Analisi dell’adattamento italiano de Le Follie dell’Imperatore.
A cura di Blagoja Belchevski
All’interno della decima edizione della Festa del Cinema di Roma è stata organizzata, per la prima volta in Europa, una retrospettiva Pixar. Nell’ambito della rassegna, abbiamo partecipato oggi a una emozionante masterclass con Kelsey Mann, supervisore alla storia del nuovo film dei Pixar Studios, “Il Viaggio di Arlo”.
Mann, con la sua straordinaria capacità di coinvolgere ed emozionare il pubblico, ha presentato delle scene in anteprima del nuovo film Pixar.
L’artista Pixar, dopo aver parlato del travagliato percorso personale che l’ha portato alla Pixar, è passato a descrivere il lavoro che vi svolge attualmente.
Entrato agli studi di Emeryville nel 2009, ha iniziato come story artist alla lavorazione di “Monsters University”, ottenendo presto una promozione a supervisore alla storia dello stesso film. Il suo percorso alla Pixar l’ha poi portato a dirigere il divertentissimo corto “Party Central”. Il suo lavoro a “Il Viaggio di Arlo” è iniziato, invece, a film avviato, al momento del cambio di regia, quando il nuovo regista Peter Sohn l’ha scelto come nuovo story supervisor.
Quello dello story artist è un lavoro molto eterogeneo, ha spiegato alla platea, un lavoro che permette di trasformare le parole della sceneggiatura nella potenza delle immagini.
È proprio la bellezza delle immagini che colpisce nei footage mostrati di “Il Viaggio di Arlo”, un film in cui un ruolo fondamentale è giocato dalla natura, la cui maestosità viene rappresentata da un meraviglioso fotorealismo.
Il film ruota intorno al rapporto ragazzino-cane, ma Mann spiega che alla Pixar hanno voluto attuare un ribaltamento di questa classica relazione, facendo comportare da ragazzino il dinosauro Arlo e da cane il piccolo umano Spot.
Diretto da Peter Sohn e prodotto da Denise Ream, “Il Viaggio di Arlo” arriverà nelle sale italiane il 25 novembre 2015 accompagnato dal cortometraggio “Sanjay’s Super Team”.
Potete vedere QUI l’ultimo trailer italiano del film.
Si è svolta il 14 settembre a Roma la conferenza stampa per l’uscita di Inside Out, l’ultimo film dei Pixar Animation Studios. A presentare il film e a rispondere alle domande della stampa c’era il regista Pete Docter, che aveva già diretto i due Pixar Monsters & Co. e Up.
Noi di Impero Disney abbiamo avuto il piacere di essere presenti alla conferenza stampa e di ascoltare le risposte di Docter che, tra divertenti e toccanti aneddoti e particolari ci ha offerto una bellissima panoramica sull’ultimo capolavoro Pixar.
Nell’articolo è presente qualche piccolo SPOILER. Vi invito a leggerlo dopo la visione del film.
Docter ci ha raccontato di come l’idea per un film con emozioni come protagonisti sia piaciuta subito a John Lasseter, che l’ha spinto a continuare a svilupparla.
“Tutto è iniziato guardando mia figlia crescere. Lei è la voce della piccola Ellie in Up […] e assomiglia molto al personaggio di Ellie. Fino a che non ha compiuto 11 anni. Da allora ha cambiato atteggiamento. Continuavo a chiedermi «cosa accade nella sua testa?»” La crescita è il vero tema del film.
Dopo aver deciso che le emozioni sarebbero state i protagonisti del film, il problema era come rappresentare visivamente la mente umana. “Abbiamo capito subito che non dovevamo rappresentare il cervello, con i suoi vasi sanguigni e i suoi dendriti, ma la mente, qualcosa di astratto. Per renderla più concreta l’abbiamo inizialmente pensata come un teatro con un palco, un backstage, i camerini, ma non funzionava. Così abbiamo provato una nave, con gli alloggi del capitano, la sala motori. Cercavamo una metafora che potesse rappresentare la mente, ma nessuna di queste funzionava. Così abbiamo dovuto creare la nostra realtà, che è quella che vediamo nel film”.
