Con una mossa che ha molto emozionato l’intera community di appassionati di animazione, Netflix ha deciso di investire in un settore in cui nessuno dei grandi studi crede più: l’animazione tradizionale, o 2D.
Sarà infatti il celebre servizio di streaming a produrre il film in 2D Klaus, che per molti anni è stato in pre-produzione presso gli SPA Studios per mano di Sergio Pablos, animatore noto soprattutto per aver creato la saga di Cattivissimo Me per la Illumination Entertainment (ma ha anche un passato in Disney, avendo lavorato a classici come Il Gobbo di Notre Dame, Hercules e Tarzan).
Il film combinerà l’animazione tradizionale con elementi di computer grafica per ottenere il meglio da entrambe le tecniche, con un procedimento simile a quello visto nel corto Disney Paperman.
La storia racconterà le origini della figura di Babbo Natale e avrà per protagonista uno sbadato e disperato portalettere.
I produttori saranno Tanguy Olivier, Gustavo Ferrada e Marisa Roman, mentre Jinko Gotoh è la produttrice esecutiva. Il film sarà realizzato a Madrid presso gli SPA Studios e l’uscita su Netflix è prevista per il 2019.
Qui sotto potete vedere un primo test per l’animazione di Klaus:
[vimeo 126287950 w=640 h=346]
Fonte: Cartoon Brew
animazione
Disney in TV, la programmazione natalizia 2017
Come ogni anno, segnaliamo la programmazione dei film Disney che saranno trasmessi in Tv durante le feste natalizie.
Vi ricordiamo che per scelta preferiamo segnalare soltanto i film trasmessi in chiaro, perché saranno gli unici che seguiremo tutti insieme sui nostri social (Facebook, Twitter, Instagram e il nostro Gruppo Nazionale al quale potete chiedere l’accesso).
Questo articolo è in continuo aggiornamento.

7 dicembre
Frozen – Le avventure di Olaf – Rai 2, 21:05
Alla ricerca di Nemo – Rai 2, 21:25
8 dicembre
Muppets 2: Ricercati – Rai 2, 8:05
Cars, Motori ruggenti – Rai 2, 14:00
Pocahontas – Rai 2, 16:00
Happy Birthday Topolino – Rai 2, 17:20
9 dicembre
Il Canto di Natale di Topolino – Rai YoYo, ore 18.15
10 dicembre
Lilo & Stitch – Rai Gulp, ore 21.00
Saving Mr. Banks – Rai 3, ore 21.30
17 dicembre
Le avventure di Timothy Green – Rai 3, ore 21.30
21 dicembre
Prince of Persia – Rai 2, ore 21.05
23 dicembre
Toy Story – Rai 3, ore 16.45
T come Tigro – Rai YoYo, ore 18.00
Ribelle The Brave – Rai 2, ore 21.05
24 dicembre
Trilli e il tesoro perduto – Rai 2, ore 7.00
Il grande e potente Oz – Rai 3, ore 14.30
Toy Story 2 – Rai 2, ore 16.40
Canto di Natale di Topolino – Rai YoYo, ore 18.15
The Nightmare Before Christmas – Rai Gulp, ore 21.00
Corti Pixar – Rai 2, ore 21.10
Frozen – Il regno di ghiaccio – Rai 2, ore 21.20
A Christmas Carol – Rai 2, ore 23.05
25 dicembre
Bolt – Rai 3, ore 10.25
Il principe e il povero – Rai 2, ore 18.15
Big Hero 6 – Rai 3, ore 21.15
African Cats – Rai 3, ore 23.35
26 dicembre
I Robinson – Rai 3, ore 10.30
28 dicembre
La carica dei 101 – Questa volta la magia è vera – Rai 2, ore 21.20
La carica dei 102 – Un nuovo colpo di coda – A seguire
29 dicembre
Maleficent – Rai 1, ore 21.20
30 dicembre
Mucche alla Riscossa – Rai 2, ore 7.25
Toy Story 3 – Rai 3, ore 16.50
31 dicembre
Trilli e il grande salvataggio – Rai 2, ore 7.40
Trilli e il segreto delle ali – Rai 2, ore 8.50
Lilo e Stitch – Rai 2, ore 10.00
Aladdin – Rai 2, ore 13.35
Robin Hood – Rai 2, ore 15.00
Planes – Rai 2, ore 16.30
Planes 2 – Rai 2, ore 18.00
Dumbo – Rai 2, ore 19.25
Gli Aristogatti – Rai 2, ore 21.20
Uno Zoo in Fuga – Rai 2, ore 22.55
1 gennaio
Rapunzel – Rai 2, ore 21.10
La principessa e il ranocchio – Rai 2, ore 23.05
3 gennaio
Hercules – Rai 3, ore 10.30
5 gennaio
Cenerentola (live action 2015) – Rai 1, ore 21.25
6 gennaio
Gli Incredibili – Rai 3, ore 16.40
Alice in Wonderland – Rai 2, ore 21.05
7 gennaio
Frankenweenie – Rai 3, ore 9,45
Fonte: Disney Digital Forum, Ultime Notizie Flash
View Conference 2017: intervista a Cinzia Angelini, regista del corto Mila
350 artisti, 35 paesi, un solo obiettivo: realizzare Mila, un cortometraggio indipendente nato da un’idea tutta italiana.
Mila è la storia di una bambina che perde la sua famiglia durante la guerra a Trento, in Italia. Grazie a una giovane donna che l’aiuta, Mila sopravvive a un bombardamento devastante ma perde anche la casa che la ospitava. Mila allora stringe forte tra le mani gli ultimi resti del suo passato: un cappello ormai logoro e un biglietto del carosello ridotto a brandelli. Donna e bambina sopravvivono alla notte devastata dalla guerra e al mattino dopo risorgono per testimoniare l’inizio della fine della guerra. Con le loro perdite e il loro calvario, trovano insieme la salvezza e il conforto l’una con l’altra, e iniziano a costruire una nuova vita insieme.
Sostieni il corto sul sito ufficiale
Il progetto è stato presentato a View Conference 2017 dalla regista Cinzia Angelini e dal VFX supervisor Valerio Oss. Noi abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Cinzia per alcune domande su Mila, ed ecco cosa ci ha rivelato.

