In occasione degli 80 anni dalla scomparsa di H. G. Wells e dei 125 anni dalla pubblicazione della prima edizione italiana de La guerra dei mondi, Panini Comics ha deciso di riproporre Topolino e la guerra dei mondi in una nuova e preziosa veste, all’interno della collana Parodie Disney De Luxe. Un’occasione perfetta per riscoprire come la fantascienza incontra il fumetto in un volume da collezione dedicato a uno dei romanzi più importanti di tutti i tempi.
Il volume, impreziosito da approfondimenti e dalla cover inedita realizzata da Paolo Mottura (che potete vedere sotto), è disponibile in fumetteria e online sul sito dell’editore.

La storia di Topolino e la guerra dei mondi
Scritta nel 1987 da Alessandro Sisti e disegnata da Maria Luisa Uggetti, Topolino e la guerra dei mondi reinterpreta con ironia il celebre romanzo dello scrittore britannico, considerato insieme a Jules Verne uno dei padri della fantascienza moderna. A vestire i panni dei protagonisti dell’invasione aliena sono naturalmente i personaggi dell’amato mondo a fumetti: Topolino e O’Pippy si ritrovano così ad affrontare una minaccia proveniente da Marte, tra equivoci, invenzioni, situazioni esilaranti e irresistibili marziani dal carattere decisamente fuori dal comune.
La storia fu pubblicata per la prima volta, in due puntate, sui numeri 1625-1626 di Topolino, rispettivamente il 18 e il 25 gennaio 1987. Dalla sua ultima ripubblicazione, invece, sono passati 13 anni (avveniva sulla 2° edizione de I classici della letteratura numero 37.
Differenze con il testo originale
Pur essendo molto fedele al libro originale, la storia si prende qualche licenza per semplificarne la narrazione: per esempio ci troviamo davanti a una sola storia (e non a una del narratore e l’altra del fratello), l’atmosfera angosciante è notevolmente minore, i marziani vogliono conquistare la Terra ma non ucciderne gli abitanti e il virus del raffreddore non li stermina ma li spinge a tornare sul loro pianeta, il loro stile grafico è buffo e non minaccioso. Al contrario, sono invece conservate i nomi delle cittadine inglesi dove si svolge la storia e il tipico “voi” usato in epoca ottocentesca da Topolino e O’Pippy.