Per quanto riguarda le ispirazioni visive per i personaggi di Inside Out, Docter menziona i lavori di Tex Avery, Chuck Jones e Jack Kinney. Racconta di come, essendo animatore e autore, si è ritrovato a vedere i loro lavori decine di volte soffermandosi sulla capacità di esprimere emozioni attraverso il movimento. “Era la nostra occasione per rendere omaggio a queste persone”.
Rispondendo a una domanda sul valore di Inside Out come summa di tutti i Pixar realizzati fino ad ora, Docter si riferisce a un’immagine che gira da tempo in rete (la trovate qui sotto), specificando che non è una cosa a cui alla Pixar hanno pensato durante la realizzazione, ma che comunque ha un suo senso. “Penso che per tutti i film che abbiamo realizzato, il nostro obiettivo ultimo era fare in modo che le persone provassero emozioni guardandoli”.
Il regista ammette poi il corto Disney Reason and Emotion, del 1943, come uno dei riferimenti per il film, così come il libro “The Illusion of Life” di Frank Thomas e Ollie Johnson, due dei Nine Old Men, gli storici animatori Disney.
Passando poi a parlare del bellissimo messaggio del film: “tutti vorremmo essere felici nelle nostre vite. Come genitore vorrei che i miei figli fossero felici. Ma la vita non è sempre felice. Ci sono delusioni, perdite. Questa è la ragione per cui abbiamo le altre emozioni, […] ci aiutano a gestire le difficoltà e le complessità della vita. La vita non è sempre felice, siamo cresciuti con i film Disney, con i lieti fine, ma a volte c’è più complessità e abbiamo cercato di rappresentarla nel film”.
Come per gli altri Pixar abbiamo visto andare lo staff in giro per il mondo a documentarsi su quello che dovevano rappresentare, anche per Inside Out c’è stato un notevole lavoro di ricerca. “Ci siamo molto divertiti a leggere Freud e Jung e tutte queste persone che hanno provato a leggere la mente. È sempre interessante imparare cose nuove su come sono fatte le persone. Il grande divertimento di realizzare questo film è stato nella ricerca. Il fatto è che nessuno sa veramente come funzioni la mente e questo è il motivo per cui ci sono tutte queste teorie. Stavamo comunque realizzando un film d’animazione e abbiamo scelto quello che poteva essere più divertente piuttosto che la verità scientifica. Abbiamo imparato molto nelle ricerche, soprattutto sul ragionamento, sul modo in cui ricordiamo”. Passando poi allo specifico ha raccontato di come avessero voluto realizzare una versione pop del subconscio di Jung, e di come, per la Cineproduzione sogni, si siano divertiti a immaginare un gruppo di persone con budget e tempi limitati.
Non è stato definito da subito il numero di emozioni. “Abbiamo provato Orgoglio, Speranza, Shottenfroid (la gioia nel vedere il fallimento delle altre persone) e molte cose diverse. Alla fine cinque ci è sembrato un buon numero. Alcune delle qualità degli altri personaggi, per esempio di Speranza, abbiamo finito per darle a Gioia, che raggruppa parte delle emozioni positive”.
“Volevamo che Gioia avesse più sostanza, più sfaccettature. L’idea che non fosse monocromatica ci attirava visivamente. Il blu dei suoi capelli è anche un’anticipazione del suo viaggio”.
Con Monsters & Co. esploravamo le paure di una bambina di 2 anni, in Up avevamo un bambino di 8 anni, con Inside Out siamo finalmente arrivati all’adolescenza. “Guardare i miei figli crescere è stata un’esperienza meravigliosa che mi ha fatto riflettere anche sulla mia crescita personale. Non so quello che succederà ora che i miei figli stanno crescendo, probabilmente sarò senza lavoro!”.
Durante la realizzazione lo staff non ha potuto fare a meno di chiedersi se il messaggio del film sarebbe stato colto da bambini più piccoli dell’undicenne Riley, protagonista umana del film.