Come è nata l’idea di questo progetto indipendente? Siete stati i primi a tentare un’impresa simile?
Quando abbiamo iniziato 7 anni fa non c’erano progetti simili… eravamo davvero dei matti. Oggi se ne sono sviluppati altri, ma noi siamo decisamente il team più grande perché siamo ben 350. L’idea di creare Mila è nata perché dopo 18 anni di lavoro in giro per il mondo ho avuto finalmente la possibilità di fare un mio film, un cortometraggio. Inizialmente ho scritto diverse storie che presentavo agli amici e conoscenti, e tutti erano attirati da questa in particolare. Era una storia a cui tenevo moltissimo perché veniva da un racconto personale di mia mamma che era bambina a Trento durante la Seconda Guerra Mondiale. Ho presentato il progetto a un amico character designer che ha ideato i personaggi, poi via via di amico in amico si sono unite altre persone che hanno creduto nel corto e si sono offerti volontari. Nel tempo ho provato a proporre la storia a vari studi di Hollywood, ma a loro non interessa il tema della guerra, perciò non avendo budget siamo andati avanti con il passaparola.
Il tema di Mila è un tema forte e non usuale per un film d’animazione. Il corto è rivolto anche ai bambini?
Assolutamente. Non ci sono scene grafiche: l’unico rappresentante della guerra è il bombardiere, si intuisce la morte delle persone ma non si vede niente. A dir la verità non è tanto un film sulla guerra, è un film poetico sull’incontro di Mila con una donna che la salva. La bambina sarà salvata fisicamente, ma poi salverà a sua volta psicologicamente la donna. Le due si conosceranno e attraverso il gioco instaureranno un rapporto completandosi a vicenda, in quanto Mila ha perso i genitori e la donna il figlio. Le guerre mi lasciano con una sensazione di shock ed impotenza, quindi con il medium che io amo, ovvero l’animazione, volevo raccontare qualcosa su questo tema così drammatico.

