di executives-driven movies, cioè di film che di fatto sono in mano dal punto di vista anche creativo a un gruppo di dirigenti e ai colossali reparti di marketing e merchandise, entrati a tal punto nel processo produttivo da mettere in discussione la libertà creativa dei registi o degli artisti. Quando un’opera diventa una merce, chi crea arte ha una sola via d’uscita: essere talmente brillante da riuscire a scavalcare in maniera intelligente i limiti imposti. Nulla di nuovo, è una discussione vecchia quanto è vecchia l’arte. Meno libertà creativa significa minor varietà delle tecniche artistiche, meno diversità di voci e un target contenuto in determinate fasce (i famosi “family friendly movies”).

È invece curioso osservare cosa sta accadendo in Europa, dove l’animazione sta piano piano rinascendo e dove invece i problemi sono ben diversi: da noi non si hanno troppi soldi da spendere, se ne hanno troppo pochi. E in questo senso, Sasha e il Polo Nord, film franco-danese del 2015 arrivato solo a maggio 2017 nelle sale italiane, è un esempio perfetto da analizzare.
Come spesso accade guardando questi film, se si è appassionati di un certo tipo di animazione americana, per alcuni minuti è inevitabile immaginarsi come sarebbe stata una storia così profonda e interessante se i filmmakers avessero avuto più budget da investirci. Se fosse stata in full animation, se ci fossero stati più soldi per gli effetti o magari anche per ampliare il finale che risulta un po’ affrettato. Ci vuole un po’ a comprendere il segreto: film come Sasha e il Polo Nord e i suoi fratelli europei a basso budget sono gioielli proprio perché trasformano l’economia di budget nel loro punto di forza. Fanno proprie le limitazioni dovute alle scarse risorse, rendendole stile ed estetica. Questa è una lezione che possiamo riscontrare anche nella storia Disney: forse non tutti lo ricorderanno, ma alcune delle migliori soluzioni visive, stilistiche e narrative furono create ed adottate nei film ad episodi degli anni ’40 o nei cortometraggi con budget risicato, che costringevano gli artisti a design minimali, animazione stilizzata e a tutta una serie di espedienti che, pur essendo nati in un momento di difficoltà economica, portavano avanti l’arte dell’animazione segnando epoche.

L’opera di Rémi Chayé (il cui titolo italiano, bisogna dirlo, è decisamente poco ispirato) abbraccia tutto questo e lo unisce alla storia appassionante di una ragazza che non si ferma davanti a nulla, decisa a ritrovare i resti della nave con la quale tanti anni prima suo nonno fece naufragio. Anche il messaggio della storia propone una curiosa variazione sul tema: se normalmente il bello del viaggio non è mai la meta ma ciò che si vive nel raggiungerla, in Sasha e il Polo Nord quello che conta è arrivare, raggiungere il proprio obiettivo, piantare quella bandierina che significa “ce l’ho fatta”. Si deve arrivare alla meta perché ad attenderci c’è qualcosa di meraviglioso, e solo allora la bellezza di ciò che troveremo ci farà rivalutare la fatica e le sofferenze del viaggio.
Si perdonano allora il finale che sembra incompleto o la scarsa empatia che suscitano alcuni personaggi poco approfonditi (comunque difetti veramente minimali, soprattutto se consideriamo che si tratta dell’esordio alla regia di Chayé). Sasha e il Polo Nord è un’opera raffinata, che ci fa guardare alle possibilità dell’animazione europea con grande anticipazione.“Less is more”, si diceva, e nel caso di Sasha e il Polo Nord è verissimo: spesso i veri gioielli sono nascosti, da trovare guardando con attenzione.
10 film d’animazione europei da tenere d’occhio