Docter racconta che un ragazzo che lavora alla Pixar ha portato il figlio a una delle proiezioni di prova del film. Il giorno dopo la proiezione, il bambino è tornato a lezione di nuoto, dove fino alla settimana prima aveva paura di tuffarsi dal trampolino, tuffandosi stavolta senza problemi. Il bambino ha spiegato poi che Paura era al comando. “Aveva colto completamente il messaggio del film e questo è più di quanto potessi chiedere. Ho questa teoria che i bambini, prima di imparare qualsiasi linguaggio, parlino il linguaggio delle emozioni. Quando mio figlio era piccolo, io e mia moglie abbiamo avuto una discussione. Lui non aveva idea del motivo della nostra discussione, ma ha letto comunque le nostre emozioni. Penso che tutti i bambini riescano a leggere le emozioni molto bene e che questo film possa creare facilmente un legame con loro”.
Trovate QUI le nostre foto del red carpet romano di Inside Out.
Oggi si è aperto il D23 Expo, la celeberrima fiera Disney che si tiene ogni due anni ad Anaheim, California, che porta grandi annunci e novità. Tra i primi panel di questa quarta edizione spicca quello dedicato a Inside Out, l’ultimo film Pixar recentemente uscito in America, che arriverà nelle sale italiane a Settembre.
Pete Docter, Jonas Rivera, and Phyllis Smith at the #InsideOut panel! #D23Expo pic.twitter.com/g3m8e6OBca
— Anya Crittenton (@anyacrittenton) 14 Agosto 2015
The crowd is all ears for frowns and tears at the #InsideOut panel at #D23EXPO. pic.twitter.com/ukoGRhEO0s
— Disney•Pixar (@DisneyPixar) 14 Agosto 2015
Scopriamo per esempio che Tristezza era stata pensata molto diversamente. Innanzitutto doveva essere un personaggio maschile, successivamente diventata donna. Il design del personaggio si è modificato radicalmente nelle varie fasi della produzione. Inoltre, inizialmente ogni personaggio doveva avere un nome proprio, piuttosto che essere semplicemente chiamato come l’emozione che impersona. Tristezza doveva essere “Bud“.
Gli autori del film hanno rivelato che prima di decidere i nomi dei personaggi, Tristezza si chiamava “Bud”. #D23Expo — Impero Disney (@ImperoDisney) 14 Agosto 2015
Jonas Rivera, Phyllis Smith, and Pete Docter are turning #InsideOut inside out at #D23EXPO. pic.twitter.com/VJlr721JCb
— Disney•Pixar (@DisneyPixar) 14 Agosto 2015
L’8 aprile è uscito in DVD, Blu Ray, Blu Ray 3D e in una esclusiva edizione steelbook “Big Hero 6”, l’ultimo Classico targato Walt Disney Animation Studios che strizza l’occhio al mondo Marvel, senza perdere il suo cuore Disney. Abbiamo recensito per voi una copia del Blu Ray 3D.
“Il film racconta la storia dell’enfant prodige esperto di robot Hiro Hamada, che impara a gestire le sue geniali capacità grazie a suo fratello, il brillante Tadashi, e ai suoi amici: l’adrenalica Go Go Tamago, il maniaco dell’ordine Wasabi No-Ginger, la maga della chimica Honey Lemon e l’entusiasta Fred. Quando una serie di circostanze disastrose catapultano i protagonisti al centro di un pericoloso complotto che si consuma sulle strade di San Fransokyo, Hiro si rivolge a Baymax, e trasforma il suo gruppo di amici in una squadra altamente tecnologica, per riuscire a risolvere il mistero”.
Parleremo solo velocemente del film, rimandandovi alle nostre recensioni complete QUI e QUI.
Big Hero 6 è un film che funziona molto bene, svolgendosi senza intoppi. Tuttavia, quello che rimane a fine visione è un leggero sapore amaro, di chi si ritrova davanti a qualcosa che poteva essere tantissimo, e invece è solo bello. Nel particolare, quello che non funziona è l’utilizzo che si è fatto di situazioni, moventi e personaggi con potenzialità estremamente alte, che però risultano sprecate in una sequenza di eventi che non rende loro giustizia. La pubertà, il movente del cattivo, quello che capita a Hiro, la vicinanza degli amici sono questioni dall’enorme potenza espressiva e emotiva, che non riescono a sfondare la quarta parete e vengono trattate in maniera sommaria e veloce. Va comunque detto che il film è bellissimo da vedere anche con questi difetti
Quello che colpisce è la carica di elementi innovativi che vengono portati nella tradizione dei Classici Disney. L’ambiente universitario, San Francisco, gli innesti di cultura giapponese sono tutti elementi e influenze prese dalla cultura contemporanea e trasposti nel film senza filtri o alterazioni. Probabilmente solo i Robinson aveva precedentemente osato tanto.