Pensi che una produzione indipendente di questo tipo possa aiutare l’industria dell’animazione ad aprirsi a temi diversi?
È fondamentale ampliare i temi. Soprattutto in un periodo come questo è importante usare l’animazione per cercare di avvicinare le culture di fronte alle guerre, alla paura e all’ignoto. Qualcosa si muove, per esempio proprio qui a View Conference lo studio Cartoon Saloon ha presentato il suo The Breadwinner che tratta proprio questo tema. Anche io sono al lavoro su un film simile: grazie a Mila mi è stato chiesto di dirigere un film su Malala Yousafzai. I grandi studi secondo me sottovalutano le potenzialità dell’interesse in questi temi e pensano che il pubblico non possa capire, ma i bambini riescono a processare cose molto impegnative se vengono proposte nel giusto modo. Esporre i bambini a film diversi e presentare loro diverse culture e problematiche per formarli è davvero fondamentale, tuttavia è molto difficile convincere uno studio che questo abbia potenzialità economiche, e d’altra parte trovare fondi in modo indipendente è sempre una battaglia.
Puoi parlarci del contrasto tra le atmosfere del corto? E come mai la scelta di non utilizzare dialoghi?
Per quanto riguarda le atmosfere: volevo alternare e far vedere quello che erano la bellezza e la serenità prima della guerra, in contrasto con l’orrore e la tragedia quando arrivano i bombardieri. La scena iniziale è un ricordo della domenica al mercato, con Mila sul carosello. Quest’ultimo è l’oggetto più complesso che abbiamo costruito e rappresenta simbolicamente l’infanzia, infatti poi verrà distrutto. La scena iniziale e i sogni di Mila sono colorati per creare contrasto con la realtà della guerra, dove l’atmosfera è più dark e tetra. Infine, il corto è senza dialogo per restare più internazionali possibile. Anche il nome Mila l’ho scelto affinché fosse pronunciabile sia in italiano che in inglese. Non avere il dialogo ti forza a basarti solo sull’acting dei personaggi ed è un buon esercizio per riuscire a portar fuori le emozioni senza la scorciatoia della parola.
C’è stato un momento in cui Mila è stato un lungometraggio o l’hai sempre immaginato come un corto? Come pensi di distribuirlo?
È sempre stato un corto, anche perché a livello indipendente per questioni di budget è troppo complicato realizzare un lungometraggio. Lavoriamo senza ritorno economico, volontariamente, mentre se fosse un lungometraggio dovremmo distribuirlo, pagare il marketing e ovviamente i collaboratori. Certo, se uno studio fosse interessato si potrebbe fare! Attualmente verrà distribuito tra festival, di solito quello che accade è che in queste situazioni si trovano potenziali distributori, italiani o americani che siano.
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Sono 26 i film animati che quest’anno potrebbero portarsi a casa la statuetta del Miglior Film d’animazione agli Oscar 2018. Ma attenzione: si tratta solo dei titoli proposti dai rispettivi studi, la strada per arrivare alla nomination è ancora lunga.
Tra questi 26 nomi sarà infatti operata una prima selezione che stabilirà quali titoli possiedono i requisiti per la nomination e quali no. Se dalla prima scrematura risulteranno 16 o più film ancora in gara, allora si procederà a selezionare la cinquina definitiva (se saranno meno di 16 film, i nominati saranno da due a quattro). Tra le cinque nomination, che saranno annunciate il 23 gennaio 2018, l’Academy voterà infine il vincitore che riceverà il premio.
Quest’anno inoltre vedrà anche degli importanti cambiamenti nelle regole per la votazione del Miglior Film d’animazione. Per come funziona la selezione delle nomination, gli esperti di ogni settore scelgono i nominati e poi l’intera Academy vota il vincitore; l’unica eccezione è il Miglior Film, per il quale tutta la giuria può scegliere sia la nomination che il vincitore. Da quest’anno sarà lo stesso anche per il Miglior Film d’animazione: le nomination dunque non saranno più scelte dagli esperti del settore. Questo potrebbe favorire i film americani, o comunque provenienti dai grandi studi, che sono ovviamente più noti rispetto a un film indie.
Difficile quest’anno fare previsioni: nessun titolo è riuscito a dominare la scena come era accaduto con Zootropolis l’anno scorso. Tra i favoriti per i titoli mainstream ci sono sicuramente Coco (dobbiamo ancora vedere come sarà accolto negli USA, ma anche solo il marchio Pixar giocherà a suo favore in un anno con poca competizione), LEGO Batman – Il film e probabilmente Cattivissimo Me 3.
Tra i film indipendenti, il favorito sembra essere The Breadwinner (entrambi i film precedenti di Cartoon Saloon, cioè The Secret of Kells e La Canzone del Mare, hanno ricevuto la nomination), ma occhio anche all’anime giapponese In questo angolo di mondo e a Loving Vincent, il primo film animato completamente dipinto a mano. Degna di nota anche la presenza dell’italianissimo Gatta Cenerentola, l’ultima fatica di Mad Entertainment ispirata alla fiaba di Basile.
Qui sotto i 26 film che potrebbero arrivare all’Oscar 2018:
“The Big Bad Fox & Other Tales”
“Birdboy: The Forgotten Children”
“Baby Boss”
“The Breadwinner”
“Capitan Mutanda”
“Cars 3”
“Gatta Cenerentola”
“Coco”
“Cattivissimo Me 3”
“Emoji – Accendi le emozioni”
“Ethel & Ernest”
“Ferdinand”
“The Girl without Hands”
“In Questo Angolo di Mondo”
“Lego Batman – Il film”
“Lego Ninjago – Il film”
“Loving Vincent”
“Mary and the Witch’s Flower”
“Moomins and the Winter Wonderland”
“My Entire High School Sinking into the Sea”
“Napping Princess”
“La forma della voce”
“I Puffi – Viaggio nella foresta segreta”
“Gli Eroi del Natale”
“Sword Art Online: The Movie – Ordinal Scale”
“Window Horses The Poetic Persian Epiphany of Rosie Ming”

View Conference 2017: il making of di Loving Vincent, il primo film interamente dipinto
È diventato l’evento speciale più visto al cinema in Italia, raccogliendo in soli tre giorni oltre 130 mila spettatori in 283 sale, molte delle quali sold out. E la corsa al successo di Loving Vincent, il primo film ad essere completamente dipinto ad olio, non è finita qua: ora è in lizza per il Miglior film d’animazione agli European Film Awards e punta ovviamente a una nomination all’Oscar.
A presentare l’opera a View Conference 2017 c’era Steven Muench, investitore e appassionato di animazione che è stato tra i primi a credere nel progetto, accompagnando Loving Vincent dalla sceneggiatura alla première al festival di Annecy.
Di seguito, alcune delle curiosità sul making of svelate durante il suo intervento.

• Inizialmente l’idea dei registi Dorota Kobiela e Hugh Welchman era quella di realizzare un cortometraggio di 7 minuti. Nessuno credeva che sarebbero riusciti in un progetto così ambizioso, perciò hanno deciso di provare l’impossibile e renderlo un film di 91 minuti.
• Per la stesura della sceneggiatura ci sono voluti diversi anni e nel tempo ha subito molte variazioni. I registi hanno lavorato a stretto contatto con i Van Gogh Archives leggendo tutte le lettere di Vincent Van Gogh. L’obiettivo era quello di realizzare una storia immaginaria (“cosa sarebbe successo se una lettera delle sue fosse andata perduta e ritrovata un anno dopo la sua morte?”) che fosse coinvolgente per lo spettatore, ma soprattutto in grado di unire al suo interno quanti più dipinti di Van Gogh possibile. La storia si sviluppa infatti attraverso i dipinti che ne costituiscono i personaggi e i set.

• Una delle critiche più frequenti fatte al film, secondo Muench, è che non sarebbe un vero film d’animazione in quanto realizzato totalmente in rotoscopio, una tecnica che permette di ricalcare i movimenti di attori reali. Lo speaker ha quindi dimostrato al pubblico di View Conference come le cose siano in realtà ben diverse. Per Loving Vincent, inizialmente sono state girate delle riprese dal vivo per 4 settimane, dopodiché 125 animatori hanno riprodotto esattamente le scene girate nei loro dipinti. A causa però della particolare tecnica utilizzata, ovvero quella a olio con pennellate non precise, era letteralmente impossibile ritracciare le silhouette dell’attore come si usa fare nel rotoscopio. Piuttosto che ricalcare, quindi, gli animatori hanno utilizzato la sagoma e il movimento di base come riferimento, di fatto ricreando e ridisegnando però l’intera scena.
• Nel film ci sono circa 65,000 dipinti. Non sono mai copie esatte di quelli di Van Gogh, ma la loro rielaborazione risponde alle esigenze della trama: per esempio in alcuni casi ci sono inquadrature diverse, vengono inseriti personaggi, si immagina il prima e il dopo di una scena. Altre volte, se la camera (e quindi il punto di vista dello spettatore) si trova in una posizione diversa, è stato necessario immaginare come Van Gogh lo avrebbe disegnato, a partire dal dipinto originale.
• Il budget è stato di 4 milioni di euro. Una parte è stata inoltre raccolta tramite Kickstarter ed è servita a formare 30 ulteriori pittori che potessero lavorare con lo stile di Van Gogh.