L’altro grande fattore, di cui sono rimasto particolarmente colpito, è quello di rendere protagonista un robot infermiere. Può sembrare una cosa secondaria, ma se si guarda all’immaginario cinematografico della robotica (fatto di Transformers, bot duelli, macchine da guerra), la scelta di un robot infermiere, ovvero un robot socialmente utile che grazie al suo aspetto coccoloso e ai suoi strumenti è creato per curare, dare sostegno e aiutare le persone; appare assolutamente innovativa.
BLU RAY
L’edizione si presenta in linea con le ultime uscite: la slipcover è un’esclusiva solo dell’edizione 3D, con un effetto metallizzato e cornice grigia. All’interno contiene il disco Blu Ray 3D serigrafato e il Blu Ray invece blu, come potete vedere nelle foto in calce.
Dal punto di vista tecnico, la qualità video è spettacolare. Sarete sommersi da una quantità di dettagli e un fotorealismo spaventosi, che realmente colpisce e dimostra il grande livello tecnico a cui sono arrivati i WDAS. Inoltre, il menù animato è veramente degno di nota, con i sei supereroi che mostrano i loro poteri in una breve sequenza d’impatto.
Il 3D casalingo si dimostra sempre una spanna sopra quello cinematografico, e regala una profondità da togliere il fiato. Le viste della città sono uno spettacolo visivo che da solo vale tutta l’edizione, ma al di là dei spettacolarismi, funziona egregiamente per tutta la lunghezza del film.
L’audio italiano invece viene presentato nel solito DTS 5.1. Come traccia funziona perfettamente anche con questa codifica, ma di certo non tiene testa all’audio in alta definizione riservato al Tedesco e Inglese.
CONTENUTI SPECIALI
Due anteprime esclusive
Il trailer di Inside Out, che mostra le emozioni nella storia dei film Pixar, per poi presentare il film di Pete Docter in uscita a settembre 2015.
L’altro trailer è di Trilli e la creatura leggendaria, film dei DisneyToon Studios in uscita in home video il 20 maggio.
L’Origine di Big Hero 6
In questo Making of, Jamie Chung (la doppiatrice originale di GoGo Tomago) ci porta a scoprire le fasi di realizzazione del film. Seguono poi una serie di interviste a Don Hall e Chris Williams (i due registi del film) e a Roy Conli (produttore), che ci parlano delle sfide affrontate durante la produzione. Si parte dalla problematica base della storia, ovvero come riuscire a creare un film di supereroi, mantenendo la struttura e l’anima del Classico Disney. Si parla poi dell’importanza del rapporto tra i due fratelli. È stato particolare il fatto che Don Hall, in quanto figlio unico, ha chiesto ai membri dell staff di raccontare il loro rapporto con i propri fratelli, per creare delle dinamiche il più possibile realistiche. All’interno dei WDAS si tengono poi periodicamente delle riunioni di tutti i dipendenti, anche quelli che lavorano ad altri progetti, per avere un feedback sullo sviluppo del progetto, su possibili criticità e quant’altro. Per realizzare Baymax è stata fatta una ricerca sull’avanzamento della tecnologia robotica, anche quella ancora teorica, per fare in modo che il film si basasse su realtà scientifiche e tecnologiche solide. Don Hall e Roy Conli ci parlano poi della scena del volo, che ha un significato molto più profondo di quanto possa sembrare. Infatti, il volo è quel sogno che ogni persona ha fin da quando è bambino, e Hiro riesce a realizzarlo. E lo fa insieme a Baymax, e questo rappresenta il momento in cui i due riescono ad entrare realmente in simbiosi. Inoltre, la scena di volo permette una vista d’insieme della città. La sua realizzazione è stata molto ardua, in quanto unisce le astmosfere di San Francisco a quelle di Tokyo. È stato creato un software apposito, Hyperion, per poter gestire in maniera estremamente realistica la luce della città e degli ambienti esterni,
Big Animator 6
Una breve discussione tra gli animatori dei personaggi principali di Big Hero 6, che raccontano delle difficoltà nell’animazione dei vari personaggi. In particolare, l’attenzione è su come caratterizzare i personaggi utilizzando delle differenti movenze.