• Il processo di animazione è simile alla stop motion. Gli animatori lavoravano con una speciale postazione che permetteva loro di vedere il dipinto precedente e quindi i cambiamenti minimi da dover fare tra un frame e l’altro. Particolarmente difficili sono state le transizioni tra scene in cui due dipinti si “mescolano” gradualmente tra loro passando da una sequenza all’altra, oppure i movimenti di camera in cui letteralmente ogni punto del frame si muove (questi ultimi sono infatti molto rari nel film, proprio perché un movimento tipo carrellata comportava la creazione di molteplici dipinti tutti diversi tra loro, in quanto nessun punto rimane fermo).
• L’Academy Ratio è il formato scelto per la pellicola, perché si avvicina maggiormente alla dimensione dei quadri di Van Gogh.
• Per quanto riguarda le scene nel passato: Vincent Van Gogh ha iniziato a dipingere molto tardi, quindi non c’erano quadri da usare come riferimento per i flashback della sua infanzia. Si è scelto perciò di ricreare l’effetto delle fotografie d’epoca dell’800 con dipinti sempre a olio ma con palette di grigi. In queste sequenze è inoltre presente maggiormente l’uso del rotoscopio classico.
• Molta attenzione è stata data nel casting per scegliere attori che somigliassero il più possibile ai famosi ritratti di Van Gogh.
• Nella sequenza in cui Armand Roulin arriva a Parigi è possibile vedere in successione dipinti con ben 6 stili diversi. La scena vuole omaggiare il fatto che quando Van Gogh arrivò a Parigi sperimentò con diverse correnti pittoriche.
Vi ricordiamo che, dopo il grande successo del film in Italia e a grande richiesta del pubblico, Loving Vincent tornerà nelle sale il 20 novembre per un’unica data nazionale davvero imperdibile.
[youtube https://www.youtube.com/watch?v=jStb9NmHmpM&w=560&h=315]
Scegliere di arrestare completamente la produzione di un film non è mai una decisione facile, soprattutto quando l’opera ha impegnato registi, sceneggiatori e artisti per ormai molti anni. E dunque quella di cancellare Gigantic dev’essere stata una scelta sofferta per i Walt Disney Animation Studios, che stanno tentando di portare al cinema questa storia da subito dopo l’uscita di Rapunzel – L’intreccio della torre.

I primi rumor sull’esistenza del film iniziarono a trapelare nel 2013, quando Nathan Greno (co-regista di Rapunzel con Byron Howard) venne assegnato come regista al lungometraggio ispirato a Jack e il fagiolo magico, una fiaba che gli studi stavano pensando di adattare già da alcuni anni (da sottolineare che ne esiste già un adattamento nei classici Disney, precisamente in Bongo e i tre avventurieri del 1947, in cui sono Topolino, Paperino e Pippo a reinterpretare la fiaba del fagiolo magico).
Si parlava allora di una possibile release per il 2016 o il 2017 e il titolo provvisorio che venne assegnato al film fu Giants. Nello script provvisorio si parlava di una guerra imminente tra il popolo dei giganti e quello degli uomini. I giganti hanno imposto agli uomini un accordo per il quale avrebbero rinunciato ad attaccarli in cambio di un tributo annuale. Protagonista della vicenda è ovviamente Jack, un umile ragazzo che vive in un paese ispirato alla Spagna e all’Italia, innamorato della bella e nobile Angelina, figlia di un mercante e corteggiata anche da Marco, un partito più appetibile di Jack in quanto dello stesso rango della ragazza. A completare il gruppo, una ragazzina di nome Inma, piccola ma coraggiosa, una guerriera che aspira a portare giustizia al mondo e diventare un’eroina. La loro avventura comincia quando Jack riceve i fagioli magici della fiaba, che porteranno il gruppetto a scontrarsi con la potente famiglia dei Giganti della Tempesta, composta da Feebus, Fifen, Fogel, Fobbert e il loro leader Faustus.

Questa versione della storia venne in seguito accantonata per problemi di sceneggiatura e completamente riscritta. Al D23 Expo del 2015 il film venne infatti presentato con il titolo di Gigantic e con i soli due personaggi di Jack e Inma. Quest’ultima diventò inoltre una gigantessa, e la nuova versione del film avrebbe dovuto raccontare la storia dell’improbabile amicizia tra un ragazzo umano e una bambina gigante, che lo scambia per una bambola e lo porta nel suo mondo. Coinvolti nel progetto anche Robert Lopez e Kristen Anderson-Lopez, già compositori della colonna sonora di Frozen, che proprio al D23 Expo presentarono in anteprima la prima canzone di Gigantic, cantata da Inma e intitolata I Love My Little Man.
Le ultime news sul film sono state invece di carattere pratico: la data d’uscita spostata dal 2018 al 2020 (sia per problemi di scrittura che per dare precedenza a Frozen 2, che si trovava più avanti nella lavorazione) e infine l’aggiunta di Meg LeFauve, sceneggiatrice di Inside Out, come co-regista accanto a Nathan Greno.
Come già successo per Mort e per altri film cancellati, è possibile che con il tempo gli artisti coinvolti decidano di condividere alcuni concept art o disegni preparatori per Gigantic, che potrebbero rivelarci di più sulla storia e sui personaggi. Allo stesso modo, è possibile che il film sia soltanto accantonato e che in futuro, trovando la chiave giusta, la Disney riesca comunque a portare sul grande schermo la storia di Jack e il fagiolo magico.

Viene trasmesso in tv in America da neppure un mese, ma il reboot di DuckTales ha già infranto un importantissimo record, piazzandosi al primo posto di tutte le classifiche di ascolti del canale Disney X D.
50 milioni sono le visualizzazioni totali generate dalla serie, con 26 milioni di spettatori in televisione, 20 milioni di visualizzazioni ai video sui vari social media (14 solo sul canale ufficiale YouTube) e oltre 2 milioni di accessi provenienti dalle varie app di Disney XD e Disney Channel.
I primi due episodi, trasmessi il 23 settembre 2017, costituiscono il miglior debutto in due anni e mezzo per il canale Disney X D, sia nella categoria ascolti generali (662,000), sia in quella Bambini 2-11 anni che in quella Bambini 6-11 anni (i record precedenti erano Star vs. The Forces of Evil e LEGO Star Wars: The Freemaker Adventures). Secondo le stime, il 40% dei bambini della fascia 2-14 ha seguito la première insieme a un adulto della fascia 18-49.
DuckTales è in arrivo nei prossimi mesi anche in Italia, insieme ad altri 162 paesi del mondo.
Fonte: Comingsoon

View Conference 2017: Cars 3, Wonder Woman, Blade Runner 2049 e molti altri nel programma completo dell'evento
Vi avevamo già riportato qualche mese fa i primi ospiti internazionali dell’edizione 2017 di View Conference, evento tutto italiano che ogni anno richiama a Torino i più grandi artisti mondiali dell’animazione e del cinema.
Quest’anno l’appuntamento sarà dal 23 al 27 ottobre e, come possiamo vedere dal programma ufficiale finalmente disponibile sul sito dell’evento, sono attesi nella cittadina piemontese tanti ospiti legati ai più grandi film usciti o in uscita nel 2017.
Vi riportiamo qui sotto il comunicato stampa con alcuni degli appuntamenti principali.