Il Corto di Topolino Odissea a Tokyo
Realizzato dai Disney Television Animation, è la simpatica avventura di Topolino che cerca di andare a lavorare con gli avanzati mezzi di trasporto giapponesi. Alla fine c’è anche un simpatico cameo di Casimiro.
Scene Eliminate
In definitiva è un’edizione assolutamente consigliata, in quanto propone il film al massimo delle sue possibilità visive, con un livello di dettaglio e realismo veramente notevole e un 3D che vi lascerà incantati.
Anche i contenuti speciali, seppur brevi, sono molto interessanti e approfondiscono sufficientemente la storia del film.
Se non l’avete ancora preso, correte ad acquistarlo!
Pasqua sta arrivando e noi di Impero Disney abbiamo deciso di festeggiarla con voi organizzando un nuovo concorso a premi! Partecipare è semplice e davvero divertente!
Per poter vincere un bellissimo Tsum Tsum (scelto da voi) dovrete semplicemente scattare una foto ai vostri peluche, alle vostre bambole o ai vostri giocattoli Disney (e quindi stiamo chiaramente parlando anche di Pixar, Marvel e LucasFilm) e ricreare con loro una scena del film dal quale provengono! In quest’articolo pote trovare degli esempi.
COME PARTECIPARE
Potete inviare un massimo di due immagini a testa. Alle foto NON possono essere aggiunti effetti speciali o altro, per quanto è permesso l’uso di filtri. Ricordate che le immagini saranno ritagliate in un formato quadrato. Cercate inoltre di mandarci le foto nella migliore qualità possibile, per evitare di pubblicarle sgranate!
La foto più bella, scelta da noi amministratori, verrà premiata con la pubblicazione ufficiale sulla nostra pagina Facebook e sui nostri canali Twitter e Instagram, ma soprattutto vincerà un tenerissimo mini TsumTsum… scelto da voi!
Inoltre, le due foto con più “mi piace” saranno pubblicate (sempre con il logo) sulla nostra pagina Facebook e sui nostri canali Twitter e Instagram.
Avete tempo per mandarci le vostre parodie fino a Domenica 29. Possibilmente via mail all’indirizzo imperodisney@gmail.com.
Se non avete una mail, vi consigliamo di caricarle su un sito per immagini come postimg.org e poi inviarci il link diretto via facebook!
Il giorno dopo saranno caricate in un apposito album per farle votare dai vostri amici e dai nostri fan.
Il contest si chiuderà il 5 Aprile, con la decretazione dei 3 vincitori. Che vincano i migliori!
Le immagini verranno taggate con il nome del creatore e il logo di Impero Disney.
Oggi si sono conclusi i 5th Empire Awards, la quinta edizione degli Oscar Imperiali che noi di Impero Disney organizziamo in contemporanea ai veri Oscar per eleggere il miglior film, i migliori personaggi, la miglior canzone e molto altro ancora tra tutte le uscite Disney dell’anno appena trascorso, il 2014. Abbiamo ricevuto tantissimi voti e siamo davvero soddisfatti di questa piccola iniziativa! Grazie a tutti i fan che hanno partecipato!
Vi avevamo presentato la lista dei candidati, ed ecco invece tutti i vincitori.
Miglior Film Disney: Saving Mr.Banks
Miglior Cortometraggio o Mediometraggio Disney: Winston
Migliori Protagonisti Disney: Walt Disney & Pamela Travers

Miglior “Spalla” Non Protagonista: Baymax

Miglior Cattivo Disney: Il Soldato d’Inverno

Miglior Canzone Disney: Immortals (Big Hero 6)
Miglior Film Animato NON Disney: Si Alza il Vento
Film Disney Più Atteso del 2015: Inside Out
Alla prossima edizione!