Tra i grandi nomi che sono pronti ad arrivare in Italia c’è Rob Pardo, uno dei designer di videogiochi più importanti del mondo, creatore di World of Warcraft e fondatore di Bonfire Studios. Insieme a lui Kevin Lin, Jan-Bart Van Beek, Bernard Yee e Maureen Fan, per raccontare il futuro di questo mondo affascinante.
Attesissimo Eric Darnell, vero e proprio pioniere del cinema animato. Regista, sceneggiatore, compositore, doppiatore ed animatore statunitense, Darnell, già vincitore di un Emmy, è celebre per la regia e per la sceneggiatura (con Tom McGrath) dei quattro film di Madagascar targati DreamWorks. Chief creative director di Baobab Studios, sarà sul palco di VIEW per parlare di storytelling immersivo ai tempi della realtà virtuale.
Tre i blockbuster in uscita nelle sale nei prossimi mesi protagonisti a VIEW Conference.
Ci saranno il premio Oscar Bill Westenhofer (Capo degli effetti visivi di Wonder Woman), il premio Oscar Martin Hill e Scott Stokdyk per Valerian e la città dei mille pianeti di Luc Besson, uno strabiliante viaggio intergalattico tra culture aliene e terre incontaminate, Christopher Townsend, candidato all’Oscar per gli effetti speciali di Guardiani della Galassia, Vol.2.
Molto atteso il premio Oscar John Nelson, supervisore capo degli effetti visivi di Blade Runner 2049, che per la prima volta racconterà proprio sul palco di VIEW il dietro le quinte dell’attesissimo film.
Joe Letteri, autentico artista della grafica digitale e degli effetti speciali. Quattro volte premio Oscar, ha contribuito con il suo talento a realizzare film di grande successo come Star Wars, Casper, Jurassic Park, King Kong, Avatar. A VIEW presenterà The War – Il pianeta delle scimmie e l’evoluzione della tecnologia e dell’arte degli effetti visivi per il film finale della trilogia.
Hal Hickel, già premio Oscar per gli effetti speciali dei Pirati dei Caraibi, parlerà delle ultime creazioni di Industrial Light and Magic – droidi, creature e navicelle spaziali – direttamente dall’ultimo film della saga di George Lucas, Rogue One: A Star Wars Story.
E se pensate che quello della computer grafica sia un mondo maschile, preparatevi a ricredervi!
Ospiti a VIEW Kim White, direttrice della fotografia per la Pixar dal 1997, che ha lavorato a capolavori come A Bug’s Life – Megaminimondo, Monsters& Co, Alla Ricerca di Nemo, Ratatouille, Toy Story 3 e Inside Out. A VIEW racconterà l‘avventura di Illuminare Radiator Springs.
Da non perdere il talk di LK Shelley, venture capitalist della Silicon Valley, che parlerà degli investimenti nel settore dei contenuti creativi come i videogiochi e degli investimenti nelle startup legate alla tecnologia mobile.
Noelle Triaureau, production designer della Sony Pictures Animation, racconterà la sua esperienza con I Puffi: viaggio nella foresta segreta.
Leslie Iwerks, produttrice, scrittrice e regista, in arrivo direttamente da LA per raccontare la sua esperienza nel mondo dei documentari Pixar e come le nuove tecnologie stiano spingendo sempre più lontano i confini dei documentari.
E ancora Vicki Dobbs Beck, dirigente responsabile di ILMxLAB, che salirà sul palco per affascinare il pubblico con le sue esperienze di storytelling.
Elisabeth Morant, per raccontare il Tilt brush ed il suo spettacolare utilizzo come frontiera del 3D.
Maureen Fan, CEO cofondatrice di Baobab Studios, il principale studio VR al mondo.
Recensione: Gatta Cenerentola
Recensione di Irene Rosignoli e Alessandro Biti
Una nave, una città in degrado, una ragazza muta, un principe azzurro con la pistola e una scarpetta che serve a nascondere i traffici di droga. Da qualche settimana è al cinema Gatta Cenerentola, quello che è stato definito “il miracolo napoletano” (bellissima, a proposito, questa risposta), l’ultima fatica di Mad Entertainment, un film che non solo è bello, nel senso più complesso e meno semplicistico del termine, ma anche importante per la situazione attuale del cinema e dello spettacolo italiani e non solo.

Perché, come giustamente molti hanno sottolineato, è vero che Gatta Cenerentola si inserisce in un clima di rinascita del cinema italiano, ma questa è solo una parte della verità. Questo film ha un ruolo importante a livello europeo, collocandosi in un processo molto simile che coinvolge l’animazione europea tutta. L’esperienza di Mad Entertainment non è troppo diversa da quella dell’irlandese Cartoon Saloon o dai lavori dei francesi Benjamin Renner e Rémi Chayé. Si tratta di film animati che, non potendo necessariamente competere ad armi pari con i grandi studi americani, sono costretti a trovare espedienti estetici e stilistici che scavalchino in modo intelligente i limiti del budget. Ma soprattutto sono film animati che non nascono come merce o dalla spasmodica ricerca del franchise da riutilizzare altre due o tre volte con sequel e spin-off. Le piccole perle prodotte in Europa nascono dal caro, vecchio e puro bisogno di raccontare una storia, e molto spesso con un prezzo da pagare che è il rischio di non sapere se si potrà ripetere l’esperimento o no.
Quando i soldi sono pochi succede però anche un’altra cosa: la libertà creativa è assoluta. È allora che nasce l’idea di un film d’animazione per adulti, quando la stragrande maggioranza del resto del mondo punta al pubblico delle famiglie. È allora che si pensa di raccontare una storia di camorra e di violenza, di un futuro rubato, di un’infanzia perduta, di una via d’uscita che sembra impossibile. Ed è allora che traspare l’amore – per la storia che si sta narrando, per la città che si sta celebrando (Napoli) ma anche per le semplici possibilità di un mezzo artistico, l’animazione, che è veramente illimitato nelle mani di chi non si pone limiti.