Dopo i precedenti appuntamenti, continuiamo con la pubblicazione di questa bellissima serie di fan art!
Disney University è una serie di fan art, diventata famosa su Deviantart, creata dall’artista spagnolo Hyung86.
La serie è ispirata dal recente film Pixar Monsters University. L’idea di immaginare alcuni personaggi Disney e Pixar alle prese con l’università è sicuramente affascinante, ma qui viene portata agli estremi. Non solo i personaggi escono dai propri film per diventare persone “reali”, ma anche i protagonisti animali vengono umanizzati, come nel caso di Bambi, Simba ecc. Inoltre, in questo para-universo Disneyano, i cattivi diventano i professori universitari (e su di loro scriveremo un articolo apposito).
L’opera del fan non si esaurisce nella grafica. Ogni personaggio infatti è accompagnato da una didascalia, e tutte insieme formano una vera e propria trama fatta di amicizie, club, rivalità, e quanto si può trovare in un college americano. Forse, è la parte più interessante di queste creazioni.
I risultati grafici, malgrado la coerenza e omogeneità, non sono sempre riusciti al massimo. Qualche volta per problemi di proporzioni, altre volte per scelte artistiche non proprio condivisibili.
I personaggi pubblicati da Hyung86 sono tantissimi, e per questo non li pubblicheremo tutti insieme, ma faremo una serie di articoli che potete trovare raccolti qui, oppure nella nostra galleria su facebook. Cliccate sopra una qualsiasi immagine per averla a tutto schermo, completa di didascalia.
Prossimamente arriveranno i professori!
Il 4 Febbraio è uscito in DVD, Blu Ray e Blu Ray 3D “Guardiani della Galassia”, il film Marvel di fantascienza che strizza l’occhio alle saghe di Star Wars e Star Trek. Abbiamo recensito per voi la copia Blu Ray.
Guardians of the Galaxy è un’avventura epica che proietta l’universo cinematografico Marvel nello spazio infinito. L’audace esploratore Peter Quill è inseguito dai cacciatori di taglie per aver rubato una misteriosa sfera ambita da Ronan, un essere malvagio la cui sfrenata ambizione minaccia l’intero universo. Per sfuggire all’ostinato Ronan, Quill è costretto a una scomoda alleanza con quattro improbabili personaggi: Rocket, un procione armato; Groot, un umanoide dalle sembianze di un albero; la letale ed enigmatica Gamora e il vendicativo Drax il Distruttore. Ma quando Quill scopre il vero potere della sfera e la minaccia che costituisce per il cosmo, farà di tutto per guidare questa squadra improvvisata in un’ultima, disperata battaglia per salvare il destino della galassia.
Abbiamo già recensito il film ma, brevemente, le mie impressioni sono più che positive. La trama, seppur un po’ scontata, regge e viene aiutata da ottimi attori, un ritmo incalzante e una cura dei particolari visivi e cromatici fantastica. Nei contenuti speciali si parla infatti, tra le altre cose, proprio della volontà di puntare molto sulla colorazione, per dare delle tonalità ad un film sci-fi che di solito si focalizza su tinte più scure. Potete trovare approfondimenti a riguardo in questa intervista.
L’edizione si presenta in linea con le ultime uscite: assenza di slipcover (riservata solo all’edizione 3D), interno bianco e disco blu, come potete vedere nelle foto in calce. Mentre dal punto di vista tecnico, il formato video è ottimo, con un flusso video che si attesta sempre su valori abbastanza alti, di 25/30 Mbps. L’audio italiano invece viene presentato nel solito DTS 5.0, una codifica buona ma che si può trovare in qualsiasi DVD. Di certo, due gradini sotto le codifiche in alta definizione riservate al Tedesco e Inglese.
I contenuti speciali, seppur pochi, sono molto interessanti:
In definitiva un’edizione molto buona, anche se si poteva fare qualcosa di più per l’estetica e l’audio, ma il film vale la candela. Vi lasciamo i link per prenotare la vostra copia su Amazon!
Guardiani della Galassia (DVD) Guardiani della Galassia (Blu-ray)
Guardiani della Galassia (Blu-ray 3D)
Alcune foto dell’edizione Blu Ray
Quella che vedete in foto doveva essere la cover di Topolino dedicata all’attentato di Charlie Hebdo, primo di una serie che ha paralizzato Parigi per tre giorni. La Panini, attuale casa editrice di Topolino, ha annunciato con un comunicato stampa che questa cover non sarebbe stata pubblicata, in quanto era solo una delle possibili copertine pensate per questo numero. La decisione, per quanto fatta in buona fede, arriva dopo alcune critiche mosse al settimanale da alcuni giornalisti. Non vogliamo contestare la scelta dell’editore, perché non spetta a noi farlo, ma ci sembrava doveroso rispondere alle critiche e difendere un giornale che ci sta a cuore. Ci riferiamo in particolare a questo pezzo:

Un articolo del genere colpisce per il fatto di basarsi su fatti o convinzioni che non sono solo errate, ma anche banali. Si parla di “sporcare la fantasia con il moralismo di uno slogan diventato vacuo” e di proteggere le innocenti camerette dei bambini. Purtroppo questo è il triste destino di Disney e di Topolino, in un paese in cui l’animazione e il fumetto non sono arte: perdere di credibilità per “colpa” del grande potere di essere un prodotto trasversale, in grado di parlare anche ai bambini. L’allarmismo quando si tratta dei minori è salito alle stelle, fino al punto di avere paura di un disegno con paperi, topi e tartufati di tutte le etnie che tengono in mano una matita. Topolino è per bambini, e a quelle cose ci devono pensare i genitori. Mettiamoci del resto nei panni di un adulto che si trova a dover spiegare al figlioletto cos’è il terrorismo e perché sono morte tutte quelle persone. Impossibile, direte giustamente voi lettori.
Proprio per questo, il tentativo di uscire con questa cover viene definito “un punto a favore dei tagliagole“, un “cedimento alla strategia del terrore“, perché “le tacche di sangue varcano i confini delle camerette“. A quanto pare, il modo giusto per difendere un minore è tappargli bene occhi e orecchie affinché non venga a contatto con la realtà. Rinchiuderlo in quel mondo del sogno e della fantasia di cui si era accennato sopra, e augurarsi che non faccia domande. Lasciarlo ignorante, insomma. E non a caso, poco dopo lo stesso giornalista nomina anche le temutissime rivendicazioni LGBT: “assecondando la tirannia del pensiero unico a vocazione pedagogica, arriveranno anche le copertine arcobaleno“. Sembra un’associazione priva di senso, ma la realtà è che si ha paura che un giornaletto per bambini sia contaminato da “certe cose“. Ci chiediamo che dignità abbia davvero un bambino per tutti questi arroganti difensori dell’innocenza e della purezza dell’infanzia.
Si potrebbe continuare dicendo che creare ignoranza è proprio il primo passo per creare il terrorismo. Oppure potremmo domandare a chi parla di schieramenti (“Topolino non deve schierarsi“) quali siano queste fantomatiche fazioni coinvolte nella strage di Charlie Hebdo. Potremmo dire che ancora non abbiamo capito che non è “colpa loro” o “colpa di altri“, è colpa di tutti, nel momento in cui, appunto, tappiamo gli occhi, le orecchie e la bocca a qualcuno. Ma noi ci chiamiamo Impero Disney e ci occupiamo di Disney, quindi non andremo oltre.
La Disney si è sempre schierata. Non dalla parte di questo o quel politico o di questa o quella fazione, ma dalla parte della libertà, del rispetto, della risata che unisce tutti davanti a una pagina a fumetti o a un cartone animato. E soprattutto dalla parte dei bambini (stavolta per davvero!), rifiutandosi sempre di parlare loro come se fossero incapaci di capire, ma anzi trovando la giusta formula per metterli davanti a grandi temi e grandi domande. Che non significa trattarli da adulti, significa insegnar loro a ragionare e a essere liberi. Insomma, se volete davvero proteggere i vostri figli, un buon inizio potrebbe essere cominciare a leggere Topolino.
(Articolo scritto a 4 mani da Alessandro Biti e Irene Rosignoli)