E quanto amore c’è nelle immagini e nelle musiche di Gatta Cenerentola. Nella grazia dei movimenti di Mia, nella bellezza spezzata della matrigna Angelica, nel coraggio del “principe azzurro” Primo Gemito, ma soprattutto in quel sogno impossibile di Vittorio Basile, armatore e scienziato proprietario della nave Megaride. Il suo è il sogno di chi guarda avanti in un paese in cui si può solo guardare indietro, la consapevolezza che dalle profonde contraddizioni di una città ferita possono nascere l’arte migliore e la bellezza più stupefacente. Vittorio Basile è insomma gli artisti della Mad, e forse tutti coloro che stanno lottando per questa rinascita del cinema italiano. Tuttavia i personaggi agiscono tra un futuro che sembra impossibile e il rimpianto del passato: il progetto del Polo della Scienza e della Memoria fallisce, e il suo fallimento è la fine della speranza nel futuro. E non è un caso che è allora che l’ambientazione viri verso lo steampunk. La nave, i corpetti vittoriani e in generale l’ambientazione ricordano molto la belle Epoque. Ed è significativo che questo succeda nella seconda parte del film, a simboleggiare che l’utopia, in mani sbagliate, diventa distopia. La conclusione della fiaba è però letteralmente un salto verso la speranza, che passa per la violenza, la morte e l’abbandono, ma che è uno splendido augurio per quello che verrà.
Forse non è un caso che lo studio di animazione su cui sono puntati tutti gli occhi degli italiani si chiami Mad Entertainment, perché bisogna ammettere che ci vuole una buona dose di follia per produrre un film come Gatta Cenerentola. Eppure è questa “madness” la chiave di tutto, perché è lo spirito visionario che traccia la strada verso l’inesplorato, è l’artista che invece che dare al pubblico ciò che si aspetta, sa guardare oltre e indovinare l’inaspettato che ha bisogno di vedere. È il talento di grandi filmmakers, che l’animazione italiana può finalmente vantare di nuovo.

E se non bastasse la carica innovativa del film in sé, prima del film potrete ammirare il breve corto in animazione tradizionale Simposio Suino in Re Minore. Diretto da Francesco Filippini e prodotto da Sky Dancers insieme a Mad Entertainment, è la storia di un cinghiale antropomorfo e di una cuoca. I due sembrano conoscersi, o forse no: la creazione della storia e dei legami è lasciata in mano allo spettatore, con la colonna sonora composta da canzoni cantate nella migliore tradizione napoletana. Molti elementi richiamano i film dello Studio Ghibli, ma sono restituiti sullo schermo in una nuova veste tutta partenopea. Per l’intero corto si respira quell’atmosfera Miyazakiana, che fa da perfetto contraltare al film che seguirà: dalla fiaba ambientata sulle rive di un lago nebbioso alla cruda realtà della camorra in Gatta Cenerentola.
Dopo la prima clip che mostrava una scena d’azione con Hiro e Baymax, il nuovo sneak peek dalla serie di Big Hero 6 è ambientato in un luogo più casalingo: il cafè di Zia Cass. Qui ritroviamo tutti i personaggi tranne Fred, che improvvisamente chiama i compagni per una presunta emergenza.
È l’inizio di Big Hero 6: Baymax Returns, il film per la tv che dovrebbe fare da episodio introduttivo alla serie animata, come già successo con Rapunzel e con DuckTales. Questo episodio dovrebbe andare in onda in America a novembre, mentre gli episodi di Big Hero 6: The Series dovrebbero iniziare regolarmente a dicembre su Disney X D.
La serie riprenderà la storia dove l’avevamo lasciata nel 2014 e seguirà le avventure di Hiro, il quattordicenne genietto della scienza, e del suo operatore sanitario coccoloso trasformato in un supereroe, Baymax. Dopo le vicende del film, Hiro deve vedersela con le sfide di tutti i giorni a scuola e con la sua doppia vita da paladino di San Fransokyo.
Qui sotto trovate il nuovo sneak peek:
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